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Una città nata dal crowdfunding

In Brasile arriverà Croata Laguna Ecopark: 21mila abitanti, 6mila appartamenti e un progetto tutto italiano

Ven 25 Nov 2016 | di Alma Pentesilea | Attualità
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Quando si parla di crowdfunding si pensa alla raccolta fondi per dare il via a progetti, avventure, Start-up, viaggi impossibili. 

Questa volta, invece, grazie al crowdfunding, nascerà una città. 

L'annuncio risale all'Expo 2015, quando è stato presentato il progetto “Planet the Smart City” nel padiglione Brasile. Si tratta del primo esperimento mondiale del genere e verrà realizzato a circa 55 chilometri da Fortaleza, a opera della società italiana Planet Idea. L’area è intesa come una nuova città, con case e servizi, luoghi di socializzazione e negozi, scuole, un polo industriale e tantissimo verde: il contrario dei quartieri dormitorio. Obiettivo: quello di introdurre il social housing nel contesto di ecosistemi urbani intelligenti, capaci di intervenire sulle problematiche immobiliari e urbanistiche.

Si tratta di una città intelligente, cioè un nucleo urbano in cui le tecnologie più smart ed economicamente sostenibili sono progettate e integrate, ma anche orientate al social housing, quindi rivolti a fasce di reddito medio-basso, affermando che l’economicità di una costruzione non ne esclude la qualità.

Croata Laguna Ecopark, questo il nome che avrà la città, realizzata su progetto architettonico dello studio ReCS Architects di Parma, avrà un’estensione di 330 ettari e conterà 21mila abitanti, per un totale di seimila appartamenti. Ogni casa avrà un diametro di 50 metri quadri e costerà intorno i 30-35mila euro. 

Il progetto, come da programma, sta avanzando. Tra le aziende che stanno supportando il progetto ci sono Tim, Enel, Tyco, Arup, il Politecnico di Torino e l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. Si tratta di un’autoproduzione a 360 gradi, che riguarda la gestione del cantiere, la sua costruzione e non impone la necessità di finanziamenti pubblici. Per quanto riguarda l'avanzamento dei lavori, sono state costruite le infrastrutture, le prime case modello, lo stabilimento a chilometro zero per la produzione di manufatti di cemento, tutti i cordoli delle strade, le tubazioni. L'idea è quella di non intervenire sulle singole unità abitative, ma sulla costruzione delle città, dai servizi alle infrastrutture, attraverso un prototipo da riproporre nei quartieri italiani.


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