acquaesapone Mondo
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Creta: La più grande della Grecia

Creta tra accoglienza, tradizioni, buone maniere, nettare degli dei e free entrance nelle spiagge private dove sbirciare tramonti mozzafiato

Mer 28 Giu 2017 | di Alessandra De Tommasi | Mondo
Foto di 16

A Creta il “benvenuto” non usa collane di fiori o luci a neon. L’isola più grande della Grecia abbraccia la scuola di pensiero per cui l’affetto si dimostra con i fatti, non a parole. Estesa più o meno quanto l’Umbria e con un numero di abitanti simile a Palermo, questo pezzo di Mediterraneo conserva il rispetto più genuino per le tradizioni e spicca per senso d’accoglienza. Un esempio? Ogni stabilimento balneare accoglie sempre i bagnanti con bottigliette d’acqua fresca, prontamente consegnate sotto l’ombrellone appena riservato. E quando al bar chiedete un espresso – forse uno dei rarissimi casi in cui il prezzo del posto supera quello italiano – sul bancone spunta sempre anche una caraffa, invece del classico bicchiere. Non liquidatelo come una ‘piccolezza’, è invece uno dei tanti gesti che fanno sentire il turista “a casa”, capaci di far sparire la fastidiosa sensazione di essere considerati alla stregua di un “bancomat” da prosciugare. E se ancora stentate a crederci, niente paura: provate a seguire i cartelli “free entrance” nelle spiagge private, invitano a dare un’occhiata al tramonto approfittando di sdraio e ombrelloni, sempre gratuitamente. 

RITORNO ALLE BUONE MANIERE
Avvolti dal calore bonario tipico della nonna, non stupisce che anche i piatti locali ricordino i sapori di una volta. Sotto lo stendardo fiero della tradizione, questo popolo è ancora lontano dalle politiche di marketing e dalla pubblicità ingannevole: apre le porte del paese con semplicità e naturalezza, con la stessa fiducia con cui un tempo si lasciavano le chiavi appese al cruscotto o nella serratura. 
A Creta ci si comporta come vicini premurosi perché le buone maniere non sono mai passate di moda. Soprattutto negli impervi paesaggi montani, gli abitanti hanno imparato a guardarsi le spalle a vicenda per necessità e pura sopravvivenza, ma oggi quel bisogno si è trasformato in un costume cordiale e generoso. Nessuno, insomma, si sente mai estraneo o fuori posto sull’isola, anzi bastano appena dieci minuti per aguzzare il senso di appartenenza. 

L’ALTRO SONO IO
E forse questo parere sembrerà di parte perché scritto da chi si è ritrovato con la macchina in panne davanti ad una spiaggetta sperduta, senza alcun negozio nelle vicinanze e tantomeno un meccanico. Ecco, se avessi conosciuto lo spirito solidale dei cretesi non mi sarei preoccupata minimamente. Invece la disavventura ha avuto un lieto fine: i passanti, appena notato il problema, hanno telefonato subito al servizio stradale, fornendo le esatte coordinate della posizione, ma solo dopo aver coinvolto tutti i presenti in vari tentativi di rianimare l’ormai defunto veicolo. Il tutto, senza parlare la stessa lingua: invece di perdersi in convenevoli, gli abitanti hanno preferito un approccio pratico, quasi “vecchio stile”, ma di sicuro efficace.

DA NORD A SUD, GIRO LOW COST
Questa splendida regione vale la pena di essere percorsa da un capo all’altro, possibilmente on the road, per scoprire gli angoli più remoti e selvaggi delle sue quattro zone principali: La Canea, Retimno, Heraklion e Lasithi. Nella scelta di Creta come destinazione ideale per le vacanze estive pesa anche, oltre alle bellezze naturali, il costo della vita decisamente più basso rispetto ai prezzi medi previsti dalle ultime stime in Italia. Un esempio? Il caffè greco, o alla turca, costa un euro e ne bastano un paio per una colazione a base di yogurt e miele locale mentre una cena a base di pesce in un locale tradizionale di rado supera i 25 a testa. 

OGNI GIORNO UN’ISOLETTA
Chi non si accontentasse delle trecento e più spiagge di Creta può sempre organizzare minicrociere in giornata per conoscere le isolette limitrofe, spesso incontaminate e disabitate. A ovest sono imperdibili le tappe a Gramvousa e Balos, uno spettacolo caraibico di acqua cristallina e spiaggia bianchissima. 
A sud c’è Gavdos, la punta più meridionale d’Europa, con casette di pietra in minuscoli villaggi, un faro pittoresco e il castello di Kefali, dove si dice che persino il pirata Barbarossa si sia rifugiato e che pare sia l’antica Ogigia, di cui Omero parla nell’Odissea. 
A nord di fronte a Heraklion si trova Dia, un’area protetta con insenature rocciose e un’area archeologica che ha portato alla luce le Mura Ciclopiche risalenti al 1450 a.C., durante l’eruzione del vulcano Santorini.  

LA DIETA DEGLI DEI
Questo paradiso tranquillo, lontano dalle luci stroboscopiche delle discoteche e dalla mondanità incessante di altre isole greche, offre un cocktail imperdibile di spiagge caraibiche, mete archeologiche di rara bellezza, paesaggi montani incontaminati e sapori indimenticabili. Dall’immancabile grappa Raki, che chiude ogni pasto assieme al tipico dolce al miele (il kataifi), ai tipici spiedini (i souvlaki) e alla “lasagna” locale (la moussaka), il tutto condito con l’olio d’oliva del posto e insaporito dai formaggi locali (tra cui spicca la feta), l’elenco dei gusti da provare è a dir poco infinito. E piuttosto forte, se si pensa che la salsa tzatziki a base di aglio è considerata la quintessenza del nettare degli dei. 




La sabbia rosa


Si chiama Elafonissi ed è la spiaggia più suggestiva e incantevole di tutta Creta, con la sabbia rosa e le sfumature d’infinito che colorano il mare. Si trova nella costa sud-ovest, ne La Canea, è una riserva naturale dall’acqua bassa dove la tartaruga marina Caretta caretta depone le uova. Persino ad agosto, nel periodo più affollato, si può trovare un ombrellone da affittare con sedie e sdraio. Il costo? 8 euro, in uno stabilimento attrezzato e proprio nel cuore di questo paradiso.

 


Cnosso, il mito immortale


Storia e leggenda si mescolano nel sito archeologico più importante dell’isola. Risale all’età del bronzo (3500–1200 a.C.) e racconta la civiltà minoica attraverso il palazzo di Cnosso, dove affluiscono le leggende più intriganti dell’antica Grecia, dal suo fondatore, il re Minosse al Minotauro e al filo di Arianna nel mitologico labirinto. 
Gli splendidi affreschi accompagnano il visitatore al centro di una storia gloriosa che vale la pena rivivere, passo dopo passo, persino a mezzogiorno e con il sole a picco. 

Condividi su:
Galleria Immagini