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Creiamo ponti d’amore

Adozioni a distanza basate non sui soldi, ma su vere relazioni e scambi di vita

Ven 25 Nov 2016 | di Padre Angelo Benolli | Italia Solidale

Già dal 1986 comprendevo che, solo attraverso un sistema ben fatto di “adozioni a distanza”, si poteva veramente soddisfare la fame dello spirito e del corpo di tante persone e culture, poste nei più disparati posti del mondo. Come missionario, mi ero trovato in mezzo a migliaia e migliaia di bambini che morivano di fame e stenti, in Sud America e in Africa. 

Arrivai a promuovere molti aiuti da parte dell’ONU e poi con certe realtà religiose. Purtroppo, in queste grandi realtà vedevo più che altro organizzazione. Tali aiuti, prevalentemente economici, facevano più male che bene, rendevano ancora più dipendenti e passivi i sofferenti. Si dava infatti la prevalenza alle strutture, alla costruzione di scuole, di ospedali o altro, ma non alla formazione delle persone affinché veramente diventassero sussistenti. 

Pertanto, arrivai all’idea di aiutare tramite persone per le persone, con l'adozione a distanza. Vedevo così necessario formare un volontariato di persone mature e credenti ed uscire da ogni organizzazione economica o assistenzialista, per promuovere un’autentica “globalizzazione della solidarietà”, partendo dai bambini. Mai basandoci sul denaro e sull’organizzazione, ma prima di tutto sullo spirito e quindi su una vera luce che facesse vedere e risolvere ciò che disturba le persone e quindi le necessità, la vita e la dignità dei bambini. In questo spirito e in questa solidarietà che parte da profonde relazioni, con le nostre adozioni a distanza non solo si salva la vita di un bambino, ma si promuove la vita di tutta la sua famiglia e di moltissime altre famiglie e comunità, che diventano promotrici di amore, sviluppo e sussistenza. 

Ancor prima di ricevere aiuti materiali, moltissime comunità si sono rianimate ed hanno risolto tanti problemi. Escono dalla passività in cui purtroppo spesso cadono a seguito di certi tipi di “aiuti umanitari” ed entrano in un processo di sviluppo autonomo, autentico ed originale, diventando loro stesse missionarie: adottano a distanza i bimbi di altre missioni e trovano tra la propria gente donatori che fanno l'adozione. Una novità assoluta. Un vero pilastro è la relazione personale tra donatore e bambino adottato e con la sua famiglia. 

Ma anche qui tra noi abbiamo molto bisogno di sane relazioni, perciò i nostri volontari stanno andando in tutta Italia per promuovere scambi intensi e veri di vita. Partecipiamo dunque ad una vera globalizzazione della solidarietà con un nuovo modo di fare missione.


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