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Fare il papà sarà più ‘facile’

Congedi di paternità: si passa da due ad ‘addirittura’ quattro giorni... Italia ancora molto lontana dal resto d’Europa

Ven 24 Feb 2017 | di Barbara Savodini | Attualità
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Anche i padri italiani potranno finalmente godere appieno di uno dei momenti più belli e intensi della vita: la nascita del proprio bebè.

È quanto previsto dalla legge di Bilancio che ha raddoppiato i giorni di congedo obbligatorio paterno per i lavoratori dipendenti. 

Pensate che, se già nel corso del 2017 i neo papà potranno, e anzi, dovranno, stare vicino al proprio pargoletto per due giorni, nel 2018 i giorni a disposizione per adempiere a tale fondamentale compito diventeranno 'addirittura' quattro! 
Si tratta di un piccolo grande passo in avanti per quanto riguarda il diritto del lavoro in Italia, che, finalmente, comincia a somigliare alle nazioni sorelle dell'Unione Europea... 
La novità è stata salutata con entusiasmo e soddisfazione da tutti coloro che hanno intenzione di mettere su famiglia, ma anche da chi, non avendo usufruito di tale diritto, ancora ricorda chiaramente le difficoltà affrontate per poter stare con la propria famiglia durante e dopo il parto.  
 
LE NOVITA'
Chi diventerà padre, otterrà un affidamento o adotterà un figlio nel corso del 2017, per usufruire dei due giorni (4 nel 2018) potrà chiederli entro il quinto mese di vita del bambino. 
Il cosiddetto congedo facoltativo, tuttavia, è subordinato alla scelta della madre lavoratrice di non usufruire del medesimo permesso. In sostanza la donna può decidere di rientrare prima al lavoro, affidando il piccolo al marito lavoratore dipendente.
 
COME FUNZIONA
Per usufruire di questi giorni di congedo il padre deve comunicare per iscritto al proprio datore di lavoro i giorni di cui intende usufruire, con un anticipo non minore di 15 giorni, prendendo come punto di riferimento la data presunta del parto. Nei casi di pagamento diretto da parte dell’Inps, la domanda deve essere inoltrata esclusivamente per via telematica: rivolgendosi a un patronato, tramite il portale dell'istituto previdenziale oppure contattando il centralino telefonico. Il padre, inoltre, ha diritto ad astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice in caso di morte o di grave infermità della donna, di abbandono o di affidamento esclusivo del bambino al padre. 
 
MANOVRA DA 40 MILIONI DI EURO
Qualche giorno per una nascita sembra cosa da poco, ma, in effetti, per rendere possibile anche in Italia ciò che nel resto d'Europa è una realtà da anni è stato necessario compiere una delicata manovra economica costata 20 milioni di euro nel 2017 e 41,2 milioni nel 2018. Ogni giorno obbligatorio costa, in sostanza, 10 milioni di euro, mentre quello facoltativo 1,3 milioni. Si tratta quindi di un impegno importante da parte dello Stato, ma il percorso da compiere verso l'uguaglianza di uomo e donna, purtroppo, è ancora molto lungo. Lo è, almeno, secondo esperti di diritto del lavoro e giuristi, per i quali, per appianare le disparità, sarebbero necessari almeno 15 giorni di congedo obbligatorio da utilizzare nel primo mese dalla nascita del piccolo, proprio come accade in Spagna, Danimarca o Portogallo.  
 
BONUS BEBE'
Oltre al congedo di paternità, l'ultima legge di Bilancio approvata ha previsto anche un intero pacchetto famiglia composto da diversi bonus, ossia agevolazioni fiscali e detrazioni per chi avrà un bambino nel 2017. Tra le novità più rilevanti ci sono in particolare il bonus mamme, un contributo di 800 euro una tantum e senza limiti di reddito ed il voucher asili nido, destinato a alleggerire la retta delle scuole dell’infanzia ed erogato nei primi tre anni di vita del figlio. Sono stati infine preservati il bonus bebè, ovvero un contributo mensile destinato a tutti i genitori  di bambini al di sotto dei tre anni, che varia in base all’Isee e il voucher babysitter, una sorta di soluzione alternativa al congedo parentale. 
 
I SICILIANI I PIU' ATTENTI
In Italia i padri più attenti alle esigenze del proprio bebè sono i siciliani, primi in Italia per richieste di congedi (30%). Con uno scarto piuttosto ampio, 18,4%, sul podio delle richieste di congedo ci sono anche il Lazio e la Sardegna. I dati sembrano confermare come le regioni con più alta occupazione pubblica siano quelle dove le richieste avanzate dai papà sono maggiori. Un’ipotesi confermata dal fatto che le due regioni con maggior occupazione private, Veneto e Lombardia, in fatto di congedi di paternità sono ultime e ferme all’8,1%.                                           
 
 
IN NORVEGIA 180 GIORNI DI PATERNITÀ
Il ruolo di madre e padre è praticamente identico in Norvegia, dove la donna ha nove mesi di maternità, mentre la paternità dura 180 giorni; per quanto riguarda i congedi, invece, nella terra dei fiordi e delle conifere sono state stanziate in totale 39 settimane cumulative che i due genitori possono suddividersi come meglio credono. Diversi tipi di congedi parentali esistono da tempo anche in Svezia e nel Regno Unito, ma viene decurtata una piccola percentuale dallo stipendio, solitamente non superiore al 20%. In Belgio, invece, occuparsi del proprio bebè è obbligatorio soltanto per tre giorni, successivamente spetta al padre decidere se restare a casa per un'altra settimana. Accudire il proprio pargoletto è infine un dovere preso molto seriamente in Portogallo, dove anche l'uomo deve restare obbligatoriamente a casa per 10 giorni dal lieto evento, e in Spagna, dove il padre può restare a casa 15 giorni con retribuzione completa. I più fortunati sono però i padri finlandesi che hanno un congedo di paternità di ben 54 giorni.

 


 


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