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Lo ‘schiaffo’ di Dio per fare missione coi laici

Dopo tanti contrasti coi preti, un laico mi svegliò: «Aiuta la gente a scoprire l’inconscio e a ritrovarsi con Dio!». E oggi abbiamo la speciale Scuola di Italia Solidale

Gio 27 Ott 2016 | di Padre Angelo Benolli - Fondatore e Presidente di Italia Solidale | Italia Solidale

Sempre sono stato contento del mio sacerdozio. Ho avuto molte esperienze significative nel mio sacerdozio. Ho incontrato anche tanti ostacoli, ma il Signore mi ha sempre sostenuto ed aperto nuove strade. Per esempio, dopo essermi molto impegnato per i sacerdoti, per i contrasti incontrati avevo deciso di andare a scaricare i sacchi ai mercati generali a Roma per vivere. 

In quel tempo facevo solo terapia per i sacerdoti e le suore. Da me veniva un unico laico. Quando scaricavo i sacchi ai mercati generali, avevo lasciato anche lui. Un giorno ci incontrammo sul tram e questo laico mi disse: «Ma tu hai tutti i numeri! Perché non metti su un consultorio qui in Roma?». Era il 1973. 

E io gli risposi: «Un prete psicanalista?! Con i cardinali così?! Con i preti così?!». Gli dicevo tutte queste cose e lui mi guarda fisso... e lì mi ha dato proprio una botta e mi ha detto: «E tu mi parli di Dio!». Io non mi integravo, cioè non mi adattavo, ma ero tutto sugli uomini. Allora, attraverso di lui ho colto il Signore. E gli ho detto: «Domani tu vieni». Sono partito proprio come persona che sta con Dio, come il bambino. Subito questa persona mi ha portato un’altra persona e questa me ne ha portate altre. In una settimana avevo tutto pieno! 

Il Signore mi ha fatto passare dai sacerdoti ai laici. Io nemmeno ci pensavo. Ancora una volta il Signore dava una virata alla mia vocazione. Questa pesca miracolosa continua dal 1973. Il Signore mi ha fatto passare dai preti ai laici: con loro missionari, adesso Italia Solidale è in tutto il mondo. 

Ogni giorno lavoravo con persone e persone, almeno otto ore al giorno. Vedevo tutta questa gente di tutte le età, di tutti i ceti sociali, in ricerca di Dio, dell’anima, del sesso nell’amore. Poiché non trovavano queste esperienze, avevano i nervi, corpo e mente ammalati. 

Io non accettavo una psicoanalisi che non trattasse Dio e l’anima, e che quindi non entrasse negli inconsci drammi della vita. 

Per fare questo, ma pure per ritrovare le basi di una vera spiritualità che non escluda l'inconscio con le sue potenzialità donate da Dio alla persona, oggi proponiamo un percorso per vedere e risolvere, con luce e in Dio, questi mali. Perciò a novembre riparte la Scuola dei promotori di sviluppo di Vita e Missione.  


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