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Il mese degli oscar

Tra thriller, storia, eros e cartoon, in attesa delle note statuette

Gio 26 Gen 2017 | TV/Cinema
Foto di 9

La battaglia di Hacksaw Ridge

Voto: 4,5
Genere: storico-drammatico
Regia: Mel Gibson

Non lo ama nessuno, quel pazzo furioso. Perché lo è: pazzo e furioso. Ma ha anche un talento maledetto e sconfinato, il vecchio Mel. Come attore e come regista. Desmond Doss - un gigantesco Andrew Garfield - è un obiettore di coscienza che vuole andare in guerra senza sparare, ma per salvare. Subisce ogni tipo di umiliazione, affronto, violenza, dai suoi. Finché la forza di una religione e di un’anima impavida rende quell’uomo un guerriero. In ore di dolore e incoscienza, Desmond rimane sull’altura di Okinawa che tutti i compagni, pur armati, hanno abbandonato. E inizia a mandare giù, da quel luogo insensatamente oggetto di una guerra ottusa, chi è sopravvissuto. 
A prezzo della sua vita, in un’estasi di lucida follia, compie un miracolo: 75 uomini non smettono di vivere grazie a lui. E gli altri ricominciano a sperare. Gli altri, tutti, capiscono che il vero soldato è lui. Una storia vera che Gibson trasforma nel suo cinema: semplice, epico, etico e viscerale.
E alla fine vorrete urlare contro l’ottusità dei generali. Che, si sa, rimangono sempre dietro la collina se la notte è assassina.
 



Split 

Voto: 4
Genere: thriller
Regia: M. Night Shyamalan

È tornato. L’uomo che ha stupito il mondo con “Il sesto senso”, con “Unbreakable” e che ci ha inquietato con “The Village”. è tornato con un thriller che racconta la storia di un uomo - uno straordinario James McAvoy, da Oscar - con 23 personalità e un’intelligenza sopra la norma.
Il film non ci restituisce solo barlumi del genio di M. Night Shyamalan, ma quel maestro del cinema di genere che conoscevamo. Avvincente, emotivamente coinvolgente, perfetto nei ritmi e in una regia che va sempre oltre. Che è tornato davvero lo capisci dalla spudorata citazione finale, con il suo eroe preferito. Il segno di una fiducia ritrovata e del talento mai sopito.
 



Smetto quando voglio - Masterclass

Voto: 4,5
Genere: commediaRegia: Sydney Sibilia

Piccola premessa: vogliamo una saga infinita di “Smetto quando voglio”. Non ci bastano tre capitoli (sì quello che vedrete è stato girato insieme al terzo), perché la nostra generazione - gli under 40 maltrattati da un sistema gerontocratico e cinico - ha fame di essere rappresentata davvero. Tornano, dunque, i ricercatori universitari, divenuti banda di spacciatori di droghe legali proprio grazie alle loro conoscenze scientifiche, e stavolta lo fanno dalla parte giusta. Forse. Non c’è più l’effetto sorpresa e forse si ride un po’ meno, ma per essere un numero 2 l’esame è ampiamente passato. E ancor meglio - lo sospettiamo - sarà il terzo capitolo!

 



Lego Batman - Il film

Voto: 2,5
Genere: animazione
Regia: Chris McKay

“The Lego Movie” era un piccolo capolavoro di scrittura e visivo, di narrazione e di tecnica, giocava con il nostro immaginario infantile per addentrarsi nelle radici della nostra società e aveva il coraggio di proporci un messaggio forte e ambiguo, quello della bellezza del conformismo. “Lego Batman” è un paio di gradini sotto. Intendiamoci, funziona questo uomo pipistrello vanitoso e tronfio, che si prende troppo sul serio e si ritrova con un Robin goffo e un Joker decisamente più simpatico di lui. Ma è tutto più forzato, in un gioco di specchi, che con l’immaginario non gioca, ma va di rimbalzo, tra citazioni e un gusto sano della parodia. Alla fine il risultato è gradevole, ma non entusiasma. Ma va bene per noi che con i Lego giochiamo ancora.

 



50 sfumature di nero

Voto: 1
Genere: drammatico/erotico
Regia: James Foley

E.L. James è diventata ricca, famosa e invidiata con la sua trilogia dedicata alle cinquanta sfumature dell’eros in tricromia (grigio, nero e rosso). Molte donne l’hanno letto e anche molti uomini (addormentandosi alla ventitreesima pagina del primo libro). E.L. James, diciamolo, ha semplicemente regalato alla massa un kamasutra for dummies e per dame dell’alta società. E al cinema quello che già era un gioco poco interessante, è diventato involontariamente umoristico. Il risultato? Rischiate di addormentarvi al 23° minuto e di essere risvegliati (forse) da una buona colonna sonora, sempre che vi piacciono Zayn e Taylor Swift. 

 



I MAGNIFICI 7 IN SALA

La battaglia di Hacksaw Ridge: con un Mel (Gibson) al giorno togli il medico di torno. Per fortuna non Desmond Doss che a Okinawa e dintorni in una notte ne salvò 75. Epico ed etico.

Split: è tornato il mago del thriller, del cinema di genere, che entusiasma pubblico e critica. Il ragazzo prodigio Shyamalan, poi maestro perduto, è tornato in gran forma. E quanto si diverte.

Smetto quando voglio - Masterclass: i soliti ignoti 2.0, i precari geniali che si fanno spacciatori per sconfiggere un Sistema, quello sì drogato. Stavolta sono dalla parte giusta. Forse. Commediaction.

La legge del potere: Ben Affleck da regista è molto meglio che da attore. E si dà ruoli che può sostenere: conosce i suoi limiti e li sfrutta. E Di Caprio in produzione è marchio di qualità. Feroce.

Manchester by the sea: il cinema del ritorno alle radici è quello più emozionante e però, per questo, pericoloso. Qui la sensibilità del narratore e una storia delicata e potente ci deliziano. E c’è l’altro fratello Affleck, l’ottimo Casey.

Lego Batman - Il film: se avete amato Lego Movie, non illudetevi: questo spin-off supereroistico è un gradino e mezzo sotto. Ma se giocate ancora con le costruzioni, mettetevi in fila e divertitevi.

Cinquanta sfumature di nero: l’erotismo ai tempi di youporn è diventato un lusso per intellettuali. Se al cinema è affidato all’adattamento di un Harmony di quart’ordine, il disastro è assicurato. 

E Dakota Johnson è sexy quanto le felpe di Matteo Salvini.


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