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Caro figlio quanto costi...

Si fanno meno figli, ma si spende di pi per loro

Mar 28 Mar 2017 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli

Quando ero bimba io c’era il dentifricio di Paperino. Oggi c’è una gamma praticamente infinita di prodotti in versione baby. Il trucco è semplice e non è nemmeno nuovo, ma è quasi impossibile sfuggirgli. Come si fa a dire no al bambino disperato che invece delle normali polpette, ti chiede quelle dell’uomo ragno (esempio volutamente inventato per non offendere la suscettibilità di nessuno)? Eppure sono passati dieci anni dalla ricerca della Bocconi che svelava i trucchi dei prodotti per bambini: con un marketing mirato a colpire la fantasia dei piccoli, ad esempio inserendo un piccolo regalo praticamente privo di valore, oppure semplicemente con una confezione che si richiama a cartoni animati particolarmente popolari, si ottiene la magica trasformazione del prodotto da adulto in prodotto baby. La differenza c’è e si sente nel portafogli. La ricerca, all’epoca, svelava, che in media il prezzo dei 17 prodotti esaminati dagli esperti dell’università milanese costavano il 46% in più dei corrispondenti articoli per adulti. L’esempio più clamoroso era quello delle patatine San Carlo (ma ripeto parliamo di anni fa): quelle da adulti e quelle per piccoli venivano presentate in due pacchetti delle stesse dimensioni, una però richiamava sulla confezione un film per bambini e conteneva un regalo a tema. Conteneva però 30 grammi di patatine, contro i 180 della versione per adulti. Prezzo della versione baby: il 180% in più dell’altra.

Le patatine fritte impacchettate non mi piacciono e per fortuna non ne sono particolarmente golosi nemmeno i miei figli. Per cui non frequento quello scaffale del supermercato e non so se la San Carlo nel frattempo abbia cambiato la propria politica dei prezzi. La certezza è che invece noi genitori continuiamo a spendere sempre di più per i nostri figli. Ne facciamo sempre meno, ma quelli che ci sono li viziamo. Lo dice un’indagine, questa è nuova, della Doxa, secondo cui, a fronte di consumi medi aumentati dell’1,2% nel 2016, e di una ricchezza del Paese sempre stagnante, i consumi per bambini aumentano del 7%. La buona notizia, almeno per i genitori a cui piace il cinema, è che il grande schermo è un’attrattiva ancora vivissima per i bambini. Gli incassi dei film per la fascia di età 3-13 anni sono aumentati nel 2016 di oltre il 34%. E vanno benissimo anche i libri per bambini, a dimostrazione che non è poi così vero che siamo un paese di non lettori, ma che la scuola fallisce nel compito di coltivare la naturale passione dei bambini per le storie, non riuscendo a farla crescere di pari passo con l’età. è anche la dimostrazione che noi genitori ci proviamo a regalare ai nostri eredi consumi culturali ricchi come quelli del cinema e della lettura. Anche se, c’è da dire, l’offerta, anche in questo campo, non è tutta di buon livello.

Proprio come si fa quando si acquistano le patatine, bisogna diffidare dalle lusinghe del marketing. Non sempre dentro la confezione per bambini, spesso più costosa, c’è un film o un libro migliore. E viceversa, ci sono film e libri destinati agli adulti che ai nostri svegli e amorevoli figli potranno ben piacere. Si tratta di informarsi prima. Sì, lo so: che fatica… Però pensate al vantaggio di evitare di sorbirsi film penosi!


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