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Porno, come uccidere il sesso nei ragazzi

Dati allarmanti da una ricerca italiana sui nostri adolescenti: a forza di frequentare siti hard, diventano dipendenti, perdono la libido e non cercano le ragazze

Ven 28 Ott 2016 | di Francesco Buda | Attualità
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Oggi non possiamo più pensare o credere che l'aver banalizzato il corpo e il sesso sia un'operazione senza conseguenze. C'è una sorta di abuso di massa sui nostri giovani, che provoca un vero sabotaggio delle loro energie, afflosciandone la spinta alle relazioni sane e vere e la stessa sessualità. In alcuni Paesi poveri adolescenti e bambini sono vittime di pedofili, magnaccia e industria pornografica.
Qui da noi i ragazzi e ragazzini sono preda dei prodotti audiovisivi di quella industria.  Un problema tanto preoccupante che l'Ateneo considerato al terzo posto nel mondo per ricerche e pubblicazioni scientifiche in àmbito andrologico, cioè sulla sessualità e capacità riproduttiva maschile, vi ha dedicato un’apposita indagine. E certo non per farci la morale o su spinta di chissà quale bigotto movimento. Parliamo del Dipartimento di medicina molecolare – Servizio per la Patologia della Riproduzione Umana dell'università di Padova, che ha studiato  gli studenti maschi delle scuole superiori.
Il 78% consuma porno on line. E tutto sommato, si potrà dire, questo non è poi così sorprendente. Si sa, l'adolescenza accende certi desideri. La diabolica novità è che quella voglia lì, ai nostri maschietti, viene soffocata proprio dai materiali e dal materialismo hard core.

DIPENDENZA E ISOLAMENTO
A muovere gli scienziati sono i gravi rischi che corrono i giovanissimi con il consumo di porno, in particolare con la sterminata offerta che trovano su internet, in ogni luogo e in qualunque momento. Una bomba ad orologeria che scoppia più spesso di quanto si possa immaginare: il 78% dei nostri teenager maschi dichiara di bazzicare siti porno e per il 22% è un'accanita abitudine.
Ma questa abitudine non è innocua: il 10% degli intervistati ha detto di aver perso interesse verso il mondo esterno, mentre per il 9% è diventata una dipendenza. Queste conseguenze rappresentano l'opposto del sesso vero, che si fonda appunto sull'andare verso l'altro, sull'esplorazione, cercando relazioni con persone reali. E, soprattutto, nella libertà, senza dipendere da persone, cose, pensieri, ossessioni interiori e impulsi incontrollabili. “L'Italia rappresenta un particolare contesto culturale, sociale e religioso nel quale il sesso è stato spesso considerato un tema proibito, il che rende ancora più interessante i nostri risultati”, scrivono gli autori della ricerca che ha prodotto i dati appena indicati.
Ma ora che invece sesso e carnalità sono a portata di mano di chiunque, dopo decenni di presunta “liberazione sessuale”, oggi che siamo emancipati, va forse meglio se le nuove generazioni sono in questo limbo?

ALLARME: DISTACCO DALLA REALTÀ
«Anche se quell'8% di ragazzi che guardano siti porno tutti i giorni rappresenta la percentuale più piccola – avvertono gli studiosi guidati dal Prof Carlo Foresta – noi dobbiamo studiare seriamente questo fenomeno per capire le possibili conseguenze del consumo di pornografia sulla vita sociale e sessuale dei giovani. I dati mostrano che la pornografia gioca un ruolo importante sulla sessualità dei ragazzi». Non mancano comunque altre ricerche che dimostrano un collegamento tra consumo di pornografia e minore sensibilità verso abusi, violenze sessuali, svalutazione della figura femminile come oggetto da sottomettere, possessività.
Circa un ragazzo su tre, dice ancora l'indagine del Prof Foresta, quando va sui siti a luci rosse vi resta attaccato mediamente per oltre un'ora. Ciò allontana dalla vita vera, dalla realtà dicevamo  e può succedere che la sessualità virtuale – sottolineano ancora i ricercatori di Padova - diventi dominante rispetto alla sessualità reale e assuma le carattiristiche di dipendenza ed ossessione.

PROBLEMI DI SALUTE SESSUALE
«I dati che abbiamo raccolto – spiega ad Acqua & Sapone il Prof Foresta – dimostrano che la pornografia è un potenziale problema per la salute sessuale in termini di dipendenza, parafilia (disturbi quali ad es. pedofilia, sado-masochismo, voyeurismo, feticismo, ndr) e disordini sessuali. Né possiamo pretendere che non vi siano problemi di sfruttamento sessuale e pornografia con bambini».
Tra i maschi adolescenti osservati nell'indagine, emerge che tra quelli che non guardano siti pornografici il 90% sono normali e solo il 10% presenta problemi nell'apparato sessuale (orgasmo prematuro o ritardato, calo del desiderio, disfunzioni erettili). Mentre tra coloro che consumano più di una volta a settimana materiale porno su internet, salgono a 25 su 100 quelli con problemi (vedi grafico a pag. 73). Da notare che resta pressoché uguale il valore del 9-10% di diffusione di quei disturbi in tutte le tre categorie di ragazzi (quelli che non vanno sui siti porno, quelli che ci vanno meno di una volta a settimana e gli altri che lo fanno più di una volta a settimana).
Ad impennarsi è invece il calo del desiderio sessuale: succede ad uno su 16 circa di quelli che vanno sui siti porno meno di una volta a settimana e a circa uno su 6 tra i ragazzi più accaniti di siti hard (una o più volte a settimana). Mentre questo disturbo risulta pari a zero tra chi non ci va mai.

«PERDONO LA LIBIDO»
Ma il problema sussiste anche a prescindere da disfunzioni, deviazioni e dipendenze.
«La cosa principale da evidenziare è che le prime esperienze 'sessuali' ormai si hanno attraverso internet – avverte il Prof Foresta -, ed è un dato abbastanza generalizzato, non riguarda una piccola percentuale, ma circa l'80% dei ragazzi. Questa è una evoluzione avvenuta negli ultimi tempi, che è andata dalla visione di filmati sempre più aggressivi fino ormai alla 'normalità' tra ragazzi di inviare immagini riferibili al proprio corpo, non solo foto, ma anche filmati. La facilità con cui si può venire a contatto con questa sessualità via internet ha tolto i freni inbitori. Quel che racconta la stampa, ad esempio la 14enne filmata che poi fa azioni sconsiderate, è solo la punta dell'iceberg. È una nuova forma di sessualità che non sappiamo dove ci porterà. Di sicuro possiamo dire che la conseguenza è una pigrizia nella sessualità reale quando sono accaniti consumatori di porno. Quel che stiamo vedendo di nuovo è che i ragazzi che hanno una frequentazione accanita dei siti web pornografici – il 15-20% - si allontana decisamente dalla riceca della sessualità reale, tende alla dipendenza e ad un certo punto ha paura del senso di assuefazione, la frequentazione diventa abitudinaria e si accompagana all'assuefazione a certe immagini e tende a cercare situazioni sempre diverse e che creino stimoli sempre maggiori». Una spirale perversa che anestetizza e soffoca la spinta relazione, erotica e sessuale.
«Tutto questo – prosegue il docente li allontana sempre più dalla sessualità e si completa con una stanchezza, con una forma di ipoattività sessuale, non si trovano più stimoli, manca la libido. Insomma, il ragazzo perde l'istinto e le reazioni sono meno evidenti».

FABBRICA DI SOLITUDINE
Questo tipo di ‘sessualità’ pornificata «non tiene conto della sensorialità oltre che della affettività – insiste il luminare – ed è urgente la necessità di comunicare ai giovani che questa nuova forma di sessualità porta all'isolamento, all'allontanamento della sessualità reale e altera i tempi della sessualità».
L'isolamento non resta relegato nella masturbazione fisica, ma diventa una condizione esistenziale con modalità pseudo-sociali e una sottile quanto velenosa falsificazione dei rapporti. «L'isolamento viene mascherato in realtà da una forma di comunicazione sempre multimediale – spiega ancora il Prof Foresta -, perché nelle città e attraverso gli scambi on line pare che apparentemente non ci sia l'isolamento, ma visto che il dialogo si concretizza e si conclude in quella esperienza davanti al monitor o allo smartphone, i ragazzi finiscono per non avere capacità di socializzare nella vita reale e di avere esperienze reali in un circolo vizioso, in cui non sentono il senso dell'isolamento perché condividono queste esperienze che in realtà sono motivo di isolamento». È il nuovo diabolico paradosso della banalizzazione del sesso, energia potente e meravigliosa: a forza di dissacrarlo e mercificarlo, lo stiamo perdendo.
E ancora una volta le vittime principali sono i piccoli, le vite in formazione.
 



TUTTE LE FALSITÀ SUL PORNO
“The Hardcore Truth” racconta il mondo a luci rossi da dentro, con i retroscena raccontati da Donny Pauling, ex produttore pornografico americano. Il libro analizza punto per punto i falsi miti con cui viene impacchettato questo traffico di persone.

• Può migliorare la vita sessuale di una persona
• È moralmente neutrale. Non è cattivo di per sé, ma solo se lo usi nel modo sbagliato;
• Aiuta a liberare le donne e gli dà potere
• È solo un intrattenimento per adulti consenzienti che guardano altri adulti
   consenzienti fare sesso
• È glamour e le pornostar adorano il sesso
 



QUANTO PORNO ON LINE GUARDANO I RAGAZZI ITALIANI

8% ogni giorno
43% più di una volta a settimana
49% meno di una volta a settimana

Fonte C. Foresta, D. Pizzol, A. Bertoldo - “WEB PORNOGRAPHY USA AMONG YOUNG MALES IN ITALY International Journal of Adolescent Medical and Mental Health  2015



SEXTORSION
La diffusione di immagini a sfondo sessuale via internet sta producendo problemi sociali anche per via di ricatti e rappresaglie: sempre più spesso video e foto inviati in via riservata e segreta vengono poi usati per ricattare la persona – di solito ragazzine e ragazze – in essi ritratta. La chiamano sextortion, estorsione sessuale via web. Recenti dati diffusi dalla Polizia postale dicono che le denunce per simili vicende sono salite da 400 a 1.700 negli ultimi 2 anni.
E ad essere coinvolti sono sempre più adolescenti.



IL PORNO DISTRUGGE LA COPPIA: BOOM D’INFEDELTÀ ONLINE
Un fenomeno nuovo che si sta imponendo all'attenzione di studiosi e terapisti della psiche, è l'infedeltà online, cioè di chi tradisce cercando amanti e scappatelle attraverso internet, che pullula di siti per incontri di tutti i tipi.
«Un problema molto comune che colpisce le relazioni di coppia è l'infedeltà. L'infedeltà on line sta diventando diffusa, provocando significativi problemi per le coppie e perciò i terapisti stanno studiando nuove modalità per trattare questa nuova di 'patologia'», scrive il Prof Carlo Foresta sull'International Journal of Adolescent Medical and Mental Health, citano a sua volta altre ricerche internazionali.



DISFUNZIONI ERETTILI NEI BAMBINI
Negli Stati Uniti ormai viene riferita anche ai ragazzini di soli 11 anni, ossessionati dai video spinti, la PIED (porn induced erectile disfunction): disfunzione erettile indotta dal porno. 


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