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Bradley Cooper: Rubacuori italiano

Ha origini italiane e si sente subito: Bradley Cooper ha una marcia in più. Come artista, ma soprattutto come essere umano. E a conquistare, prima dei suoi occhi, ci pensano le buone maniere (e le ricette) della nonna abruzzese

Mer 24 Ago 2016 | di Giulia Imperiale | Interviste Esclusive
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La fama di gentiluomo di Bradley Cooper precede di gran lunga il momento in cui è corso in aiuto di Jennifer Lawrence quando è caduta sui gradini del palco degli Oscar, prima di ritirare la statuetta come miglior attrice protagonista per “Il lato positivo”, commedia di cui sono entrambi protagonisti. Quella fama, meritata, ha radici lontanissime e va ricercata nell’educazione “vecchio stile” della nonna materna, di origini abruzzesi, che gli ha insegnato molto. Anche ai fornelli, ci tiene a precisare: abilità che gli è tornata utilissima nell’ultima commedia, “Il sapore del successo”, dove presta il volto ad uno chef ribelle sulla via della riabilitazione. Per l’occasione è tornato a Roma a presentarlo, confermando quelle buone maniere che già aveva dimostrato di possedere in un evento simile, durante l’anteprima alla stampa di “Limitless”. Parla con tono pacato, lascia sempre prima rispondere i colleghi e cede il passo ad ogni donna che lo accompagni, assicurandosi che tutti siano a proprio agio. Non ruba la scena, d’altronde non ce n’è bisogno: appena entra in una stanza catalizza all’istante l’attenzione. Chiamatelo charme, carisma o x-factor, di qualunque dote si tratti Bradley Cooper ne ha ricevuta in dono una porzione doppia.

È vero che per farcela a Hollywood bisogna avere l’istinto del predatore?
«Io sono competitivo, sì, ma solo con me stesso. Nel lavoro questo aspetto non mi piace, preferisco la collaborazione e quando sono sul set guardo sempre ai grandi attori per imparare. D’altronde un attore ha un compito specifico, raccontare una storia, e si fa un lavoro migliore se si guarda tutti nella stessa direzione».

Oggi sembra molto filosofo…
«Sa come si dice? Che un gruppo è forte quanto l’anello più debole della catena. E io ci credo fermamente».

Quindi è uno che si complimenta quando un collega è più bravo di lei? Ci faccia un esempio…
«Prendiamo Riccardo Scamarcio, con cui ho recitato ne “Il sapore del successo”: lui è lo chef migliore del cast, glielo dico sempre». 

Com’è andata l’esperienza ai fornelli?
«In cucina tutti dipendono da tutti. Abbiamo cucinato davvero per tre settimane di fila tutti insieme, senza comparse o stunt, noi attori accanto a veri cuochi. E tra un ciak e l’altro mangiavamo i piatti appena fatti, io per esempio andavo sempre a spiluccare in quello preparato da Riccardo (Ride - ndr)».

Un cuoco usa i coltelli come ferri del mestiere, un attore su cosa fa leva?
«I suoi strumenti sono il corpo e la voce, che servono a calibrare le emozioni. Si deve usare l’immaginazione e dar vita ai sentimenti anche attraverso il respiro, in un modo diverso dalle altre forme d’arte, come la musica, ad esempio, che usano uno strumento reale per creare».

Che rapporto ha con il cibo?
«Sono cresciuto cucinando, nonna era una cuoca eccezionale e mi ha insegnato tanto. Un’insegnante severa, lo ammetto, che mi giudicava sempre ai fornelli. E anche ora cucino sempre, quando posso, perché per me il cibo vuol dire famiglia».

In che senso?
«Cucinare per le persone che ami non ha prezzo, come guardarle assaggiare il frutto del tuo lavoro. Per me questa è felicità pura».

Ha mai lavorato in un ristorante?
«Ho lavorato con cuochi professionisti e anche in quell’occasione in cui non era un passatempo, ma un’occupazione, non ho mai perso la passione di preparare il cibo con le mie mani. È gratificante, perché cucinare è un gesto che ti porta fuori da te stesso e ti avvicina agli altri».

Immaginiamo che sappia allora come prendere una donna per la gola. La sua fama da rubacuori risponde a verità?
«Le voci dei miei presunti flirt sono lusinghiere e divertenti, non le prendo troppo sul serio, ma so che sono il prezzo da pagare per lo show business. Magari fossero tutte vere!».

Lei gira il mondo per lavoro, c’è stato un posto che l’ha rapita?
«La bellezza degli abitanti di Bangkok, come ho potuto appurare da vicino durante le riprese di “Una notte da leoni 2”, è mozzafiato e mi riferisco sia agli uomini che alle donne. C’è un motivo se chiamano la Thailandia la “terra dei mille sorrisi”: nell’aria si respira un’atmosfera incantata. La gentilezza e l’accoglienza diventano contagiose ed è impossibile rimanere immune all’energia che sprigionano le ragazze del posto. Vorresti rimanere lì per sempre o tornarci il prima possibile».

 


 

ATTORE E PRODUTTORE

Bradley Charles Cooper, attore e produttore di Filadelfia, a 41 anni ha già spaziato dal cinema alla tv al teatro, raccogliendo consensi e nomination: 3 agli Oscar, 2 ai Golden Globe e ai BAFTA e una al Tony Award. A fine gennaio è tornato al cinema con “Joy”, assieme ai Premi Oscar Jennifer Lawrence e Robert De Niro, suoi compagni di set anche ne “Il lato positivo”. Di origini italiane (nonno napoletano e nonna abruzzese dal ramo materno), ha conquistato la fama con la saga di “Una notte da leoni”, per poi passare a ruoli impegnati come il cecchino di “American Sniper” o l’ambizioso protagonista di “Limitless”, al cinema e nell’omonima serie tv. Si è dilettato tra i fornelli ne “Il sapore del successo”, ha fatto innamorare Scarlett Johannson in “La verità è che non gli piaci abbastanza", Emma Stone in “Sotto il cielo delle Hawaii” e conquistato, ma solo platonicamente, Julia Roberts in “Appuntamento con l’amore”. 


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