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Turismo in crisi? Ci pensa TripAdvisor

600mila viaggi e 47mila posti di lavoro in Italia grazie al portale web, parola di Oxford Economics

Gio 28 Lug 2016 | di Barbara Savodini | Attualità
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Un tempo erano le offerte delle agenzie a decretare la fortuna delle mete turistiche, oggi invece sembra si ragioni solo in termini di recensioni. Oro colato per l’Italia che, essendo considerata tra le mete turistiche più costose in assoluto, in tempi di crisi avrebbe subìto un colpo mortale per quanto riguarda presenze e indotto. Tutto merito di una semplice, ma straordinaria invenzione che ha rivoluzionato il settore viaggi e vacanze: TripAdvisor. A mettere nero su bianco quella che, fino a qualche mese fa, era solo un’impressione generale, uno studio di Oxford Economics presentato a Roma a inizio estate. Incredibili i dati: secondo la ricerca le recensioni di TripAdvisor hanno generato in Italia, soltanto nel 2014, una spesa turistica di 2,3 miliardi di euro per un totale di 47mila posti di lavoro. I contenuti digitali, le recensioni e gli strumenti di prenotazione del sito, inoltre, non solo hanno influenzato il 10% della spesa di viaggio mondiale, ma hanno anche generato 22 milioni di vacanze, di cui 600mila solo in Italia. Insomma, i commenti su ristoranti, alberghi e luoghi relativi alla nostra nazione sono così positivi che sempre più turisti desiderano assaggiare quel piatto recensito con tanto di fotografia, visitare quello scorcio di Roma, descritto in maniera tanto suggestiva, o pernottare non in un albergo qualsiasi, ma in quello che gli utenti di TripAdvisor hanno classificato come più pulito e con il personale più gentile. 

Vacanze più lunghe e nei piccoli alberghi
Il valore di TripAdvisor, secondo quanto rilevato da Oxford Economics, non si evince soltanto dalle presenze, ma anche e soprattutto dalle scelte che i turisti fanno in base ai commenti letti. «Nessuno dei 600mila viaggi di cui parla lo studio – spiega Valentina Quattro, portavoce di TripAdvisor per l’Italia - avrebbe avuto luogo se non fosse stato per i contenuti del nostro portale, è però interessante notare anche come TripAdvisor stia avendo un duplice effetto sulla spesa di viaggio: da un lato i visitatori stanno risparmiando sul budget giornaliero, utilizzando il sito per trovare offerte migliori, dall’altro la sicurezza che acquisiscono leggendo le recensioni porta a una crescita del numero dei viaggi e della durata complessiva. E a beneficiarne, vera e propria perla dell’indagine, sono soprattutto le strutture più piccole. Se le grandi catene di hotel contano su 51 milioni di euro di entrate supplementari generate da TripAdvisor, gli alberghi “indipendenti” hanno incassato la bellezza di 822 milioni di euro, cioè il 10% del totale. Un effetto domino la cui eco si amplifica giorno dopo giorno, perché i portali basati sulla psicologia delle recensioni si sono moltiplicati con il passare del tempo e l’Italia ne esce sempre come la nazionale più bella, più ricca di attrazioni e con i migliori ristoranti. 

TripAdvisor consigliere del Mibact
A salvare il comparto turistico italiano, insomma, non sono state né le strategie lanciate dall’uno o dall’altro ministero né la rinnovata operosità degli addetti al mestiere, ma un sito. Gli effetti positivi sull’interno comparto, tuttavia, sono stati notati e, anzi, utilizzati per individuare le politiche da attuare.  «TripAdvisor – ha commentato al proposito Francesco Palumo, direttore generale del turismo Mibact - è diventato un interlocutore nella raccolta di dati tale da influire sugli indirizzi strategici e di governance del turismo. Quest’ultimo aspetto è particolarmente rilevante in considerazione della forte attenzione rivolta alle statistiche per via del Piano Strategico del Turismo 2016, costruito in base alla domanda e finalizzato a riqualificare il brand Italia, sostenendo nuovi circuiti turistici, oltre che le grandi destinazioni». A suggerire le destinazioni da valorizzare d’ora in avanti sarà, quindi, non uno studio di settore, ma TripAdvisor, vero e proprio termometro del turismo mondiale.

 


 

IL MADE IN ITALY SPOPOLA SU AMAZON

Ad ottobre scorso Amazon ha inaugurato il negozio Made in Italy, raggiungibile sui portali Amazon.it, Amazon.co.uk e Amazon.de (e in alcuni casi su Amazon.com). Da subito hanno aderito circa 150 artigiani italiani, la maggior parte dei quali toscani. Ma ora Amazon e Regione Sardegna hanno inaugurato una nuova sezione del negozio Made in Italy dedicata all'eccellenza dei prodotti dell'artigianato sardo. Un accordo che consente agli artigiani dell'isola di aprire le porte delle loro botteghe e rendere disponibili i loro prodotti a milioni di utenti sparsi qua e là per il mondo. Attualmente nel negozio virtuale dedicato all'artigianato italiano sono presenti più di 30mila prodotti realizzati da circa 150 artigiani. Da oggi, a questi si aggiungeranno i colleghi sardi che metteranno in vendita creazioni in vetro, maschere fenicie e puniche in cuoio, monili etnici isolani, pannelli decorativi in tessuto fino ai complementi di arredo nei legni tipici sardi. La sezione Made in Italy di Amazon consente all'utente di trovare informazioni specifiche di ogni prodotto, tra cui le immagini, le descrizioni delle botteghe dove i prodotti sono stati realizzati e le tecniche utilizzate. Da Amazon fanno sapere che durante gli ultimi 12 mesi, il numero di aziende italiane che hanno esportato i loro prodotti con Amazon è cresciuto di più del 135% e hanno fatturato più di 165 milioni di euro in esportazioni.


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