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Jennifer Aniston: Vi apro il mio cuore

Aggraziata, elegante, sofisticata, Jennifer Aniston sembra una dea che fa visita agli abitanti della Terra. Da lontano sembra inarrivabile, eppure basta conoscerla per sciogliersi in un sorriso disarmante

Mer 24 Ago 2016 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
Foto di 11

In un casale immerso nel verde, nel cuore della campagna campana, Jennifer Aniston sorseggia un bicchiere di the freddo prima d’incontrare i giovani giurati del Giffoni Film Festival. Si comporta da perfetta padrone di casa: ti viene incontro, ti stringe la mano, ti saluta e ti chiede come va la giornata. Spiazza immediatamente  l’interlocutore, riesce con dolcezza e fermezza a far abbassare le difese, portando subito la conversazione su un livello umano. Se le si fa notare che è stata eletta “donna più bella del mondo” fa un gesto veloce con la mano, come se scacciasse una zanzara molesta, e procede oltre. I giornali di mezzo mondo hanno raccontato quell’esperienza italiana con un misto di stupore e ammirazione, perché sembra che davvero l’attrice abbia deciso di mettersi a nudo. Le sue sono lacrime di commozione, quando una frase le resta strozzata in gola. Parla di tutto, senza mezze misure: ha un tono soave, un atteggiamento rilassato, una postura elegante. Nessun cenno di nervosismo o irritazione, insomma, che lasci trapelare irrequietezza, eppure non vuole dare l’idea di essere perfetta. Abbassa le difese al punto che una lacrima le riga il volto quando una ragazza le parla di depressione e d’un tratto quella dea eterea cede il posto ad una donna coraggiosa eppure vulnerabile. E ci piace così.

Molte sue colleghe hanno lanciato l’allarme a Hollywood sulla disparità di trattamento nei confronti delle donne. Lei cosa ne pensa?
«Per fortuna mi sembra che il mondo dello spettacolo stia cambiando atteggiamento e l’energia femminile sta crescendo e diventando più forte, perché le donne iniziano a ricoprire ruoli-chiavi, come quelli di produttrici».

Quando ha capito che questa sarebbe diventata la sua strada?
«Sin da bambina: alle elementari mi sono iscritta ad un corso di teatro e a 11 anni mi sono esibita nella prima recita scolastica. Ho capito che il palco è arte, artigianato, creatività e volevo assolutamente imparare a maneggiare gli strumenti del mestiere. Ricordo ancora quando la mia insegnante mi ha incitato a continuare a imparare. Quello che nessuno t’insegna però è il modo di reagire al successo, quando tutta la tua vita viene spinta ad un altro livello».

Quale tra i suoi ruoli l’ha cambiata?
«Il film “Cake”: il dolore del mio personaggio mi ha trasformato, mi ha fatto aprire gli occhi su chi soffre per dolori cronici e in quel momento sentivo di parlare per una comunità che di solito non ha voce. Mi ha cambiato la vita perché ho capito cosa conta davvero, quanto sia importante correre rischi e accettare le sfide».

L’ultimo film uscito in Italia, “Mother’s Day”, l’ha diretto Gary Marshall, scomparso di recente. Che ricordo ha di lui?
«(Le si incrina la voce - ndr) Ero già in viaggio quando ho appreso la notizia, ne sono rimasta sconvolta e mi sento molto triste. Era un essere umano a dir poco eccezionale».

Come fa una donna a fare la differenza?
«Deve continuare a farsi sentire, ad alzare la testa per l’uguaglianza di genere e a continuare a mantenere viva la conversazione sul tema, insegnando ai propri figli cos’è giusto e cosa sbagliato, diffidando da quello che dicono i media». 

Guardando alle nuove generazioni cosa vede?
«Vedo i bambini con la testa china sui propri smartphone e un po’ mi fa paura, non si guardano attorno, hanno perso il senso dello stupore e vivono in una realtà parallela, virtuale».

Cosa faceva lei da bambina?
«Ero appassionata di cinema, innamoratissima del film “Una piccola storia d’amore” con Diane Lane e Lawrence Olivier. Poi mi si è aperto il mondo di “Star Wars” e ho deciso che avrei voluto prendere parte a quest’universo fantastico, che si schiudeva ai miei occhi in una sala buia. Era un evento e non aveva nulla a che vedere con il glamour di oggi». 

Per molte generazioni lei sarà sempre Rachel di “Friends”. Che ne pensa?
«Sono elettrizzata all’idea che il telefilm stia vivendo una seconda rinascita, con la recente messa in onda degli episodi. Mi accorgo che molti bambini lo guardano per la prima volta e si divertono con quel senso dell’umorismo capace di trascendere il tempo. A me fa un effetto un po’ diverso quando incappo in un episodio: mi guardo e mi sembra che sia quasi cristallizzata a quell’età ed è buffo».

Ha ancora un sogno nel cassetto? Un ruolo che vorrebbe a tutti i costi interpretare?
«Il mio desiderio è di continuare a lavorare con artisti di talento, su sceneggiature di spessore».

Le è mai capitato di aprire gli occhi la mattina e sentire tutto il peso del mondo addosso?
«(Inizia a piangere - ndr) Capita a tutti di svegliarsi e pensare di non farcela, ti chiedi se non sia troppo da sopportare, ti domandi se sei abbastanza brava da superare tutto. Questi momenti, che tu sia attrice o camionista, li viviamo tutti nella vita e a me non basterebbero i numeri per contare le volte in cui abbia provato qualcosa del genere. Nessuno status sociale ti scherma dal dolore, basti pensare che siamo tutti umani, nati come creature innocenti e indifese, uguali. Ognuno deve trovare la forza di andare oltre, senza vergognarsi di chiedere aiuto».

 


 

La più bella del mondo (per “people”)

Jennifer Joanna Anastassakis, alias Jennifer Aniston, classe ’69, è una delle attrici più famose dell’Olimpo hollywoodiano. Di recente si sta anche cimentando come produttrice e regista. Ha collezionato i premi più prestigiosi, compresa la stella sulla Hollywood Walk of Fame, e riconoscimenti di varia natura, come l’elezione a donna più bella del mondo da parte di People nel 2004. Di origine greca, è figlia di un’ex modella e di un attore ed è sempre cresciuta in una famiglia di artisti. Dopo il successo planetario di “Friends”, è diventata la fidanzatina d’America trasformandosi in uno dei volti più amati della commedia a stelle e strisce. Prossimamente sarà protagonista di ‘The Yellow Birds” mentre di recente ha recitato nel film corale ‘Mother’s Day” del compianto Garry Marshall, a cui ha dedicato un pensiero commosso al Giffoni Film Festival. Tra le sue pellicole più famose si ricorda: “Io & Marley”, “La verità è che non gli piaci abbastanza”, “Come ammazzare il capo… e vivere felici”, “Cake” e “Una settimana da Dio”. 


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