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Il frutto dei poveri garantirà la cioccolata ai ricchi

Il cacao non basta più. Il fabbisogno verrà soddisfatto con la giaca

Mar 28 Mar 2017 | di Roberto Lessio | Ambiente
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Il frutto dei poveri è un’ottima risposta per la “crisi” del cioccolato, ma anche della produzione alimentare. 

Con la progressiva crescita dei consumi alimentari nei Paesi prima caratterizzati dalla povertà, Cina e India in primis, e che da soli rappresentano oltre un terzo della popolazione mondiale, stanno sorgendo problemi di approvvigionamento di alcuni prodotti agricoli per i Paesi ricchi. Uno di questi è il cacao. A livello mondiale, attualmente, se ne producono circa 3,7 milioni di tonnellate all'anno, ma la richiesta stimata per il 2020 è di 4,5 milioni. 

I PROBLEMI DEL CACAO
Non è possibile attendersi un parallelo incremento dell’offerta nei prossimi anni per vari motivi: coltivare la pianta del cacao, che si sviluppa solo nei climi tropicali e sub-tropicali, richiede grossi investimenti iniziali e la produzione vera e propria inizia solo dopo il quinto anno dall’impianto. Inoltre, per ottenere la pasta e il burro di cacao, occorre un lavoro lungo e particolare. Infine, la produzione dura circa trent’anni, poi bisogna procedere ad una nuova piantumazione. 
Si comprende bene la necessità per gli scienziati, le industrie del settore e per tutto l’indotto commerciale, di individuare altri tipi di coltivazioni che consentano di produrre e vendere cioccolata a prezzi accessibili, sia per le popolazioni meno abbienti che per quelle del mondo cosiddetto ricco. Ovviamente garantendo le medesime e riconosciutissime caratteristiche: aroma e sapore in primo luogo. 

CI PENSA LA NATURA
Come sempre è la Natura ad aver già individuato la soluzione. Si chiama “giaca” (nome botanico Artocarpus heterophyllus) ed è il prodotto del più grande albero da frutto esistente al mondo. I ricercatori dell’Università di San Paolo (Brasile), sulla rivista scientifica “Journal of Agricultural and Food Chemistry”, hanno riferito che i composti presenti nei semi di quest’altro albero tropicale producono aromi simili a quelli del cacao. Ma con la differenza che sono potenzialmente già disponibili e ad un costo notevolmente inferiore. 

LA RICERCA CONFERMA: È OTTIMO!
Come spesso avviene, la scoperta è arrivata per via indiretta. L’albero del “giaca” è considerato il cibo dei poveri in India. Il Brasile è il più grande produttore di cacao del Sud America e finora i semi di questo frutto (in inglese “jackfruit”) erano considerati rifiuti. Ma grazie alle sue caratteristiche nutrizionali, il giaca, pur appartenendo ad una famiglia botanica diversa, è risultato produttivamente molto simile al cacao. Gli studiosi brasiliani, guidati dalla ricercatrice Fernanda Papa Spada, hanno determinato che ben 27 farine, prodotte mediante acidificazione o fermentazione dei semi di questo frutto, potrebbero essere utilizzate per la produzione degli aromi del cioccolato.
Nella ricerca è stato anche chiesto ad un gruppo di valutatori di verificare le altre importanti caratteristiche di questa golosità: i sapori di nocciola, di caramello e degli aromi fruttati. L’esito è stato positivo. 
 



SANA ECONOMIA

Nelle Filippine, dove sono abituati a mangiare cibi particolarmente dolci, già dal 2012 c’è un progetto industriale per produrre cioccolata con i semi del giaca: il prodotto si chiama “Jacko”. Lo stabilimento dovrebbe sorgere a Los Baños, presso la città di Laguna. Nell’intenzione dei proponenti, i principali consumatori del prodotto dovrebbero essere i bambini, ma anche le persone attente alla propria salute. L’ipotesi produttiva, orientata al rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, è quella che caratterizza l’assunzione di cioccolata: prevenire e curare la tensione nervosa, prevenire la stitichezza, apportare potassio nell’alimentazione, oltre ad abbassare la pressione sanguigna.

 



NO COLESTEROLO

100 grammi di semi del frutto del giaca contengono 95 kilocalorie, ma solo 0,6 grammi di grassi e zero colesterolo. Contiene sostanze che aiutano la salute della vista e prevengono i danni provocati dai radicali liberi. Ha proprietà antiossidanti grazie alla vitamina C (100 gr. contengono circa 1/4 della dose media giornaliera raccomandata) ed è ricco di vitamine B6 e B1, che aiutano il sistema immunitario. La fibra  è lassativa e aiuta a proteggere il colon da alcune forme tumorali. 

 



Una risposta alla fame nel mondo

Il frutto del giaca è il più grande tra quelli che crescono sugli alberi e può arrivare a pesare anche 30 kg. Sotto il profilo alimentare è molto versatile: anche se meno che in passato, nella zona di origine (India) ancora oggi viene utilizzato come ingrediente principale per zuppe, dolci, bevande al latte, gelati e macedonie. Lo conservano facendolo bollire con sciroppo di zucchero, burro e latte di cocco. In sostanza questo frutto risulta il miglior candidato per risolvere uno dei principali rischi di competizione alimentare tra Paesi in via di sviluppo e Paesi ricchi. Anche perché è facile da coltivare, resiste a parassiti, malattie, alte temperature e siccità. 


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