acquaesapone Bambini
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Ho letto l’articolo e Cristina è nata

Vedo la rubrica di A&S sull’associazione che aiuta le mamme in difficoltà come me. Li chiamo, mi spiegano e decido: niente aborto

Mer 28 Giu 2017 | di Patrizia Lupo | Bambini
Foto di 2

Le nostre condizioni economiche sono diventate critiche in pochi anni. Presi dal vortice della crisi, ci siamo ritrovati a fare i conti senza riuscire a farli quadrare. Io avevo smesso di lavorare come impiegata dopo la nascita del secondo figlio e la nostra economia poggiava solo sull’attività di mio marito, piccolo artigiano nell’edilizia. Si andava avanti sperando, intanto ci si doveva accontentare anche di 600 euro al mese. Scoprire di essere incinta è stato un duro colpo per entrambi. Mai avremmo pensato di dover rinunciare ad un nostro figlio eppure adesso eravamo lì, soprattutto io, a pianificare le cose per fare un aborto. Ero nel panico e volevo liberarmi subito del “problema” cercando anche di anticipare la data per farlo. Volevo tornare a lavorare, ora che il piccolo aveva 18 mesi. Nel mio immaginario vedevo il nuovo arrivato come una minaccia, pensavo che avrebbe tolto qualcosa ai fratelli, che chissà potevamo finire in mezzo ad una strada o che altro. Mio marito invece cercava di mantenere la calma. La mia ansia si è placata quando ho raggiunto quello che volevo fissando la data per l’intervento. Adesso la nebbia dentro di me si diradava e  cominciavo a riflettere. Una decisione del genere mi pesava e non stavo in pace, ero già mamma, sapevo cosa significava portare un figlio in grembo e sentirlo crescere, ma mi ci vedevo quasi costretta a fare ciò che non volevo. In quei giorni leggo sulla rivista “Acqua & Sapone” l’esperienza di una famiglia simile alla nostra che riesce a non fare l’aborto e ad accogliere il figlio grazie all’aiuto di  un’associazione: il Segretariato Sociale per la Vita. Chiamo e già per telefono spiego la nostra situazione. Ci possono aiutare - così dicono - e mi propongono un colloquio. Con mio marito andiamo e ci parlano del Progetto Gemma, un contributo economico per 18 mesi che possono darci  per sostenere le spese del bambino; poi per noi che avremo tre figli ci informano sugli aiuti economici dello Stato e di altre cose di cui ignoravamo l’esistenza. «Se ci aiutate, il bambino lo teniamo». La risposta non si è fatta attendere ed è continuata come avevano promesso. Siamo andati via con un peso in meno sullo stomaco e una speranza nuova, quella che ha fatto nascere Cristina.    


Condividi su: