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Jude Law: Io, il Papa della tv

Con “The Young Pope” al servizio del Premio Oscar Paolo Sorrentino, Jude Law torna a sorprendere

Gio 27 Ott 2016 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
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Ha il dono della pazienza, Jude Law. Aspetta, aspetta e aspetta ancora prima di rispondere, perché ha bisogno di calibrare le propria mosse, come ad una partita di scacchi. Punta quello sguardo indagatore su chi ha di fronte e ne anticipa la reazione. Ha imparato a farlo quando il successo di Hollywood (scandali inclusi) l’ha travolto e ora lo usa come arma potente per schermarsi da possibili attacchi. Anche alla 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha dato sfoggio di perfetto autocontrollo durante la presentazione della miniserie “The Young Pope” (dal 21 ottobre su Sky Atlantic HD) che lo vede protagonista assoluto per il regista Premio Oscar Paolo Sorrentino. È lui il giovane Pontefice che dà il titolo al progetto, già venduto in 110 Paesi, nel ruolo di Lenny Belardo/Pio XIII. Imperscrutabile almeno quanto il suo alter ego tv, sembra avere tutto il tempo del mondo a disposizione, quando, sotto i riflettori, sfila sul red carpet con grazia, compostezza e sovrana indifferenza.

È finito il tempo delle audizioni, ormai sceglie lei i copioni. Perché ha detto di sì alla televisione?
«Non potevo perdere l’opportunità di lavorare con un gigante del calibro di Paolo Sorrentino e di calarmi in un personaggio così ricco di contraddizioni, anche se ammetto di essere stato un po’ intimorito all’inizio del progetto all’idea di ricoprire una carica tanto importante».

È stato un caso?
«Beh, no, me la sono cercata. Dopo aver visto “La grande bellezza” me ne sono andato in giro a dire che avrei voluto lavorare con lui e dopo un mese mi sono visto recapitare il copione della miniserie».

Come si diventa Papa per fiction?
«Ho ascoltato i consigli di Paolo, che mi ha raccomandato spesso di ricordare che, dopo tutto, Lenny è un uomo a cui è capitato nella vita di diventare Papa. Mi sembra un gioco di specchi: io interpreto un personaggio, Lenny, e lui interpreta un altro personaggio, il Pontefice. Che dire? Ho provato una gioia autentica con questa parte!».

Cosa ha messo di suo in quest’avventura?
«Mi sento coinvolto emotivamente al 100% in questo progetto, le stesse battute del copione si avvicinano tanto al mio senso dell’umorismo e al mio mondo in generale, compresi i riferimenti musicali. Questa, a mio avviso, è la storia di un uomo, anche se quando mi sono avvicinato a lui ho capito i dilemmi che si portava dentro nell’affrontare il suo compito pubblico».

Si è ispirato a qualche pontefice del passato?
«No, non ho guardato a nessuno dei Papi realmente vissuti».

Di quale dilemma parla?
«Chiunque si trovi a ricoprire un ruolo pubblico ha un dilemma, si sente quasi scisso a metà. Da un lato c’è l’aspetto noto e dall’altro quello privato».

Lei, da attore, questo dilemma l’avrà provato spesso…
«Per questo mi incuriosisce l’approccio di Lenny, la strategia che usa per ottenere l’obbedienza e per manipolare chi ha accanto, il criterio con cui sceglie chi tenersi vicino e chi mandare via. Lo considero un uomo onesto nelle sue contraddizioni, ecco perché non mi stupisco quando lui crede in cose opposte. Io stesso penso una cosa, ma poi ne faccio un’altra».

A volte è difficile rapportarsi con il lato scontroso dei personaggi, proprio come succede quando s’incontra qualcuno che non ci piace.
«E chi sono io per giudicarli? Nessun cattivo si guarda allo specchio pensando di essere un pessimo soggetto: dalla sua prospettiva si sente un eroe e pensa che il buono sia in torto. Cosa c’è di più elettrizzante del tirar fuori il lato oscuro di un perfettino e mettersi alla prova con tutte le sue sfumature?».

Le capita mai di rivedersi nei due film percui ha ricevuto la nomination agli Oscar?
«Mai, perché faccio di tutto per evitarlo, soprattutto se erano esperienze a inizio carriera. Mi viene sempre voglia di cambiare qualcosa, ma almeno lì ho una buona scusa, ero più giovane e indisciplinato…».

Ha dato il volto ad alcuni dei personaggi più importanti della letteratura, come in Anna Karenina. Tremano i polsi all’idea del confronto?
«In quel caso conoscevo il libro, ma non lo avevo ancora letto, pur avendone visti vari adattamenti cinematografici. Il mio approccio è stato umano e per questo mi hanno criticato dicendomi che non volevo dipingere Karenin come il cattivo della situazione, invece io intendevo riscattarlo, non farlo passare per l’unico colpevole della fine del matrimonio. Mi ha affascinato l’aspetto intimistico, senza polarizzare l’attenzione sul riscatto, ma sul potere dell’amore e sul processo d’innamoramento».

Quando si è innamorato del cinema?
«Devo ringraziare il teatro, che a 16-17 anni mi ha mostrato la magia di avere di fronte qualcosa di vivo che ti traghetta altrove con la fantasia. Ecco, volevo farne parte, diventare un tassello di un puzzle incredibile, dove si creano altri mondi e ci s’immerge diventando migliori».

 



Eclettico e originale

Per raccontare il londinese David Jude Heyworth Law, classe 1972, partiamo dall’ultimo, ambizioso progetto, la miniserie in 10 episodi “The Young Pope” (dal 21 ottobre su Sky Atlantic HD) presentato in anteprima alla 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Firmato dal regista Premio Oscar Paolo Sorrentino, vanta un cast all star con Diane Keaton, Silvio Orlando, Scott Shepherd, Cécile de France, Javier Cámara, Ludivine Sagnier, Toni Bertorelli e James Cromwell. Tornerà al cinema accanto a Colin Firth in “Genius” e poi “King Arthur: Legend of the sword” per Guy Ritchie che lo ha già diretto per i due film di “Sherlock Holmes” accanto a Robert Downey Jr., l’eccentrico detective inglese. Nella sua quasi trentennale carriera ha collezionato i personaggi più diversi, da “The Aviator” di Martin Scorsese a “A.I. – Intelligenza artificiale” di Steven Spielberg, da “Complicità e sospetti’ di Anthony Minghella ad “Anna Karenina” di Joe Wright fino a “Contagion” di Steven Soderbergh. Eclettico, originale e talentuoso, continua a stupire con ruoli sempre più poliedrici, oltre che alimentare il gossip con la tormentata vita sentimentale, che include cinque figli, un divorzio da Sienna Miller e svariati flirt.


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