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Bimbo mio, c’è posto per te!

Avevo paura e volevo abortire, il mio ragazzo no. Ha ‘vinto’ lui, grazie al giusto sostegno del Segretariato sociale per la Vita. Ed è arrivato Daniel

Gio 29 Set 2016 | di Patrizia Lupo | Bambini
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 La vita corre a volte più veloce di noi, superandoci. A 21 anni non mi aspettavo di rimanere incinta; avevo i miei programmi sul futuro, che desideravo fosse migliore del mio breve passato. Vivevo con mia madre che faceva di tutto per non farmi sentire l’assenza di papà. Non volevo un figlio, avevo paura, non mi sentivo pronta a fare da mamma. Il mio ragazzo invece lo voleva e ogni giorno era una discussione. Lui sembrava non vedesse l’ora di diventare padre e così la sera ero da sola nel mio letto a pensare. Mia madre aspettava in silenzio la mia decisione, anche se mi aveva assicurato il suo aiuto. Io ero combattuta, tra me stessa e le mie paure, ma ero anche pratica. Teniamo il bambino, ma come, se lui aveva un lavoro precario e io facevo appena qualche lavoretto come parrucchiera? Sapevo che la decisione dipendeva da me e questo non faceva altro che farmi star male. Mi decisi e avviai le pratiche per abortire. Mi dispiaceva tanto per il mio ragazzo che vedevo soffrire. Sapevo che sarebbe stata una decisione che avrebbe cambiato la vita, per questo accettai volentieri di parlare con l’assistente sociale, anche perché dentro di me il combattimento continuava. Dissi tutto, mi sentii ascoltata e capita; però chiesi anche se ci fossero degli aiuti per tenere il bambino. Lei ci propose di telefonare ad un’Associazione, il Segretariato Sociale per la Vita Onlus, che sostiene mamme in difficoltà come me anche con un contributo economico. Si accese dentro di me qualcosa. Accettai e vidi il mio ragazzo riprendere un po’ quota. Fissammo un appuntamento e ci incontrammo con persone che sembravano conoscere da sempre la nostra situazione. Io mi sentii rassicurata dalla loro disponibilità e accoglienza. Ci spiegarono che grazie al Progetto Gemma, avremmo ricevuto un contributo economico per sostenere le spese del bambino per un anno e mezzo; che c’erano aiuti dello Stato che avremmo potuto richiedere e altre cose ancora. Parlammo a lungo e ci sentimmo rassicurati. Il futuro non era così nero, ci diedero fiducia: quello di cui avevamo bisogno. Andammo via finalmente sereni. Decisione presa. È nato Daniel, il nostro splendido bambino. 
 

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