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POLITICI VOLTAGABBANA

10 parlamentari ogni mese cambiano gruppo: solo tra senatori e deputati in carica ci sono stati 447 cambi. Un balletto che vanifica l’ordine democratico

Mar 28 Mar 2017 | di Francesco Buda | Attualità
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Hanno superato ogni record: ogni tre giorni un membro del nostro Parlamento cambia gruppo. Un primato mai raggiunto nella storia della Repubblica italiana. Mentre scriviamo questo articolo, sono 447 i cambi di casacca avvenuti tra deputati e senatori in carica. 

PARLAMENTATI O MERCENARI?
Protagonisti dei cambi sono 182 deputati e 131 senatori. Totale: 313. Lo stile 'ballerino' in quattro anni è ai massimi storici anche nella percentuale di coloro che sono passati da una casacca all'altra: il 32,9%, uno su tre! È il bilancio dell'Aula da ballo in cui sono stati trasformati Montecitorio e Palazzo Madama, sedi delle massime assemblee rappresentative del popolo italiano. 
Il numero dei cambi è maggiore del numero di coloro che hanno cambiato, perché alcuni sono passati da un gruppo all'altro più di una volta. Alcuni anche tre o quattro. Con il caso da guinness del senatore Luigi Compagna a quota sei, uscito e rientrato più volte in due gruppi: un pendolare di Palazzo Madama. 

IL NOSTRO VOTO? CARTA STRACCIA
Oltre all'aspetto quantitativo impressionante, questi numeri significano una cosa molto grave per la qualità della nostra democrazia: il voto dei cittadini è sempre più relativo. Le coalizioni scelte dal popolo vengono stravolte e il rischio di ribaltoni – magari per interessi non propriamente della collettività - è sempre in agguato. Il cambio di gruppo spesso si traduce in un passaggio dalla maggioranza all'opposizione o viceversa, con scenari ondivaghi, imprevedebili. Il confine sostenitori del governo ed oppositori è sempre meno definito e percettibile. Altro che stabilità e trasaprenza. Lo schieramento di maggioranza attuale, infatti, è assai diverso da quello uscito dalle urne e ha mutato volto più di una volta. 

MARKET MAGGIORANZA OPPOSIZIONE
L'ultima piroetta di palazzo è il passaggio in blocco di 51 tra deputati e senatori al neonato gruppo “Art.1 – Movimento Democratico e  Progressista” (MDP): quasi tutti provenienti dal PD e da SEL – Sinistra Italiana. SEL era alleata del PD alle elezioni politiche del 2013. Poi si è unita a Sinistra Italiana formata da fuoriusciti del PD, passando all'opposizione, e a dicembre scorso ha votato 'no' alla fiducia al governo Gentiloni. Ebbene, da SI - SEL ben 17 onorevoli sono rientrati a fine febbraio in maggioranza con MDP. Hanno incassato un viceministro e 8 vicepresidenti di Commissione. 

IL BALLO DEL PORCELLUM
Tutto ciò aggrava la già mortificante amputazione della democrazia dovuta al Porcellum, la legge elettorale definita “una porcata” dal suo stesso padre, il leghista Calderoli. Se ad esempio un partito conquista 10 seggi alla Camera, quelle poltrone vanno in automatico ai primi dieci della lista elettorale. 
Così siamo stati costretti a votare alle ultime politiche: gli italiani hanno potuto scegliere per davvero solo la lista in un sistema a liste bloccate. In buona sostanza, chi siede in Parlamento è stato deciso a priori dalle segreterie dei partiti. La frenetica mobilità dei nominati ‘eletti’ in tal modo, in Senato ha portato alla sparizione di Scelta Civica, il partito fondato dall'ex premier Mario Monti. I suoi aderenti sono migrati in altri sei diversi gruppi. Sinistra Italiana -  SEL  è crollata da 37 a 13 parlamentari. L'emorragia più grave la registra Forza Italia. Dissero di volerlo rilanciare sospendendo le attività del Popolo delle Libertà: il gruppo italoforzuto si ritrova con 48 deputati e 49 senatori in meno. In deficit anche il PD: 7 in meno alla Camera e 7 in meno a Palazzo Madama. Saldo negativo anche per i 5Stelle, che hanno perduto in totale 36 astri nei due rami del Parlamento. 

TRE GOVERNI IN  3 ANNI E 8 MESI
Senza dimenticare che questa legislatura ci ha riservato finora tre premier in meno di quattro anni: Enrico Letta, “sereno” e gabbato da Renzi, il rottamatore auto-demolitosi col referendum, e il placido mastino Gentiloni. Sottolineano gli osservatori di Openpolis, l'associazione che osserva le attività di Governo, Parlamento e Comuni e che ha monitorato i cambi di casacca in Parlamento: “Se l'attuale legislatura arriva a termine e se continua con questa media, supererà quota 500 cambi”. 

E non dite che sono attaccati alla poltrona!

 



Il campione

Il senatore Luigi Compagna ha il record dei cambi di gruppo: 6. Dal Misto a GAL, quindi ad AP. Torna poi in GAL, che abbandona per rientrare in AP, da dove va via per il terzo ingresso in GAL. La spola – per adesso – termina nel gruppo dei Conservatori e Riformisti. Nella sua carriera politica ha collezionato l'adesione a 11 partiti. 

 



I più ballerini

373 i parlamentari passati da un gruppo all'altro

59 deputati e 49 senatori hanno cambiato gruppo più di una volta

47 deputati e 36 senatori hanno cambiato gruppo due volte

9 deputati 12 senatori hanno cambiato gruppo tre volte

3 deputati hanno cambiato gruppo quattro volte 

1 senatore ha cambiato gruppo 6 volte 


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