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Attenti al Secondary Tcketing

Concerti sempre pi cari? Spesso sono gli stessi organizzatori a rivendere i biglietti ai siti di bagarinaggio

Ven 24 Feb 2017 | di Armando Marino | Soldi

Anche ascoltare la musica non è più lo stesso. Una volta si aspettava con ansia l’uscita del cd dell’artista preferito (e ancora prima del vinile) e lo si ascoltava tutto di filato, come un’unica opera. L’avvento dell’mp3 e della musica in streaming ha praticamente cancellato questa esperienza, ora i brani sono vissuti come singole entità e l’oggetto fisico che rappresentava la musica va scomparendo. Bando alle nostalgie: le cose cambiano e va bene così. Lo streaming ha tra l’altro il lato positivo di allargare gli orizzonti di ascolto, aprendoci a un panorama mondiale di musica nuova. Almeno potenzialmente. Tra l’altro, ora il concerto live è diventato ancora più importante, perché è rimasto l’unico contatto “fisico” con la musica. C’è un “ma”: il sogno di vedere dal vivo l’artista del cuore è messo a rischio dall’avidità di una parte dell’industria musicale. Un’inchiesta delle Iene tv ha svelato che alcuni organizzatori di concerti rivendevano buona parte dei biglietti direttamente ai siti di bagarinaggio on line, complice il fatto che per anni un unico sito, TicketOne, ha praticamente avuto il monopolio sulla vendita dei biglietti per molti spettacoli, finendo ora nel mirino dell’Antitrust. I due fenomeni messi insieme, il bagarinaggio online e il monopolio della vendita, hanno reso l’acquisto dei biglietti per concerti molto richiesti un’esperienza allucinante. Bisogna collegarsi al sito non appena li mette in vendita e spesso, dopo aver inserito codici e dati, si scopre che i biglietti sono già esauriti. Complice anche il fatto che alcuni organizzatori cedono i biglietti direttamente a dei siti che li rivendono a prezzo maggiorato. è il cosiddetto secondary ticketing, un fenomeno criminale che genera profitti enormi, di cui si sta occupando anche il governo. Il rischio vero è il solito: per garantire più sicurezza, si perde libertà. Come è successo con le partite di calcio: per accedere allo stadio le procedure sono sempre più complesse e kafkiane. Il punto è che non si può vietare del tutto la rivendita di un biglietto, perché è giusto lasciare la possibilità di rifarsi a chi ha prenotato un posto e magari all’ultimo minuto ha un impedimento. In alcuni teatri all’estero hanno applicato una soluzione semplicissima: è lo stesso sito del teatro a rimettere in vendita i biglietti restituiti, spesso a prezzi scontati, anziché maggiorati come accade con i bagarini. Il punto è che in situazioni simili, la specialità italiana è aggiungere formalità macchinose che complicano la vita all’onesto e vengono tranquillamente aggirate dal bandito. Speriamo che non vada a finire così anche stavolta.     


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