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Spiagge a misura di bambino

Sono 134 le località italiane che hanno ricevuto la Bandiera Verde, certificato di qualità e sicurezza rilasciato da un team di 200 pediatri

Mer 28 Giu 2017 | di Barbara Savodini | Attualità
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Perdere un figlio nella folla, non riuscire a impedire che si addentri troppo in mare mentre gioca o che ingerisca qualcosa trovato per caso sul bagnasciuga, vederlo piangere a causa di un frammento di vetro nascosto nella sabbia: l’elenco delle fobie dei genitori apprensivi in vacanza potrebbe continuare ancora a lungo e l’ansia, si sa, non porta mai a nulla di buono. I pericoli, però, sono tantissimi e conoscerli può sicuramente fare molto in termini di prevenzione. È anche per questo che negli ultimi dieci anni già 2.305 pediatri hanno aderito al mastodontico lavoro di studio e selezione che precede l’assegnazione delle Bandiere Verdi. 

Nel 2017 sono 134 le località italiane insignite del prestigioso riconoscimento il cui elenco può essere utilizzato come una vera e propria bussola da quei genitori che per i propri figli cercano svago e divertimento ma anche tranquillità e sicurezza. Non resta dunque che consultare la lista e individuare le spiagge a misura di bambino più vicine a casa o alla località scelta per trascorrere le vacanze. 

LA SICUREZZA AL PRIMO POSTO
Quali caratteristiche deve avere una località balneare per essere premiata con la Bandiera Verde? Forse sarebbe meglio partire da cosa, in effetti, non deve avere. Prima che l’elenco venga sottoposto a due campioni di 100 pediatri l’uno, infatti, avviene una scrematura naturale durante la quale vengono escluse tutte le spiagge genericamente pericolose: cioè quelle con fondali profondi già a pochi metri dal bagnasciuga, di natura non sabbiosa e che non rispettano i parametri standard in termini di pulizia delle acque. Poi la selezione si fa via via più restrittiva fino a interessare servizi e infrastrutture. È così che, esclusione dopo esclusione, si è arrivati a una rosa di 134 località: luoghi da sogno per i più piccini ma anche estremamente rassicuranti e comodi per gli adulti.
Da Nord e Sud, come prevede il regolamento, tutte le regioni bagnate dal mare hanno almeno una Bandiera Verde, ma ce ne sono alcune dove sono stati premiati interi tratti di litorale. 

SARDEGNA
In Sardegna, tra lo Spalmatore e Punta Tegge sull'isola de La Maddalena, Capo Coda Cavallo e Santa Teresa di Gallura, la scelta per portare al mare i bambini soltanto nel territorio di Olbia è davvero molto ampia. Senza contare, poi, tutte le località premiate nelle province di Nuoro, Oristano e Sassari. 

SICILIA
Tantissime anche le ‘spiagge verdi’ della Sicilia: da Balestrate e Cefalù in provincia di Palermo a Giardini Naxos a Messina, dove la sabbia è finissima, l’acqua cristallina e la natura rigogliosa; da Campobello di Mazara, Tre Fontane e Torretta Granitola a San Vito Lo Capo, anche il territorio di Trapani annovera veri e propri angoli di paradiso a misura di bambino e a bizzeffe se ne trovano spostandosi a Marina di Ragusa, a Catania (Plaja) o a Siracusa (Vendicari). 

LAZIO
Ampia scelta anche nel Lazio dove, per far trascorrere ai propri figli una sana giornata di mare, solo in provincia di Latina si può scegliere, capoluogo a parte, tra Formia, Gaeta, Sperlonga, Sabaudia, San Felice Circeo e Cala Nave a Ventotene. Mentre i romani, per questioni di comodità e vicinanza, si riversano in massa ad Anzio, i viterbesi non hanno che una scelta: Montalto di Castro. 

LIGURIA
Soltanto quattro, per ragioni di ampiezza naturalmente, le località liguri da 'bollino verde': Finale Ligure e Noli (Savona), Lavagna (Genova) e Lerici (La Spezia). 

PAROLA D’ORDINE: “PULIZIA”
Sabbia finissima, ideale per i castelli, ma anche più che pulita, quasi “filtrata”, in maniera che le possibilità di trovare un mozzicone di sigaretta o un frammento di vetro rasentino lo zero; ampio bagnasciuga, fondale basso per almeno una ventina di metri e acqua trasparente non solo in quanto sinonimo di pulizia ma anche per evitare eventuali pericoli in mare. E poi ancora: massima attenzione alla raccolta dei rifiuti, bidoni svuotati più volte nell’arco della giornata, bagnini, scialuppe di salvataggio, defibrillatori e postazioni del 118 nelle vicinanze. 
Un parametro al quale si presta particolare attenzione è, inoltre, la protezione dello specchio d’acqua da imbarcazioni, sia a vela che a motore, e da eventuali altre attività pericolose.

SE STANNO BENE I GENITORI...
Sicurezza sì, ma anche divertimento e servizi. È per questo che i 200 pediatri coinvolti nel progetto hanno valutato con particolare attenzione la presenza di  luoghi in cui allattare il proprio neonato o cambiargli il pannolino, ristoranti e locali per merende e aperitivi, aree recintate con giochi sulla spiaggia, attività e animazione, intrattenimento e, naturalmente, gelaterie. Del resto che giornata di mare è se dopo tuffi, castelli di sabbia ed esplorazioni subacquee non si può mangiare un dolce e rinfrescante gelato? I bambini, infine, devono essere al sicuro ma devono anche avere la possibilità di correre e giocare ed è per questo che vengono valutate positivamente le proposte non affollate e che prevedono molto spazio tra un ombrellone e l’altro.  Servizi e comodità per i più piccini ma anche per gli adulti, insomma, perché, dicono i pediatri: «Quando stanno bene i genitori stanno bene anche i bambini». 

IL VADEMECUM 
La Bandiera Verde è un indice di qualità e sicurezza particolarmente attendibile, ma come fare quando si è troppo distanti da una località premiata o ci si trova all’estero? Ci ha pensato Italo Farnetani, ordinario di Pediatria della Libera università Ludes di Malta, che ha stilato un decalogo di parametri da controllare prima di scendere in spiaggia (nel box a sinistra).  
«La lista – spiega l’esperto – è stata stilata sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità; i primi cinque sono elementi che devono essere presenti, gli ultimi cinque, al contrario, devono essere assenti». 




IL DECALOGO DELLA SPIAGGIA ‘GIUSTA’

COSA DEVE AVERE
1. Acqua limpida (è una forma di prevenzione perché permette di identificare ostacoli sommersi).
2. Poco affollamento.
3. Pulizia (presenza di bidoni, assenza nella sabbia di conchiglie rotte, vetri, residui di lattine...).
4. Percorsi con corde e boe (per delimitare le vie d’ingresso in acqua di natanti o surf).
5. Assistenti ai bagnanti (presenza di torri, mai servizi interrotti, uniforme per identificazione, presenza in acqua con sole alle spalle).
 
COSA NON DEVE AVERE
6. Rifiuti abbandonati (in particolare cestini e bidoni non devono essere mai pieni, ma svuotati rapidamente).
7. Patina oleosa sulla superficie dell’acqua.
8. Catrame.
9. Alghe non raccolte nella battigia o nella sabbia.
10. Degrado ambientale di nessun genere.

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