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La rivoluzione di Papa Francesco

La nuova comunicazione del Vaticano illustrata da Monsignor Lucio Adrian Ruiz

Mer 26 Apr 2017 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile
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Con l’elezione a Sommo Pontefice di Papa Francesco, quattro anni fa, il mondo intero intuì che sarebbe iniziata una rivoluzione. Tanti, credenti e non, cattolici e professanti altre religioni, hanno imparato ad ascoltarlo e apprezzarlo, conquistati dalla sua capacità di comunicare con chiarezza, semplicità e rispetto. I discorsi e le omelie quotidiane, le iniziative diplomatiche e le opere di carità, i selfie e le telefonate a sorpresa, qualsiasi cosa riguardi il Papa diventa evento, sulle tv e sui giornali di tutto il mondo, così come sul web. Consapevole dell’importanza della comunicazione, dello sviluppo dei media digitali e dei fenomeni di convergenza e interattività dei vari canali, il Pontefice ha deciso di rivoluzionare l’intero sistema informativo della Santa Sede. Ne abbiamo parlato con il Monsignore Lucio Adrian Ruiz, segretario della nuova Segreteria della Comunicazione affidata al Monsignore Dario Edoardo Viganò.
 
Come sta cambiando l’informazione della Santa Sede?
«Tenendo conto dell’attuale contesto comunicativo e dello spirito missionario connaturato alla Chiesa, è ormai necessario ripensare il nostro sistema comunicativo, consapevoli che la multimedialità è fondamentale, anche nelle zone più disagiate del Pianeta. Per questo, sta per partire il portale unificato delle informazioni della Santa Sede: è un momento bello, ma anche difficile. Il nostro progetto, molto più che un aggregatore di news, è una finestra comunicativa verso il mondo, frutto di lunghe ricerche. Sarà lo strumento del Papa per portare il suo messaggio fino ai confini della Terra». 
 
Le preesistenti strutture vaticane come la Radio e il Centro Televisivo, confluiscono nella nuova Segreteria della Comunicazione?
«Sì, le varie strutture comunicative stanno confluendo nel nuovo dicastero: stiamo affrontando una grande sfida insieme a tante persone che finora hanno lavorato con impegno. Dalle radici di un grande lavoro di evangelizzazione, siamo chiamati a formarci e aggiornarci per costruire qualcosa di completamente diverso. La nuova Segreteria della Comunicazione è una grande famiglia molto coesa, a partire dal prefetto Monsignor Viganò, ma soprattutto da Papa Francesco che è il più entusiasta di questo processo di riforma iniziato con Giovanni Paolo II dopo il Giubileo del 2000. Papa Bergoglio ci ha infuso molto entusiasmo per la realizzazione di questo progetto, trasmettendoci la convinzione che non può trattarsi solo di un cambiamento di management o di gestione economica: c’è bisogno soprattutto di una profonda ispirazione missionaria degna della Chiesa Cattolica!».
 
Quali sono le sfide più difficili da affrontare?
«Ce ne sono molte, a partire dalla necessità di essere maturi e capaci di offrire dei contenuti all’altezza del nostro compito: ci stiamo impegnando a coltivare la nostra anima per avere ispirazione e creatività adeguate.
Contemporaneamente, consapevoli che il mondo intero vuole essere raggiunto dai gesti, dalle meditazioni e dalla tenerezza del Papa, dobbiamo realizzare un prodotto accessibile a tutti. È una grande sfida confezionare dei contenuti multimediali di qualità, tenendo conto non solo delle tante lingue e culture raggiunte, ma anche del notevole “digital divide” (divario nell’accesso effettivo alle tecnologie dell'informazione - ndr) di cui soffrono molte Nazioni. È necessario, inoltre, considerare la situazione sociale e politica di alcuni Paesi, nei quali l’utilizzo della Rete è controllato, con molti contenuti vietati».
 
Da esperto e docente, per molti anni si è occupato del servizio internet del Vaticano. Come sta vivendo questo nuovo incarico?
«Come sacerdote sento forte il desiderio di mettere tutto me stesso, insieme al Prefetto monsignor Viganò e all’intero staff, per onorare al meglio questa grande responsabilità che il Pontefice ci ha affidato. Nessuno di noi ha una ricetta da seguire, stiamo realizzando una realtà nuova che deve coinvolgere in una passione missionaria un gruppo di seicentocinquanta persone. È entusiasmante costruire uno strumento che permetta di condividere con tutti le emozioni e meditazioni spirituali sperimentate dalle migliaia di persone, che continuamente incontrano e ascoltano il Papa. Vorrei permettere ad ognuno di sentirsi abbracciato da questa bellezza».
 
Quale atteggiamento sta cercando di trasmettere ai suoi collaboratori e ai numerosi giornalisti vaticani?
«Per ognuno di noi non è semplice ripensare la propria cultura e professionalità, adeguandoci alle intuizioni di Papa Francesco e a una realtà informativa che cambia così velocemente. Dobbiamo fare molta formazione, ma soprattutto essere umili e imparare ad ascoltare: abbiamo il privilegio di essere al centro di un grande flusso di amore che dobbiamo vivere in prima persona, evitando di trasmetterlo in modo freddo e scontato. I mass media ci spingono continuamente a cercare l’intrattenimento e a rifiutare l’approfondimento: noi vogliamo trovare la strada per trasmettere i valori in modo attraente».

In tutto il mondo i sondaggi evidenziano una continua perdita di fiducia nei confronti delle Istituzioni e dei mezzi di informazione. Che contenuti proporrà il nuovo portale per fronteggiare questa tendenza? 
«Possediamo un tesoro enorme da trasmettere ad un mondo che aspetta messaggi di misericordia e riconciliazione: la mia esperienza è che quando sono offerti, il pubblico li accoglie sempre con gioia. Abbiamo il difficile e affascinante compito di comunicare l’amore ad adulti e a nativi digitali, ormai abituati ad esprimere vitalità, bisogno di relazione e interessi attraverso i nuovi device e i social network. Non possiamo essere assenti; dove è l’uomo, lì deve essere la Chiesa. Dio si fa bambino per entrare nel mondo e portare il suo messaggio secondo la cultura dell’epoca: l’esempio di Cristo è questo! Siamo chiamati a fare altrettanto nel nostro tempo, comunicando la presenza di Dio attraverso risposte concrete a problematiche personali, familiari e professionali. Dobbiamo parlare all’anima e contemporaneamente dare alla ragione una spiegazione della nostra speranza. A volte nella storia si è voluto contrapporre in modo falso la ricerca di Dio con il rispetto del nostro intelletto».
 
Quali errori la Chiesa dovrebbe evitare di ripetere nella sua comunicazione?
«Vogliamo annunciare un incontro, non una regola da osservare. Purtroppo nel corso dei secoli la Chiesa è spesso caduta nel terribile errore di ridurre ad un insieme di precetti l’immenso amore del Signore e il cammino verso di Lui. Gesù stesso ha rifiutato in modo netto questa riduzione, affrontando fino in fondo l’ipocrisia e testimoniando che solo l’amore fa la differenza. Dobbiamo umilmente ammettere che Gesù può metterci in crisi, perché ci pone di fronte a noi stessi; queste difficoltà poi si moltiplicano nelle relazioni e nelle famiglie, fino ad arrivare all’intera società e alle varie civiltà. Nessuno è detentore della verità e tantomeno la si può imporre. La vita è pienamente solo in Gesù e con Lui possiamo sperimentare un’esistenza autentica e libera». 
 
Cosa ha ricevuto in dono da Papa Francesco?
«L’attuale Pontefice è la rivoluzione della normalità e della misericordia. Francesco, nel tempo dell’efficienza e della fretta, ci testimonia quotidianamente la necessità di un’esistenza semplice, insegnandoci a non aver paura di un abbraccio e della condivisione fraterna. Mi ha donato un Vangelo spronandomi a leggerlo e mi ha aiutato a riscoprire che anche io ho bisogno di amore e tenerezza». 


 
 
LA NUOVA COMUNICAZIONE DELLA CHIESA 
Con il Motu Proprio del 27 giugno 2015 Papa Francesco istituiva la Segreteria per la Comunicazione, come referente unico del sistema comunicativo della Santa Sede. Il nuovo Dicastero, affidato alla direzione del Monsignore Dario Viganò, ha il compito di ripensare la comunicazione vaticana, anche attraverso la riorganizzazione e l’accorpamento di tutti gli organismi fino ad allora competenti, tra i quali il Centro Televisivo, la Radio e l’Osservatore Romano. Alla stessa Segreteria fanno capo anche il sito web istituzionale della Santa Sede www.vatican.va e il servizio Twitter del Sommo Pontefice. L’attività sui social network del Papa è sempre più importante e seguita: basti pensare che l’account @pontifex ha superato i trentadue milioni di follower in 9 diverse lingue! 
Monsignor Lucio Adrian Ruiz, nato a Santa Fe (Argentina) nel 1965, è stato scelto da Papa Bergoglio come Segretario del nuovo Dicastero responsabile della comunicazione della Santa Sede. Esperto informatico e docente universitario, dal 2009 è stato a capo dell’Ufficio Servizio Internet Vaticano.

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