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La mia rivincita: Far nascere

Dopo aver abortito il primo bimbo, ci siamo fatti coraggio e con il giusto aiuto è nata Noemi

Ven 25 Nov 2016 | di Patrizia Lupo | Bambini
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Sono arrivata in Italia con in testa una sola idea: lavorare e rendermi autonoma. Perciò una volta qui ho fatto di tutto per trovare un’occupazione. Non pensavo all’amore, almeno non subito, anche se al mio Paese e alla mia età molte sono già fidanzate e pensano al matrimonio. Ho conosciuto Michele quando lavoravo come cameriera. Ho accettato le sue attenzioni, anche se lui ha diversi anni più di me. Insieme stavamo bene e capii che questo incontro avrebbe cambiato la mia vita. Si sa che i primi tempi è tutto bello come un incanto. La vita di tutti i giorni però ti fa mettere i piedi per terra. Michele aveva tanti problemi con il lavoro, perché alla sua età e con una salute non buona non riusciva a trovarne uno stabile, lavorava in modo saltuario e si arrangiava come poteva. La nostra vita era sempre precaria, vissuta giorno per giorno. Perciò quando scoprii di essere incinta lui mi disse subito di abortire e anch’io ero d’accordo, perché, lavorando in nero, avevo paura del licenziamento. In quei giorni un’ostetrica ci consigliò di rivolgerci all’Associazione Segretariato Sociale per la Vita Onlus, che aiuta mamme e coppie in difficoltà come noi. Ci offrirono il Progetto Gemma: un sostegno economico che ci avrebbe permesso di affrontare le spese per il bambino per 18 mesi; ci dissero di aiuti dello Stato che avremmo potuto richiedere ed altre cose ancora. L’operatrice era stata tanto disponibile con noi, ma dicemmo di no. Feci l’aborto e tornai a fare la mia vita. Ma non ero più la stessa di prima. Pensavo sempre a quel bambino, ero inquieta, nervosa, insoddisfatta; capivo di aver rinunciato a qualcosa di importante. Anche con Michele qualcosa era cambiato. Desideravo avere un figlio e quando rimasi incinta nuovamente non era cambiato niente attorno a noi, ma eravamo cambiati noi. Però anche se volevamo questo figlio, avevamo lo stesso tanta paura di non farcela. Chiedemmo di nuovo aiuto al Segretariato, dove, come promesso, ci accompagnarono in quest’avventura. Grazie a loro non ci siamo mai sentiti soli e soprattutto non ci è mai mancato niente, perché da quando è nata Noemi ho capito che un figlio ti riempie di tutto e conta solo questo; che è lui che ti dà la forza e il coraggio di affrontare tutto anche che quello che ti fa paura.


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