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Le emozioni non sono la verità

La scimmia nuda chatta: Regredire nel vortice dei social network

Mer 26 Apr 2017 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Lo ammetto, Facebook è straordinariamente attraente! Ci mette in contatto continuo con moltissime persone, ci informa, ci diverte, ci colpisce. 

Ma quanto ci stimola ad aprirci di più agli altri? Beh, potrebbe; ma per assurdo il rischio è che invece aumenti la nostra chiusura al diverso e al nuovo. 

La soglia di attenzione nel leggere un testo o vedere un video è drammaticamente calata nel giro di pochi anni, fino ad arrivare a pochissimi secondi, dopo i quali le persone automaticamente passano ad altro. 

Se l'attenzione cala, aumenta il tasso di superficialità rispetto ad ogni approfondimento di argomento o di relazione. Un vortice di emozioni, informazioni (spesso false) e (non)relazioni che mandano in confusione... eppure in tanti hanno difficoltà a staccarsene. 

Infatti, tra superficialità, falsità, vanità e dosi di violenza crescenti, le emozioni forti che riceviamo agiscono a livello inconscio rendendoci sempre più dipendenti. 

Ma anche più arrabbiati, timorosi e insofferenti a tutto ciò che è diverso, pronti a reagire con violenza, seppur solo verbale. Ad essere non solo più istintivi, ma direi più bestiali. Perchè troppe emozioni mortificano la vita che è in noi. Confondono la verità.

Possiamo dire che queste nuove tecnologie generano una regressione individuale e sociale? No, direi di no, non la generano loro, ma certamente la accelerano. 

Se utilizziamo questi strumenti con spirito giusto e a piccole dosi, ma soprattutto per relazionarci con persone degne, beh allora possono darci tanto. 

Ma difficilmente possono darci più di un bel libro o di una conversazione con una bella persona, o di una sana passeggiata nella natura, o di un po' di sport grintoso.


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