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Stress e depressione? La soluzione in un mondo più “green”

Uno studio dell’Oms dimostra che vivere nella natura fa bene alla mente ma secondo l’Istat gli italiani dispongono di appena 31 mq di verde a testa

Gio 30 Giu 2016 | di Barbara Savodini | Attualità
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Passeggiare nella natura durante la pausa pranzo, ammirare, odorare e fotografare fiori, respirare aria pura o coricarsi all’ombra di un albero centenario: non è solo di piaceri della vita che si tratta ma di pratiche salutari che abbassano i livelli di stress e combattono la depressione. A confermare ciò che in molti avevano già intuito, uno studio presentato dall’Organizzazione mondiale della sanità e dall’Unep (United Nations Environment Programme) durante l’assemblea delle Nazioni Unite sull’ambiente che si è tenuta a fine maggio a Nairobi. Una ricerca, quella in questione, destinata a cambiare il mondo dato che all’evento internazionale che si è tenuto nella capitale del Kenya erano presenti 2.300 delegati di ben 170 paesi diversi. Trova conferma scientifica, dunque, il desiderio di una vita meno “grigia” che porta sempre più persone a fuggire dalle grandi metropoli, ad acquistare case in campagna o al mare presso le quali recarsi nei weekend o a concedersi lunghe vacanze dove l’aria è più pura e la quotidianità meno caotica. A ricaricare le energie e ad abbassare i livelli di stress basta anche una sola settimana e si è di nuovo pronti a tornare nella frenesia della metropoli. Ma cosa accade quando le risorse economiche, la mancanza di ferie per via di un nuovo lavoro appena iniziato o  un genitore non autosufficiente non consentono queste piccole ma importanti fughe dalla città?

Aree verdi e stress: dati inversamente proporzionali
I livelli di stress aumentano a dismisura e, non di rado, si trasformano in forme di depressione più o meno gravi che vanno ad incidere sul lavoro, sulla vita coniugale o sul rapporto con i figli. In Italia come in America non fa differenza: vivere in una città cupa e senza aree verdi provoca danni inimmaginabili, tanto al livello fisico quanto mentale. È per questo che, da nord a sud Italia, i cittadini chiedono con insistenza alle amministrazioni aree in cui rigenerarsi e recuperare le energie per poter affrontare al meglio il traffico, lo smog e lo stress della quotidianità. E se le risposte non arrivano per tempo, in molti sono pronti a trasferirsi, non solo da una città all’altra d’Italia, ma anche all’estero. A soffrire gli effetti della cementificazione indiscriminata, del traffico, dell’inquinamento e della carenza di spazi in cui fare sport e vivere la natura sono soprattutto i bambini, che ne risentono in termini di creatività e umore. Gli anziani che risiedono nelle metropoli, invece, sono mediamente più tristi, soffrono la solitudine e manifestano forme più o meno gravi di depressione. Uno studio simile è stato condotto anche a Berlino dove un gruppo di ricercatori tedeschi ha preso in esame i livelli di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, analizzando i capelli di 32 soggetti. Il campione, piuttosto eterogeneo, comprendeva persone che abitavano in aree molto verdi, impiegati che erano soliti passeggiare in parchi o vialoni alberati e residenti dei quartieri maggiormente urbanizzati la cui vita si trascorreva tra casa e ufficio.  Ebbene, lo studio ha dimostrato chiaramente come i livelli di cortisolo di chi trascorreva una considerevole quantità di ore in spazi verdi era nettamente più basso. Ma non solo, perché sono state riscontrate percentuali del cosiddetto ormone dello stress diverse anche in base a fattori apparentemente ininfluenti come la vista di vegetazione dalla finestra di casa o la presenza di un parco nei pressi della sede di lavoro in cui trascorrere la pausa pranzo. 

I dati dell’Istat
Tutt’altro che positivi, su questo fronte, i dati rilevati in Italia dall’Istat al termine di un lungo studio sui 116 capoluoghi di provincia: ogni cittadino ha infatti a disposizione appena 31 metri quadrati di verde urbano con un’insanabile spaccatura tra nord e sud. I Comuni settentrionali hanno infatti in media più parchi cittadini rispetto a quelli del centro mentre le percentuali del sud sono falsate dall’elevata presenza di boschi, parchi e foreste in un’unica Regione, la Basilicata. Disastrosi i dati al centro Italia dove, fatta eccezione per Roma, la quantità di aree verdi per ogni residente è di gran lunga al di sotto della media. A dominare la classifica delle città più "green" d'Italia c’è Trento, la maglia nera va invece a Taranto che si conferma fanalino di coda della nazione. Altri capoluoghi che navigano nei “bassi fondi” della graduatoria sono anche, sempre secondo i dati dell’Istat, Caltanissetta, Crotone, Trani, Trapani, Isernia, Olbia, Genova, Chieti, Barletta e L’Aquila. Rientrano nella top ten delle migliori, invece, Matera, Potenza, Sondrio, Iglesias, Terni, Pordenone, Gorizia, Reggio Calabria e Verbania. Il verde urbano in Italia, in conclusione, rappresenta appena il 2,7% del territorio dei capoluoghi con disparità che incidono notevolmente sulla qualità della vita.

L’intervento di Coldiretti
Sul caso è intervenuta anche Coldiretti che, abbinando lo studio dell’Oms ai rilievi dell’Istat, ha elaborato un giudizio sulla situazione italiana oltremodo negativo. «Questa scoperta scientifica – ha commentato la Confederazione nazionale coltivatori diretti in una nota  - conferma come sia della massima urgenza dare risposte concrete alle crescenti richieste di ambienti naturali da parte dei cittadini. Lo studio dimostra non solo che chi può contare su parchi vive meglio ma anche che le aree verdi producono benefici importantissimi per la salute mentale dei cittadini residenti nelle grandi metropoli. Secondo la ricerca – conclude Coldiretti -  interagire con la natura può addirittura migliorare le facoltà cognitive di bambini con deficit dell'attenzione e di individui depressi».

 


 

ROMA PER VIVIBILITA' E' TRA LE PEGGIORI IN ITALIA
A fronte di una richiesta sempre più importante di parchi e aree verdi da parte dei cittadini, non tutti i Comuni e le amministrazioni continuano a fare orecchie da mercante. Risorse notevoli, per esempio, sono state investite a Milano dove interi quartieri stanno sorgendo a nuova vita. È il caso del City Life, nella zona della Fiera di Milano dove, a fronte della mancanza di parcheggi e alloggi, ingegneri e architetti hanno cercato risposte nei grattacieli e nei sotterranei, destinando enormi aree a parchi e giardini. Laddove fino a qualche anno fa c’erano solo enormi palazzi, oggi ci sono isole pedonali, orti, fontane, prati sterminati e persino un campo da golf. Un esempio che, grazie anche al nome di architetti come Libeskind e Zaha Hadid, sta facendo il giro del mondo. Storicamente verde è anche Roma dove, però, i grandissimi parchi da soli non possono bastare a dare risposte al desiderio di tranquillità dei suoi abitanti. La vivibilità è infatti ritenuta tra le peggiori in Italia per via del malfunzionamento dei trasporti pubblici (la mancanza di piste ciclabili e bike sharing acuiscono il disagio) e di un elevato tasso di microcriminalità. 

 


 

5 buoni consigli per combattere lo stress da metropoli

1 - Concediti una passeggiata di dieci minuti, meglio se in un parco

2 - Allontanati dallo schermo 

3 - Visualizza ad occhi chiusi immagini che infondono pace e serenità 

4 - Ascolta una canzone rilassante

5 - Prenditi una pausa e mangia uno snack a base di frutta 

 


 

LE PIU' VERDI

La Regione italiana con più parchi è la Lombardia

La città italiana con più metri quadrati di aree verdi è Trento

Reykjavik è la città più verde al mondo

Copenaghen, Stoccolma e Oslo le metropoli più ecologiche

Madrid la capitale più green del Mediterraneo 

Il Comune di Londra il più attento alla manutenzione del verde


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