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Relazioni & tecnologia

Quei fatti orrendi di cronaca sono la punta dell’iceberg di un inganno che ci riguarda tutti

Gio 29 Set 2016 | di Alberico Cecchini | Editoriale

E' molto inquietante negli ultimi tempi il ricorrere, nella cronaca nera, di fatti orrendi che girano intorno a violenza, sesso e nuove tecnologie. D'intrecci fra cattiveria umana e sesso senza amore è piena la storia umana. Nulla di nuovo sotto il sole. Ed è pur vero che la tecnologia è solo un mezzo e dipende come lo si usa. 

Senonché l'impatto di queste novità incredibilmente potenti e delicate su una società già troppo sofferente come quella attuale sta determinando grossi guai. E non mi riferisco solo ai fattacci che fanno clamore.

Il danno più grave è una mutazione rapidissima e profonda della relazione fra le persone per cui, nel giro di una generazione, con un paio di click, potremo scegliere migliaia di persone in vetrina con cui magari fare sesso virtuale o reale, a pagamento o no, magari dopo un superficiale scambio di messaggi. 

Un'amplificazione diabolica della vanità e della tentazione di curiosare fino a perdersi nella vertigine delle infinite possibilità. D'altronde quanti possono dirsi davvero soddisfatti delle loro relazioni e quindi immuni da tale rischio? Ricordiamolo bene: mai possono essere gli altri a riempire i nostri vuoti più profondi. 

La nostra pienezza di vita possiamo trovarla solo dentro di noi nella relazione con l'Amore che tutto crea e sostiene. Ogni persona che scopre e sperimenta di essere già profondamente amata non ha più bisogno di sentirsi vista o desiderata. Senza questo Amore, ogni relazione sarà sempre disturbata.


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