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Smartphone e pc nemici della bellezza

È dermatologicamente testato: l'abuso di tecnologia non solo fa male, ma rende anche più brutti

Mar 28 Mar 2017 | di Barbara Savodini | Attualità
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Disidratazione, anni e stress? No, purtroppo non sono soltanto queste le cause dell'invecchiamento, perché, a quanto pare, una buona dose di responsabilità va attribuita alle tecnologie. Oltre ad aver ridotto i posti di lavoro con l'automazione, rivoluzionato i rapporti sociali e cancellato la nostra privacy, pare infatti che computer, tablet e smartphone stiano lasciando segni indelebili anche sul nostro corpo e, soprattutto, sul nostro viso. È quanto emerge dai più recenti studi dermatologici che, già da qualche tempo, parlano di digital aging, con riferimento agli effetti derivanti dall'uso smodato della tecnologia, e di tech neck per indicare le rughe che compaiono inevitabilmente sul collo e sul viso di chi, stando sempre incollato al cellulare, tiene molte ore il capo chino. 

La donna del futuro è piena di rughe: tutta colpa del pc
Niente paura, di digital aging e tech neck non si muore, però, entrambe le “patologie”, anche se il termine è improprio, contribuiscono a renderci complessivamente più brutti. Come? Le moltissime ore passate al pc, tra mail, chat e pagine web, per esempio, portano a corrucciare troppo spesso la fronte senza che ce ne rendiamo neppure conto; le luci artificiali, invece, ci fanno continuamente strizzare gli occhi mentre la postura con il tempo diventa ripetutamente e inevitabilmente scorretta. A tutti questi effetti si sommano le onde elettromagnetiche e la disidratazione, visto che coloro che passano moltissime ore al pc spesso si dimenticano di bere. A dare il colpo di grazia sono poi intervenuti gli smartphone che ci hanno spinto ad adottare tutta un’altra serie di movimenti completamente sbagliati con conseguenze gravi in termini di circolazione e indebolimento. Tenere a lungo la testa verso il basso guardando fisso il display provoca un forte rilassamento muscolare e contribuisce alla comparsa di rughe sul collo. Alle ore davanti al pc si sommano, in sostanza, quelle trascorse a fissare il piccolissimo schermo del telefono con conseguenze strabuzzamento degli occhi, in definitiva ancora più affaticati. La mimica facciale, secondo i più recenti studi, agisce in maniera potentissima sull’invecchiamento della pelle ed è tra la principale responsabile, assieme al sole, dei più fastidiosi inestetismi. 

Due “patologie” diverse ma affini
Chi soffre dell'una, di solito, soffre anche dell'altra, ma, in effetti, si tratta di due processi diversi. Con digital aging si intende l'invecchiamento 2.0, ovvero tutti quei disturbi causati dalle tecnologie, come il mal di schiena dovuto alla postura scorretta o un abbassamento della vista scatenato da un'esposizione prolungata alle luci artificiali incrociate di monitor e lampade. Tech neck, invece, è un neologismo coniato durante una recente ricerca condotta dai dermatologi della London Clinic e riguarda tutti quegli inestetismi derivanti dall'utilizzo dello smartphone, che si traducono in rughe perioculari e sul collo e nelle classiche borse sotto gli occhi. Comune a entrambi i disturbi c'è poi l'invecchiamento della pelle, attribuibile alle radiazioni luminose con conseguente formazione di radicali liberi. 

Donne e bambini le prime vittime
Le principali vittime sono le persone che sono costrette a stare molte ore al pc, ma, secondo gli ultimi dati del Censis, il primo smartphone in Italia si ha a sette anni. C'è da pensare, dunque, che tutte le nuove generazioni saranno soggette al tech neck e, più in generale, a un invecchiamento precoce della pelle con presenza di evidenti inestetismi. Le attenzioni dei ricercatori sono rivolte proprio ai più piccoli, in quanto inconsapevoli dei rischi ai quali possono andare incontro con l'avanzare dell'età. Tra i soggetti borderline anche le donne, perché, statistiche alla mano, sono coloro che trascorrono più tempo su internet (quasi il doppio degli uomini).

Come restare sani 
Assodato che il tech neck e il digital aging interessano trasversalmente grandi e piccini, uomini e donne, siamo davvero condannati alla bruttezza? Naturalmente no, anche se per invertire certe cattive abitudini ci vuole senz'altro determinazione e tanta forza di volontà. Per chi sta tante ore al pc, per esempio, è importantissimo concedersi delle pause a ritmi regolari, per fare per esempio una passeggiata o, ancora meglio, una corsetta. Per chi non può allontanarsi dal computer, fare qualche esercizio di stretching o di allungamento del collo può essere una valida alternativa. Per contrastare gli inestetismi della pelle, invece, la parola chiave è l'idratazione: ciò non significa soltanto bere tanto, ma anche vaporizzare dell'acqua sul viso o utilizzare creme anti-age contenti ceramidi, peptidi, acido ialuronico e antiossidanti. Un'alimentazione ricca di frutta e verdura e, quindi, di fibre, non potrà che essere d'aiuto. Quanto alla postura, fare esercizi non basta, bisogna sforzarsi di mantenere la schiena a un'inclinazione di 100-110°, ricorrendo magari ad un tipo di sedia regolabile. Per chi proprio non ci riesce, sono stati inventati dei correttori, neppure troppo costosi, che aiutano in questo senso. Una sorta di personal coach che, una volta indossato, combatterà per sempre il tanto temuto mal di schiena. È importante inoltre che la tastiera sia alla giusta altezza, così da mantenere le spalle rilassate. Il pc, infine, deve essere a una distanza compresa tra i 45 e i 70 cm.

 



Il Tech Neck

I termini tech e neck letteralmente significano tecnologia e collo e, insieme,  indicano gli effetti derivanti dall'utilizzo smodato dello smartphone sulla pelle e, in particolare, sulla cosiddetta zona Y, ossia l’area compresa tra mento e clavicole. Trattandosi di parti molto sensibili è facili che, con movimenti scorretti prolungati, diventino soggette a cedimenti e rughe. Per prevenire l’insorgenza di questi inestetismi gli studiosi suggeriscono  quindi applicazioni di  creme anti-age, una buona idratazione corporea e il posizionamento del cellulare, durante l'utilizzo, all'altezza quanto meno del petto se non proprio del viso.




L’IMPORTANZA DELLE PAUSE

Fare pause durante il lavoro al pc non soltanto ci aiuta a stare meglio, ma, a quanto pare, anche a conservare la nostra giovinezza. Piccole interruzioni di un paio di minuti ogni mezz'ora sono indispensabili così come allontanarsi dal computer almeno a pranzo. Anche se si adotta una posizione corretta, è importante cambiare postura, perché la staticità prolungata avrà effetti negativi sulla circolazione e su tutto il corpo. Potrebbero, per esempio, insorgere crampi o indolenzimenti muscolari. 




Combattere l'invecchiamento con il palming

Ridurre l'utilizzo dello smartphone è diventato praticamente impossibile, mentre le creme anti-age talvolta risultano molto costose così sempre più persone ricorrono al palming. Che cos'è? Una delle più praticate tecniche di rilassamento di occhi e mente, che, se ripetuta con costanza, non solo garantisce un forte rilassamento ma consente anche di combattere rughe e inestetismi. Mettere in pratica questa buona abitudine, molto conosciuta da chi frequenta corsi di yoga, è semplicissimo. Per prima cosa bisogna sfregare i palmi delle mani, in modo abbastanza vigoroso, poi si appoggiano sopra gli occhi. Il tutto mantenendo schiena e testa dritte, ma stando attenti a rilassare al contempo spalle e collo. Se dopo questa pratica si massaggiano bene sia il viso, per riattivare la micro circolazione, che gli zigomi e le tempie i benefici sono garantiti. Buio e silenzio non faranno che amplificare l'effetto relax. 


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