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Lisbona: Tra memoria e futuro

Una cittą perfetta per famiglie amanti dell’arte e per giovani alla ricerca del divertimento

Mar 28 Mar 2017 | di Alessandra De Tommasi - Foto di @visitlisboa.com | Mondo
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Lisbona è come una macchina del tempo: ti catapulta nel futuro e ti riporta nel passato. Non è magia, tutt’altro: giri l’angolo e ti ritrovi in un’altra epoca. Per capirlo mi è bastata una passeggiata di pochi metri, la sera stessa dell’arrivo in aeroporto, tra luci soffuse e saracinesche abbassate. Nel cuore della capitale del Portogallo coesistono due anime, quella antica e quella moderna. La prima vive in negozietti un po’ scalcinati e dall’aria vissuta e romantica, tra una merceria e un calzolaio, mentre la seconda brilla dei colori sgargianti dei brand internazionali, in palazzi imponenti e davanti a vetrine accattivanti. Nessuna delle due prende il sopravvento, ma si avvicendano con garbo: in un solo colpo danno il benvenuto alle famiglie appassionate di storia e d’arte e ai giovani alla ricerca di un sano divertimento.

TUTTI A BORDO
In una nazione con lo stesso numero di abitanti della Lombardia (circa 10 milioni) è facile immaginare quanto le distanze siano relativamente vicine. Per girare in lungo e in largo Lisbona, quindi, bastano un weekend lungo e… scarpe comode. La particolarità della capitale risiede tutta nelle salite e nelle discese che mettono a dura prova la resistenza dei turisti, soprattutto nei mesi estivi e invernali, ecco perché il periodo migliore per visitarla resta la primavera (o l’autunno, se preferite). Il modo più pittoresco per avere un colpo d’occhio indimenticabile è il tram, un pezzo di storia restaurato e riportato in vita per rivivere il passato del secondo dopoguerra. Ricordate questo numero, 28: taglia a metà il quartiere di Alfama e racconta la città meglio di qualunque scarpinata. Chi ama l’avventura può salire a bordo del primo che incrocia e scoprire così viuzze caratteristiche e scorci sorprendenti.

UN MOSAICO SENZA PRECEDENTI
Parcheggiate la macchina o la moto, qui si cammina tanto, tanto, tanto, ma ne vale decisamente la pena, perché ogni casetta, nella sua semplicità, apre il mondo intero sui vicoli tanto intricanti quanto affascinanti che abbracciano Lisbona. Perché? Molte sono piccole, addirittura piccolissime, eppure piene di colori, decorazioni, bandiere e azulejos, le tipiche piastrelle smaltate del luogo. Regalano a ciascun quartiere, il distretto, un’impronta molto forte, anzi indimenticabile. 

LASCIARSI PRENDERE PER LA GOLA
Le calorie bruciate, scarpinando per il lungomare o i quartieri interni, possono essere facilmente recuperate con tutte le bontà che la cucina locale offre. Alcuni piatti sono singolari, come la Francesinha, un panino prosciutto e formaggio “annegato” nel sugo di carne con uovo all’occhio di bue come cornice. Meno impegnativo è invece l’Arroz de Pato, un risotto d’anatra con bordo croccante, comunque tra una zuppa e una frittura di pesce è sempre bene lasciare uno spazio sostanzioso per il dolce. Il migliore? Pastel de Belém, nato da un’idea di alcune suore e oggi celebrata da un tempio di questa meraviglia alla crema, la Pasteis de Belém, una pasticceria-ristorante accanto al Mosteiro dos Jeroinoms, uno dei luoghi più suggestivi della capitale. 

UN CASTELLO DA FAVOLA
Il monastero è solo una delle bellezze architettoniche di Lisbona. Il centro del quartiere neoclassico di Baixa, infatti, è il Castello medievale di Sao Jorge, da cui si gode una vista mozzafiato: la cinta di mura esterna abbraccia il borgo di Santa Cruz, il più antico della città, e dalla torre di Ulisse, che pare abbia fondato la città, sembra davvero di avere l’intero mondo ai propri piedi, mentre l’uliveto dei giardini ha il potere di chiudere fuori il rumore della capitale. Tra scavi archeologici e ricostruzioni multimediali, questo forte è una tappa obbligata per un pomeriggio di pace e relax. Appena sotto questo piccolo grande paradiso si staglia il Miradouo de Santa Luzia, con i suoi due mosaici strepitosi.

DISTRETTI PITTORESCHI
I mille volti di Lisbona si mostrano in tutte le loro contraddizioni a Bairro Alto, quartiere esclusivo, ma anche meta di ritrovo delle giovani generazioni. Il regno culturale di Lisbona resta però il Chiado, mentre le sponde del Tago sono il luogo più romantico: al porto di Restelo spicca la Torre di Belèm, un faro gotico piccino, ma mozzafiato. Il vociare degli abitanti del posto si alza come una sinfonia all’Alfama, classico labirinto di viuzze con negozietti tipici. 

LA MALINCONIA DEL FADO
Il ventaglio delle emozioni umane, che Lisbona riassume nell’architettura, ma anche nella cucina, trova la sua espressione più alta nella musica locale. Non si può salutare la città senza ascoltare un concerto di fado, un inno alla malinconia declinato in versioni più o meno bohemien. La struggente melodia è un viaggio nel viaggio, protetto come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco dal 2011 e a cui è dedicato anche un Museo, proprio ad Alfama. Quanta poesia!



LE INFINITE DECLINAZIONI DEL BACCALA'

Nessuno può lasciare la città senza aver prima gustato, in una delle sue mille varianti, il tipico baccalà del luogo. La tradizione dice che esista un diverso modo di cucinarlo per ogni singolo giorno dell’anno, vale la pena sperimentarlo (dalla frittata alla versione in umido, dalla panatura di pastella al classico fritto) e magari accompagnarlo con dell’ottimo Porto. Anche se il vino proviene in gran parte dall’omonima città, la capitale vanta cantine di grande pregio.

 



UNA BETTOLA ECCEZIONALE

Le guide turistiche raccomandano spesso ristoranti blasonati, cuochi a varie stelle e location mozzafiato, ma chi ama sperimentare i sapori veri del luogo preferisce localini defilati, che badano poco all’apparenza, ma che appagano i buongustai. Il posto in assoluto più imprevedibile si chiama O’Eurico, ovviamente si trova in cima ad una salita e non accetta prenotazioni. 
Il motivo è semplice: sempre affollatissimo, ha solo due stanze interne e offre sempre carne e pesce a dir poco eccezionali a prezzi molto, molto bassi. Basta passarci più di una sera, come la sottoscritta, per riconoscere i visi familiari degli avventori, amici dei proprietari e garanti della genuinità del luogo. L’aggettivo giusto per definirlo sarebbe “ruspante”, con le stoviglie e le verdure a vista, le panche spartane e le tovaglie di carta. Per intenderci, la cameriera stacca dal muro la lavagna gigante con i piatti del giorni e la porta tavolo per tavolo ai vari clienti: scordatevi il menù, qui anche la scelta dei vini è decisamente homemade!




UN CONSIGLIO A TAVOLA

I portoghesi sono straordinariamente ospitali e accoglienti, soprattutto a tavola. Prima ancora di ordinare da bere o mangiare, i camerieri portano ai clienti stuzzichini di ogni genere, dalle olive al formaggio locale, dai capperi ai fritti, ma non sono compresi nel coperto. Un consiglio: nel caso non fossero di vostro gradimento o semplicemente non aveste voglia di far lievitare il conto, meglio chiedere di riportarli indietro. Generalmente, comunque, i prezzi in Portogallo restano piuttosto contenuti: lo stile di vita è economico un po’ dovunque, ma i servizi sono eccellenti. 


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