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Se la scuola dell’obbligo è solo per ricchi

Lo scandalo dei bonus libri fa il giro d’Italia: due anni per avere i rimborsi e solo tre Regioni sono in regola

Mer 26 Apr 2017 | di Barbara Savodini | Attualità
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Manca poco alla fine della scuola e tanti studenti delle scuole medie ancora attendono i bonus libri che avrebbero dovuto ricevere all'inizio dell'anno. Lo scandalo dei rimborsi, purtroppo, va addirittura oltre e ci sono Regioni in cui si aspettano anche due anni per averli. Come se frequentare le scuole dell'obbligo e non avere la possibilità di acquistare decine di libri, i cui titoli puntualmente cambiano, non fosse abbastanza frustrante. Così, ai malcapitati studenti non resta neppure la possibilità di poter utilizzare qualche volume ereditato dal fratello maggiore o, magari, preso in prestito dalla biblioteca della scuola. Il caso, partito da un Istituto nella periferia di Napoli, ha velocemente fatto il giro d'Italia: si è scoperto in questo modo che non si trattava di un episodio isolato bensì di quanto avviene ordinariamente in almeno quattro Regioni d'Italia. Oltre alla Campania, la stesso accade in Piemonte, Sicilia e Molise. Va meglio, di pochissimo a dire il vero, in altre parti dello Stivale, ma è solo nelle Regioni a statuto speciale che i bonus arrivano in maniera puntuale. 

Il monitoraggio di Save The Children
A mettere nero su bianco qualche dato è stata all'inizio dell'anno scolastico “Save The Children”, Onlus tra le più attive al mondo nella lotta per i diritti dei bambini. Forti ritardi nell’erogazione dei bonus, procedure di assegnazione poco flessibili e sussidi che non coprono quasi mai la spesa reale documentata dalle famiglie sono le principali cause, per cui, al suono della prima campanella, molti alunni in difficoltà economiche non hanno avuto e non avranno il materiale didattico necessario. Dal monitoraggio è emerso che le uniche eccezioni sono rappresentate da Valle d’Aosta, Trentino e Friuli-Venezia Giulia, le sole Regioni che garantiscono il comodato d’uso gratuito a tutti gli studenti frequentanti le scuole dell’obbligo, a prescindere dalla loro condizione economica e che inviano i contributi direttamente agli istituti. Per rendersi conto della gravità della situazione, basta pensare che attualmente quasi una famiglia con almeno un figlio minore su dieci ha avuto un livello di consumi al di sotto della soglia di povertà assoluta e che i dati sono destinati a peggiorare. 

Anche le rassicurazioni arrivano in ritardo
Il monitoraggio, allarmante, non ha lasciato indifferente il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che ha promesso procedure più snelle e un impegno di tutto il Governo in questo senso. “Save the Children” ha accolto con favore tali rassicurazioni, ribadendo come l'unica strada percorribile appaia quella seguita dalle Regioni virtuose, che erogano i rimborsi direttamente agli istituti, consentendo così agli studenti di avere nello zaino tutti i libri necessari già il primo giorno di scuola.


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