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ITALIA RIFIUTI FREE

Aumentano i Comuni ricicloni e che puntano sulla riduzione del residuo non riciclabile

Mer 24 Ago 2016 | di Angela Iantosca | Attualità
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Italia sempre più green, consapevole e rifiuti free! Sono aumentati, infatti, i Comuni che, oltre ad essere ricicloni, hanno deciso di puntare sulla riduzione del residuo non riciclabile da avviare a smaltimento. Sono ben 525, contro i 356 dello scorso anno, le realtà che producono meno di 75 chilogrammi annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato (pari al 7% del totale nazionale), per una popolazione che sfiora i 3 milioni di cittadini. 

IL NORD AL TOP
Ad essere al top è sempre il Nord, con i suoi 413 Comuni Rifiuti Free, pari al 79% del totale. 
Segue il Sud con 87 municipi (pari al 17% del totale) e il Centro con 25 (pari al 5%). Le regioni che superano la media nazionale del 7% di Rifiuti free rispetto al totale sono: il Veneto (con il 35% di Comuni Rifiuti Free), il Friuli-Venezia Giulia (29%), il Trentino-Alto Adige (17%) e la Campania (9%). 
Mancano all’appello Valle d’Aosta, Umbria, Puglia e Sicilia, dove non ci sono Comuni con alta percentuale di differenziata e bassa produzione di rifiuto secco residuo. 

NUOVI CRITERI
Quest’anno Legambiente ha introdotto dei nuovi criteri nella classifica: per entrare nella rosa della gestione sostenibile dei rifiuti di Comuni ricicloni, non solo si deve rispettare l'obiettivo di legge del 65% sulla raccolta differenziata, ma si deve anche puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione. Per questo nelle graduatorie, suddivise su base regionale e per capoluoghi, sopra e sotto i 10mila abitanti, compaiono solo quei Comuni ricicloni i cui cittadini hanno conferito nel contenitore del secco meno di 75 kg all’anno di rifiuto non riciclabile. Nel rapporto sono comunque elencati tutti i Comuni (1520 come quelli dello scorso anno) che, rispettando gli obiettivi stabiliti dal D.Lgs 152/06, hanno differenziato e avviato a riciclaggio almeno il 65% dei rifiuti prodotti.

ESPERIENZE DA SEGNALARE
Tra le esperienze da segnalare, quella dell’Emilia Romagna che continua il suo percorso green a favore dell’ambiente. La nuova legge regionale dell'autunno 2015 prevede un innovativo sistema di premialità e penalità che si basa sul quantitativo di secco residuo avviato a smaltimento e non sulla percentuale di raccolta differenziata. Tra le città dell’Emilia Romagna, si distingue in modo particolare Parma, tra i capoluoghi decretati “Ricicloni” nel 2015. Altra esperienza positiva arriva questa volta dal Sud, dalla Calabria, dove il Comune di Catanzaro ha avviato con successo la raccolta differenziata domiciliare (come già avvenuto in altri capoluoghi del meridione come Salerno, Andria e Cosenza). Il Comune, che partiva dal 10% di raccolta differenziata nel 2015, a maggio di quest’anno ha raggiunto una media di raccolta differenziata pari all’80% nelle prime due aree servite, elevando la percentuale complessiva della raccolta cittadina al 32%.

LA SFIDA ITALIANA
Ma ora «la vera scommessa – ha dichiarato Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - è quella di far diventare nei prossimi 3 anni tutta l’Italia 'Rifiuti Free', traghettando i tanti Comuni ricicloni verso la nuova sfida della riduzione del secco residuo da avviare in impianti di incenerimento e in discarica, per accompagnarli verso la rottamazione di questo sistema impiantistico, che ha caratterizzato gli anni '90 e 2000. Per realizzare ciò è importante che anche la politica faccia la sua parte, attraverso l’introduzione di un sistema di tariffazione puntuale su larga scala, dicendo stop ai nuovi inceneritori e avviando una graduale dismissione a partire dagli impianti più obsoleti. Ed ancora, replicando le buone pratiche su tutto il territorio e definendo un nuovo sistema di incentivi e disincentivi per far in modo che la prevenzione e il riciclo siano sempre più convenienti”.

 


 

IL RICICLO FA BENE ALL’AMBIENTE

Il riciclo fa bene all’economia e all’ambiente. E se parliamo di riciclo dei RAEE, apparecchi elettrici ed elettronici, si registrano ben 2,9 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti evitate nell’atmosfera a livello europeo e oltre 16 milioni di euro in materie prime risparmiati solo in Italia. I dati sono quelli offerti dal primo Green Economy Report (GER), rapporto redatto da Remedia in collaborazione con la Fondazione Sviluppo Sostenibile. La relazione mostra come, a livello nazionale, grazie al riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici si siano evitate nel 2015 l’emissione di circa 550mila tonnellate di CO2eq. Nel complesso l’88,4% dei rifiuti tecnologici raccolti e trattati da Remedia è stato avviato al riciclo ed il 3,1% trasformato in energia: il dato particolarmente significativo che ne consegue è che solo l’8,1% è destinato allo smaltimento finale in discarica, mentre lo 0,4 va alla termodistruzione. Dal punto di vista dei materiali, l’analisi evidenzia nel dettaglio un recupero del 21% di plastica, 20% di vetro, un 6% di altra categoria ed un 53% di metalli.


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