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Tumori della pelle raddoppiati in 10 anni

Tutti pazzi per la tintarella, ma la disinformazione dilaga: I GIOVANI SCELGONO MALE I SOLARI E DANNEGGIANO LA PROPRIA SALUTE

Gio 28 Lug 2016 | di Barbara Savodini | Attualità
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Abbronzarsi tanto e il più velocemente possibile sembra essere il primo e unico obiettivo di chi, finalmente, può concedersi il meritato relax al mare, ma in molti troppo spesso dimenticano che il sole può essere anche un acerrimo nemico. Vera e propria fonte di guai non è tanto l’ingenuità di chi sfida deliberatamente i raggi UV senza protezione, pensando magari di migliorare il proprio aspetto estetico, quanto  la disinformazione che dilaga anche tra i più acculturati. A dimostrarlo è la ricerca nazionale Ipsos, commissionata da Aideco (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia), secondo la quale un’altissima percentuale degli intervistati non conosce la differenza tra filtri chimici e fisici, non ha consapevolezza del proprio fototipo e sceglie i solari soltanto in base a marche e pubblicità. Disastrose le conseguenze in termini di melanomi e tumori della pelle, le cui diagnosi in Italia sono raddoppiate in dieci anni, con 2.260 casi under 40 soltanto nel 2015. Ma non è tutto, perché secondo l’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) il tumore della pelle negli ultimi anni ha colpito molto soggetti di età compresa tra i 15 e i 39 anni, con un aumento del tasso di ospedalizzazione del 17%, in particolare nella fascia di età 31-41 anni.  

Consapevolezza a metà
Tra i dati più singolari il fatto che gran parte degli intervistati, l’86%, pur attribuendo all’esposizione solare un effetto negativo, quando si tratta di proteggersi brancola nel buio. Tutti sembrano conoscere alla perfezione i pericoli (il 67% ha parlato di conseguenze a lungo termine, il 42% di melanoma, il 20% di danni alla pelle e il 12% di invecchiamento precoce), ma poi il 59% dei soggetti coinvolti nella ricerca ha dichiarato di non aver mai acquistato o utilizzato solari. Insomma, sembra quasi che si tratti di un rischio aleatorio e non sufficientemente concreto da spingere le persone ad informarsi in maniera adeguata. Anche in questo caso i dati sono oltremodo significativi: il 59% degli intervistati ignora del tutto il proprio fototipo, ovvero il  gruppo di appartenenza in base alla quantità e alla qualità della propria melanina  e appena il 15% conosce la differenza tra filtri chimici e schermi fisici essenziali. La scelta dei prodotti, dunque, nei pochi casi in cui vengono acquistati, si basa esclusivamente su prezzo, sulle marche o sui messaggi pubblicitari. 

LE ETICHETTE
Quanto alle etichette, ad essere lette non sono quelle relative agli ingredienti, troppo oscure per essere comprese, ma quelle contenenti slogan e frasi a effetto, spesso non veritiere. Quanti credono di essere informati, inoltre, se messi alla prova rivelano in realtà una conoscenza sommaria. Sempre secondo la ricerca in questione, chi ha figli piccoli, in media, è più preparato di chi non ne ha, ma non necessariamente in maniera sufficiente.   

Filtri fisici e chimici
Conoscere la differenza tra filtri fisici e chimici è fondamentale per acquistare i prodotti giusti e prevenire gli effetti a lungo termine derivanti da una prolungata esposizione ai raggi solari. Possiamo dire che i primi sono ingredienti che, grazie alla loro opacità, oppongono un vero e proprio schermo alle radiazioni UV, attraverso processi di riflessione e di diffusione delle radiazioni nocive; i secondi, invece, sono costituiti da molecole in grado di assorbire in modo selettivo i raggi solari e assorbono energia che verrà poi rilasciata sotto forma di calore o fluorescenza. Benché si è ritenuto a lungo che i prodotti con filtri fisici fossero in assoluto migliori, recenti ricerche hanno dimostrato che, in effetti, la soluzione ottimale è quella di comprare solari che contengano entrambe le tipologie, «condizione che garantisce un ampio spettro di foto-protezione nella banda UVB ed UVA – spiega Alessandra Vasselli, dottoressa cosmetologa e tra le promotrici della campagna nazionale “Sole Sicuro” -. In tal modo viene messa in atto una riduzione dei rischi derivanti dall’uso eccessivo di filtri chimici, che possono dar luogo più frequentemente a fenomeni di sensibilizzazione o fotosensibilizzazione, e si evitano, al contempo, l’effetto di patina biancastra, sgradito al consumatore, ed eventuali odori troppo forti». Un solare che lascia residui bianchi o ha un cattiva fragranza, del resto, finisce per essere utilizzato meno e quindi diventa ancora meno inefficace rispetto ad un cosmetico da discount.  

Come scegliere il prodotto 
Il tipo di filtro, naturalmente, non è l’unico parametro su cui basare la scelta del prodotto. Come detto, è fondamentale individuare con esattezza il proprio fototipo (un velocissimo test sul sito del ministero della Salute può essere di grande aiuto) in una scala compresa tra 1 e 6. I primi due tipi (carnagione chiara e tendenza alle scottature), per esempio, dovranno rinunciare a solari acquosi o a spray, del tutto inefficaci su pelli color latte perché contengono miscele diluite e filtri chimici in percentuali inferiori. Banditi gli abbronzanti che sono adatti, invece, soltanto ai tipi 5 e 6, ovvero quelli che si scottano con difficoltà e hanno un colore naturale della pelle olivastro. In tutti i casi, comunque, è importante applicare più volte le creme nel corso dell’esposizione solare e, soprattutto, lavarsi bene una volta rientrati a casa in quanto, a lungo termine, le sostanze che ci proteggono dal sole possono diventare nocive per la pelle. Un mito da sfatare, infine, è quello secondo cui applicare i prodotti molto prima dell’esposizione ne amplifica l’efficacia. Niente di più sbagliato ad avviso del chimico statunitense Kerry M. Hanson, che è riuscito a dimostrare come i solari facciano effetto soltanto appena applicati e solo nel caso in cui vengano utilizzati in dosi importanti. I ricercatori dell’Università della California guidati da Hanson hanno inoltre dimostrato come i filtri più comunemente utilizzati nelle creme (octylmethoxycinnamato, benzophenone-3 and octocrylene) con l'esposizione ai raggi solari producono essi stessi radicali liberi. Insomma, oltre a scegliere il prodotto giusto, bisogna anche applicarlo nel modo corretto: ogni due ore, dopo bagni o attività fisica e provvedendo a sciacquare le parti interessate quando non si ha più la necessità di proteggersi. 

Proteggersi anche in auto
Ma attenzione anche ai finiestrini delle auto! Secondo il Boxer Wachler Vision Institute di Beverly Hills non sono in grado di proteggerci dai raggi ultravioletti. I ricercatori americani, in un paper pubblicato sulla rivista specializzata Jama Ophtalmology, hanno eseguito test su 29 auto di 15 case diverse prodotte tra il 1990 e il 2014, scoprendo la debolezza dei finestrini laterali. Preoccupante il risultato della ricerca: il parabrezza blocca circa il 96% dei raggi UV, mentre i finestrini laterali ne filtrano una percentuale compresa tra il 44% e il 96% a seconda dei modelli  (solo 4 si sono rivelati sotto il 90%). La maggior parte dei tumori, infatti, si verifica sul lato sinistro del corpo dei guidatori, il più esposto al sole. Il rimedio suggerito dagli esperti che hanno condotto la ricerca è ancora una volta quello classico: creme solari giuste e abbigliamento adeguato.

 


 

Occhiali da sole sicuri: con marchio Ce e indicazione UV400

Oltre che la pelle, l’esposizione prolungata ai raggi solari può danneggiare anche gli occhi causando, per esempio, pericolose patologie degenerative della cornea. Per questo motivo è importante indossare occhiali da sole e sceglierli nella maniera adeguata: per una giusta protezione, il prodotto deve avere il marchio Ce (occhio alle falsificazioni) e l’indicazione UV400, che indica una lente trattata per tagliare tutte le frequenze ultraviolette fino a 400 nm (quindi sia i raggi UV-A che i raggi UV-B). Gli esperti ritengono che il livello di protezione di queste lenti sia del 99-100%..

 


 

Cinque consigli per proteggersi adeguatamente dal sole

 

• Mai utilizzare creme solari dello scorso anno (è stimato che l’efficacia duri al massimo 8 mesi)

• Acquistare prodotti con filtri fisici e chimici misti e con un spf (fattore di protezione solare) adeguato al proprio fototipo

• Mettere la crema, tanta, ogni due ore e dopo i bagni

• Lavarsi bene al termine dell’esposizione solare

• Utilizzare occhiali da sole con indicazione UV400


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