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Cipro, la sottile linea verde

Divisioni e muri, check point e occupazioni

Gio 25 Mag 2017 | di Fabiana Magrì | Mondo
Foto di 19

Mi sembra doveroso, oltre che una bella opportunità, rendere omaggio ai posti e alle persone che tanto investono per mostrarsi al meglio. Questa è stata la spinta per visitare Cipro, soprattutto perché quest'anno una delle sue città, Pafos, è stata nominata Capitale Europea della Cultura.

L’isola ha molti vantaggi. È facilmente raggiungibile anche con voli low cost per Larnaca e Pafos. È piccola (poco più estesa dell’Umbria e poco meno dell’Abruzzo) così che si possono visitare molti posti in poco tempo. Il costo della vita è piuttosto basso, tanto che mangiare fuori risulta più conveniente che in Italia.

Prima di tutto, però, bisogna considerare che a Cipro lo scenario politico, etnico e religioso è molto complesso e delicato, il che rende la meta estremamente interessante. Divisioni e muri, check point e occupazioni... L’isola è attraversata da una linea verde che separa la Repubblica di Cipro - con il 59% del territorio abitato da popolazione greco-cipriota - dall’autoproclamata Repubblica Turca di Cipro Nord, cioè non riconosciuta dall'ONU e dalla comunità internazionale, ad eccezione della Turchia - pari al 38% del territorio e abitata da turco-ciprioti. Con il passaporto in mano, non si può fare a meno, attraversando il Paese da una parte all’altra, di parlare con le persone, osservare e riflettere. Così come è stato inevitabile, per le istituzioni che partecipano a Pafos2017, portare all’attenzione del pubblico  il tema della necessità di colmare le differenze tra le comunità cipriote di origine greca e turca. A completare il mosaico, c’è un restante 3% dell’isola occupato dalle basi militari inglesi di Akrotiri e Dhekelia, abitate per metà da ciprioti e per l’altra metà da cittadini britannici, sotto la giurisdizione del Regno Unito.
 
PAFOS2017: OPEN AIR FACTORY
Tutta la città di Pafos è un gioiello a cielo aperto che testimonia una storia iniziata oltre ottomila anni fa. Il grande parco archeologico con resti di palazzi, ville, teatri, bagni, templi, mosaici, un’area di quasi 3 chilometri quadrati alle spalle del porto, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO sin dal 1980. È evidente come il concetto di cultura all’aria aperta faccia parte del DNA di Pafos e si capisce perché sia stato adottato come tema della programmazione della Capitale Europea della Cultura, declinato secondo il motto “Linking Continents - Bridging Cultures”, ossia “Unire continenti e costruire ponti tra culture”. Esso racchiude un messaggio di apertura non solo degli spazi, ma anche della mente, uno sguardo verso il futuro e la volontà di collegare Pafos, crocevia strategico nel Mediterraneo, con il resto del mondo.
 
COSTRUIRE PONTI
Da amante del contemporaneo, per innamorarmi di Pafos è bastata una passeggiata lungo il mare tra il porto e il faro, una bellissima promenade: il pavimento di lastroni di pietra è intervallato da passerelle in legno che si allungano sopra gli scogli, facilitando l’affaccio sul mare. A poche decine di metri l’una dall’altra, piccole stazioni offrono sedute, ombra e una cornice per il panorama. Ad aggiungere valore e bellezza, l'organizzazione Art de Fact ha invitato appositamente per Pafos2017 sei artisti ciprioti a creare installazioni lungo il percorso, una sorta di museo contemporaneo a cielo aperto che costeggia il sito archeologico e rafforza il legame tra le persone e il luogo. Proprio i luoghi sono una chiave di lettura molto interessante per gli eventi della stagione culturale. Interessati da importanti interventi strutturali in vista di quest’anno speciale, il quartiere abbandonato di Moutallos, Piazza Kennedy e Piazza 28 Ottobre, il Castello Medievale, il teatro Markideio, l’antica locanda Ibrahim Khan, il cinema Attikon sono i principali palcoscenici per spettacoli dal vivo, concerti, rappresentazioni teatrali, mostre.
 
IL QUARTIERE CHE NON ‘APPARTIENE’ A NESSUNO
Il quartiere Mouttalos è emblematico delle conseguenze della divisione in due di Cipro, dopo l’occupazione da parte della Turchia. Abbandonato dai proprietari turco-ciprioti, che hanno lasciato le loro case dopo l'invasione del 1974 per spostarsi nel nord di Cipro, Mouttalos non è ‘appartenente’ più a nessuno. È proprio questa situazione che il progetto artistico “Coming Together in Mouttalos” (inaugurazione il 20 settembre) mira a presentare, nel quartiere che fu abitato dai ciprioti turchi nel decennio dell'indipendenza di Cipro dal 1964 al 1974. Artisti di entrambe le etnie installeranno delle opere per cercare di ricollegare il passato con il presente, avvicinando le due comunità.
L’EVENTO DI PUNTA DELL’ESTATE 
Segna il giro di boa dell’esperienza di Pafos2017 l’evento estivo Eternal Voyages (sabato 1 luglio). Conquistatori, visitatori, pellegrini, migranti e rifugiati compongono la trama di questa performance, che, attraverso il teatro, la musica, le arti performative e una tecnologia all'avanguardia, racconta la storia di Pafos e della sua natura di luogo d’incontro per diverse culture e persone provenienti da tutto il mondo, dall’antichità ai giorni nostri. Che sia stata pacifica o violenta, questa fusione di lingue, idee e percezioni ha portato a una città tollerante e ospitale.
 
PAUSA RELAX
25 chilometri a nord di Pafos, immersa nel verde, è nascosta una piccola gemma. Inaugurato nella primavera del 2009, Ayii Anargyri Spa Resort è un boutique hotel con diverse tipologie di alloggi: suite con giardino, bungalows o camere classiche. La cucina del ristorante Amaroula è a base di prodotti locali e lo chef è esperto di cucina cipriota. Unico centro termale nella regione di Pafos, la spa di Ayii Anargyri offre una gamma di trattamenti, partendo dai bagni nelle acque sulfuree della vicina sorgente di Ayia Anastasia.
 
LA ROCCIA DA CUI NACQUE VENERE
Il mare di Cipro è molto bello, un po’ meno le spiagge. Con un’eccezione! La roccia di Afrodite è il faraglione di Petra tou Romiou, 25 chilometri a est di Pafos, lungo la costa. La spiaggia di ciottoli lisci, bianchi, grigi e blu è tra le più suggestive dell’isola. Nonostante il divieto di arrampicarsi, pochi resistono alla tentazione di salire in cima alla roccia (e non è poi così pericoloso), soprattutto se si riesce ad arrivare all’ora del tramonto sul mare.
 
UN PAESE CHE SEMBRA DIPINTO
Superata la spiaggia di Petra tou Romiou si esce dalla Regione di Pafos e si entra in quella di Limassol. Il primo paese che si incontra è Pissouri, di origine bizantina, famoso per la produzione di uva da tavola. Da qui il nome della taverna con stanze “Bunch of Grapes”, un posto incantevole dove assaggiare l’assortimento di meze, una selezione di piccoli piatti di carne, pesce e verdure, tipico pasto dell’area del Levante, della Grecia e del Medio Oriente. Originariamente era il maniero del villaggio e si stima che l’edificio abbia oltre 200 anni. Da 40 anni è una locanda a gestione familiare, unica nel suo genere per l’atmosfera che si respira, un’ospitalità che ti fa sentire qualcosa di più intimo di un semplice cliente. Si mangia e si pernotta a prezzi quasi simbolici. Chiedete di assaggiare il tipico vino dolce Commandaria, una specie di Porto cipriota: è il più antico vino ancora in produzione, se ne trova traccia nelle cronache che risalgono alle crociate del XII secolo. E molto probabilmente l’assaggio ve lo offrirà la casa. Il paese sembra uscito da un dipinto o da un film: tutto ruota intorno alla piazza centrale occupata da locande e bar con tavolini all’aperto, alla banca, al municipio e alla chiesa di Apostolou Andreas, un magnifico edificio in pietra in stile gotico. 
DA NICOSIA, CAPITALE DIVISA, A FAMAGOSTA, CITTÀ FORTIFICATA
Sarebbe davvero un’occasione sprecata lasciare Cipro senza affacciarsi nella realtà al di là della linea verde. Nicosia è attualmente l’unica città in Europa ancora divisa da muri e check point. Il passaggio da una parte all’altra è consentito a tutti, dietro esibizione del passaporto. Si può attraversare la separazione a piedi e in alcuni check point anche in auto, pagando una piccola cifra per l’assicurazione nei territori occupati. Ottenere indicazioni precise e sollecite per passare nella parte settentrionale non è scontato. Per i greco-ciprioti l’illegittima occupazione da parte della Turchia è un nervo scoperto ed è facile urtare la sensibilità delle persone su questo argomento. Se nel lato meridionale la città ha un aspetto occidentale, appena varcato il confine ci si trova in pieno Medio Oriente, tra suq e moschee. Data la posizione di Nicosia, a cavallo tra i Monti Trodos e la grande pianura della Mesaoria, il passaggio dalla legittima Repubblica di Cipro a quella autoproclamata turca è un salto non solo culturale, ma anche di paesaggio. Allontanandosi dalla città, dopo pochissimi chilometri sul lungo rettilineo che porta a Famagosta, ci sono due fattori che balzano subito all’occhio: militarizzazione e islamizzazione. A nord della Mesaoria, sulle pendici della catena montuosa Pentadaktylos che nasconde il mare, un gigantesco tatuaggio segna il panorama. È la bandiera di Cipro del Nord, basata sulla bandiera della Turchia, l'unico paese a riconoscerlo come Stato, con i colori invertiti e due strisce rosse orizzontali aggiunte in alto e in basso. I simboli sono quelli dell’Islam, la mezzaluna e la stella rossa. Il fondo è bianco, come nella bandiera di Cipro. Accanto alla bandiera c’è anche il motto “Quanto è felice chi dice ‘Sono un turco’“. Fin dal 2010 la parte greco-cipriota ha presentato all’Unione Europea formale protesta contro il segno, stigmatizzandolo sia come pericolo ambientale, a causa dei materiali tossici utilizzati, sia come atto di provocazione verso la loro comunità. Passato lo stupore per questa presenza davvero invasiva, un altro dettaglio colpisce l’attenzione. I paesi che si attraversano prima di arrivare a Famagosta sono piccoli agglomerati di abitazioni e capannoni. Quasi per ciascuno di questi si può notare una nuova e imponente moschea appena inaugurata o ancora in costruzione.  Oggi Famagosta è una meta essenzialmente turistica, dove passare ore a visitare le mura, i resti delle tante chiese distrutte e cattedrali, alcune convertite in moschee dopo la prima conquista turca e ancora in uso (come la Moschea Lala Mustafa Pasha, originariamente Cattedrale di San Nicola), la Torre di Otello e altri monumenti. Il tour è bellissimo, ma impegnativo. La scusa è perfetta per terminare il viaggio con un dolce da Petek, straordinaria pasticceria che spazia dai tipici dolci turchi ai cioccolatini e ai gelati. La sosta è ideale per addolcire le note amare di un viaggio intenso e pieno di contrasti.

 



Fate attenzione!


In generale, evitate di dormire nelle città sul mare. Per quanto gradevoli da visitare, l’offerta delle strutture alberghiere è piuttosto deludente. Meglio optare per i piccoli centri in collina o montagna, distanti al massimo mezz’ora dalla costa, ma con tutt’altro sapore e atmosfera. Fate attenzione anche ad un’altra cosa: che Cipro sia stata colonia inglese è evidente fin dal momento in cui si noleggia un’auto e si deve familiarizzare con la guida a sinistra. Meglio quindi noleggiare una vettura col cambio automatico.

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