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DIABETE ALIMENTARE

In età avanzata si può manifestare un diabete che potrebbe essere evitato se si seguisse un’alimentazione bilanciata nel corso della vita

Ven 25 Nov 2016 | di Luca Pulcini - lucapulcini1@virgilio.it | Salute
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Una prima distinzione nell’ambito del diabete è quella tra diabete giovanile e quello che insorge in età avanzata. La prima forma si presenta maggiormente nella fase di pubertà, mentre la seconda potrebbe anche non manifestarsi mai, a condizione che la persona non metta in crisi la sua funzionalità pancreatica, rispettando nel tempo un’alimentazione bilanciata. In questo articolo ci occuperemo di questo secondo tipo di diabete. La maggior parte dei pazienti con questa patologia risulta obesa, con distribuzione di grasso soprattutto dall’ascella all’inguine, con braccia e gambe relativamente magre ed una tiroide che generalmente non funziona in maniera corretta.

L’ALIMENTAZIONE CONTADINA
Grazie alle corrette abitudini alimentari dei nostri antenati ed in particolare all’uso di grassi animali, i soggetti diabetici sono sopravvissuti quando non c’era l’insulina. L’alimentazione contadina, infatti, non è mai stata basata su cibi raffinati; inoltre, non sprecando nulla di quanto produceva, involontariamente il contadino compiva un atto terapeutico. Per esempio, nel mondo contadino si faceva grande uso di aglio cotto o crudo e di cipolla cruda, entrambi potenti ipoglicemizzanti naturali. Nei singoli vegetali la natura fa coesistere una serie di fattori di stimolo e loro inibitori in un sistema del tutto bilanciato ed i problemi insorgono nel momento in cui si usano solo delle unità alimentari, con tutto il rischio di un uso sbilanciato degli alimenti con grandi problemi per la salute.

ZUCCHERI AGGIUNTI 
Oggi una grande problematica è quella della presenza di zuccheri aggiunti industrialmente agli alimenti e proprio perché aggiunti, non sono frenati dai cofattori presenti nell’alimento in vivo ed un esempio di questo è la differenza che esiste tra una passata di pomodoro, fortemente iperglicemizzante ed il pomodoro fresco che, anche se di serra, non farà aumentare lo zucchero nel sangue così velocemente. 
Questi tipi di alimenti industriali tendono a far salire la glicemia molto velocemente, mettendo in crisi il pancreas che potrebbe ammalarsi e portare ad un diabete di tipo alimentare. 

MODERATA QUOTA DI CARBOIDRATI
L’alimentazione del diabetico deve tenere in considerazione sempre una moderata quota di carboidrati (50-60g), preferibilmente di pasta piuttosto che di riso o patate, perché la pasta ricca in glutine rilascia gli zuccheri più lentamente, inducendo delle iperglicemie in tempi più lunghi; sarà inoltre importante l’uso dell’olio extra vergine di oliva per frenare la scissione dello zucchero e rallentare il successivo aumento dello zucchero nel sangue. 
Sarà importante l’uso delle proteine del pesce, della carne e delle uova, escludendo la frutta, almeno fino a quando la glicemia non sia rientrata nei valori fisiologici ed utilizzando la doppia verdura: una cotta e l’altra cruda.
Alla verdura cotta (ripassata in padella o ai ferri o condita con olio sale e limone), utilizzata nella quantità di 150-200g, va sempre associata un’insalata o finocchi o sedani o cetrioli o pomodori con cipolla cruda, cercando in questo modo di evitare quel picco glicemico che al contrario avremmo con la frutta. 
Infine, il pane sarà limitato a 40-50g perché farà aumentare la glicemia, a parità di peso,  molto più velocemente rispetto alla pasta, perché ricco di vitamine del gruppo B12 che affaticano il fegato e rallentano l’utilizzazione periferica degli zuccheri.


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