acquaesapone Attualità
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Pagella senza numeri?

Alle elementari valutazioni espresse in lettere al posto dei numeri e niente bocciatura, ma corsi di recupero

Gio 28 Lug 2016 | di Patrizia Santo | Attualità
Foto di 2

Questa estate è animata da una paio di presunte novità per la nostra scuola: basta pagelle con voti numerici, largo alle valutazioni espresse in lettere e, udite udite, niente più bocciatura! Ne ha dato notizia il Corriere della Sera, accendendo una certa attenzione. Si tratterebbe di due iniziative che entrerebbero in vigore – se effettivamente approvate – dall'anno scolastico 2017-2018 e solo per i bimbi delle elementari.
La pagella, dunque, non avrà più la classica indicazione dei voti da zero a 10, ma i giudizi e i risultati dei nostri pargoli tra i banchi saranno indicati, in ordine dal massimo alla peggiore insufficienza, con le cinque lettere A, B, C, D, E e F. Almeno secondo le anticipazioni del noto quotidiano. Il senso di tutto ciò starebbe nel  voler superare la mentalità del bilancino basata più su freddi numeri e medie algebriche che sulla persona, valorizzando il percorso dell'allievo oltre la corsa al risultato. Insomma, più sviluppo personale e meno ossessione da prestazione. Da un lato conservando comunque un riscontro sulla propria situazione, ma evitando dall'altro il giudizio scritto con un voto numerico che può risultare rigido, come uno schema che non lascia scampo. Il bambino che incassa E o F in pagella dovrebbe frequentare dei corsi per recuperare le eventuali lacune. Mentre sparirebbe la bocciatura, sempre nella scuola primaria. L'orizzonte quindi non è quello di “giudicare” gli alunni e farli sentire giudicati, ma di metterli in condizione di raggiungere l'obiettivo, cioè di imparare, prepararsi, migliorare. Voti a lettere e superamento della bocciatura – secondo quanto annunciato dal Corriere – sono previsti in un disegno di legge del Governo che dovrebbe essere approvato entro l’estate in attuazione del decreto n. 107 dell'anno scorso, quello della cosiddetta “Buona Scuola”.
Ma nulla è certo e c'è il massimo riserbo sulla questione. «Ancora non c'è niente di ufficiale – ci hanno fatto sapere dal Ministero dell'Istruzione al quale abbiamo chiesto lumi -, non possiamo dire nient'altro. Il governo ci sta lavorando, sta mettendo a punto i contenuti, quindi i tempi sono ignoti».
Di sicuro, anche il prossimo settembre vedremo i piccoli allievi delle elementari con zaini stracarichi, nemmeno dovessero andare alla Facoltà di Fisica nucleare per laurearsi in una settimana! A quando la riforma della leggerezza? Con il Piano di Azione Europeo Ambiente e Salute dei bambini del 2004, l’Italia si è impegnata a garantire ad ogni bambino entro il 2020 aria pulita a scuola. E già nel 2010 un Accordo Stato - Regioni ha stabilito "Linee di indirizzo per la prevenzione nelle scuole dei fattori di rischio indoor per allergie ed asma”. Per risolvere il problema, dicono gli studi, sono necessari interventi complessi: serve un’indagine sullo stato di salute degli edifici scolastici a livello nazionale, bisogna definire standard comuni a tutte le Regioni, definire ruoli e responsabilità.
La buona notizia è che, nell'attesa, si può fare molto per migliorare l'aria nelle scuole: aprire spesso le finestre per cambiare l'aria, fare le pulizie la sera invece che la mattina prima che arrivino i bambini, scegliere prodotti ecologici per la pulizia degli ambienti, far rispettare il divieto di fumo. Provvedimenti semplici e a costo zero, che contribuiscono ad abbattere i livelli di inquinamento. 
 


 

Arriva la pagella per i Dirigenti Scolastici

Da settembre anche i Dirigenti Scolastici saranno valutati ogni anno. Lo dice una nuova direttiva del Ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. Tre i criteri di valutazione: la capacità di indirizzo e di gestione della scuola peserà per il 60% sulla valutazione complessiva - ha spiegato il Ministro -. Peserà invece per il il 30% la capacità di valorizzare le risorse umane, cioè docenti, impiegati e altri lavoratori della scuola. Il restante 10% sarà l'apprezzamento sull'operato del Dirigente da parte della comunità scolastica, di coloro che vivono e lavorano nella scuola. Quattro i “voti” per gli oltre 7.000 capi d'istituto, elaborati da un apposito nucleo di esperti chiamati a valutare il “raggiungimento degli obiettivi”. Questo potrà essere: Pieno, Avanzato, Buono o Mancato. La valutazione sarà utilizzata per la retribuzione di risultato. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, il Dirigente potrà essere assegnato, in prima battuta, ad altra scuola. Se la valutazione negativa si ripete, verrà destinato ad altre mansioni. 

 


Condividi su: