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Come ti immagini Dio?

Il mondo, la vita e la religione visti da un gruppo di ragazzi cristiani, ebrei e musulmani

Gio 25 Mag 2017 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile
Foto di 4

Dieci anni fa, Gualtiero Peirce nel suo documentario “Primo giorno di Dio”, raccontò le emozioni di un gruppo di bambini di tre scuole confessionali di Roma, una cattolica, una ebraica e una musulmana. Oggi lo stesso regista li ha nuovamente incontrati, realizzando l’emozionante docu-film “Almeno Credo”. Attraverso le immagini della prima premiata opera emerse che, nonostante la diversità di culture, religioni, abiti e rituali, i bambini chiedevano a Dio le stesse cose e ricevevano le medesime risposte. Grazie alla nuova opera “Almeno Credo” è interessante scoprire come sono cambiati quei bambini divenuti adolescenti, come vivono ora il rapporto con la religione e come hanno reagito a questi dieci anni attraversati anche da tanta violenza terroristica spacciata come “guerra santa”.
 
I suoi sono stati dieci anni in ascolto.
«Il titolo di questo secondo documentario – ammette il regista Gualtiero Peirce – è un dono arrivato dall’anima di questi ragazzi. In tempi così nichilisti e apocalittici, “Almeno Credo” ci svela la bellezza dei nostri figli, dai quali riceviamo una lezione di vita che va molto oltre il dialogo interreligioso, nonostante le ansie dell’adolescenza e degli enormi problemi che si trovano ad affrontare. Ci sono ragazze addolorate che vorrebbero spiegare il senso del velo che indossano e invece sono costrette a sentire per strada le litanie degli ignoranti; ci sono arretratezze aberranti che ancora costringono i ragazzi ebrei a non girare con la kippah (lo zucchetto rituale ebraico - ndr) sul capo per la capitale d’Italia, ragazzi che anche per questo sentono Israele come il paese a cui appartengono; ci sono anche le paure sull’immigrazione, veicolate mille volte dai media, che fanno vacillare il grande valore cristiano dell’accoglienza. Eppure ciascuno di loro continua a guardare al presente e al futuro con un sorriso: con la forza di chi crede. Devo ringraziare molto chi, durante questo lungo periodo, ha avuto fiducia in me, tra studenti, genitori, insegnanti e religiosi».

Cosa la stupì dieci anni fa?

«Dieci anni fa rimasi stupito dalla purezza di quei bambini, ma oggi temevo che gli stessi, ormai cresciuti, fossero divenuti più chiusi e meno sinceri. Invece, mi hanno stupito questi adolescenti che con semplicità hanno espresso la loro fede, non solo in Dio, ma soprattutto nella vita, nel futuro e negli altri. Inoltre, mi hanno insegnato ad ascoltare, nei mesi passati dietro le telecamere e in sala di montaggio video; non so se sono riuscito a proporre un film all’altezza della profondità e bellezza di questi ragazzi». 

Lei, almeno crede?

«Domande e risposte, dubbi e certezze, gioie e paure di questi ex bambini, appartengono anche a te e a ognuno di noi. Forse hai finto di dimenticare o hai smesso di crederci, sommerso dal cinismo che ti circonda; ma in fondo all'anima anche tu cerchi l’amore di un Padre e di una Madre nel quale confidare senza dubbi. Ognuno conserva dentro di sé semplicità, accoglienza e apertura della nostra infanzia; nessuno vorrebbe mai perdere la fiducia nella vita e negli altri. Al di là delle religioni, dobbiamo tornare a riconoscere la sacralità della vita che ci è stata donata, rispettandola in noi stessi, negli altri e nella natura. Le nuove generazioni ci chiedono di liberarci di pregiudizi e immaturità: soprattutto a genitori e educatori, laici e religiosi, atei e credenti, spetta la responsabilità di sostenere lo sviluppo e la libertà di tanti ragazzi, pronti per cambiare il mondo e riaccendere la nostra speranza».     

 


Almeno credo


La storia inizia quando in una scuola cattolica era l’anno 2007, nelle aule ebraiche il 5767 e fra i banchi islamici il 1527. Gualtiero Peirce, regista, autore, scrittore e giornalista, provò a raccontare il primo incontro tra la spontaneità dei bambini di prima elementare e l’insegnamento della religione in tre scuole confessionali. Ne uscì l’emozionante documentario “Il primo giorno di Dio” mandato in onda su Rai3 dall’allora direttore Paolo Ruffini, oggi alla guida di TV2000, che ha sostenuto la realizzazione del recente film-doc “Almeno Credo”. A distanza di dieci anni, Peirce ha incontrato gli stessi bambini, ormai adolescenti, per documentare com’è cambiata la loro vita e la loro relazione con Dio. Trasmesso sul canale televisivo della CEI e proiettato in alcune sale cinematografiche, “Almeno credo” è disponibile sul canale YouTube di TV2000: un racconto toccante e un utile strumento di riflessione su temi di grande attualità come il vero significato della fede e la ricerca del dialogo interreligioso.

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