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Meglio vivere che postare

Provate a disconnettervi ogni giorno per qualche ora: guadagnerete tempo prezioso da vivere davvero

Mer 28 Giu 2017 | di Angela Iantosca | Editoriale

Passeggio sulla spiaggia e osservo. Una ragazza piroetta sulla sabbia. La sua ruota si interrompe a metà, giusto il tempo di essere fotografata dalla mamma fiera. Poi si raddrizza e corre ad osservare il risultato sul cellulare per inviare subito dopo lo scatto ai gruppi Whatsapp ai quali è iscritta. 

Una bambina costruisce castelli di sabbia e fa avanti e indietro, come tutti i bambini. La madre la chiama per nome e le mostra l'obiettivo del telefonino. Lei si mette in posa smorfiosa. Mi giro e vedo dei bambini che dormono sotto l'ombrellone: le bocche aperte a metà, i corpi abbandonati sereni, i piedi fuori dal cerchio d'ombra creato dall'ombrellone. Una donna li immortala e li posta su Facebook, orgogliosa.

Cosa succede? Abbiamo smesso di vivere? Abbiamo cominciato a preferire la visione della nostra esistenza in uno schermo? Meglio viverla in replica e condividerla con estranei che viverla davvero? E questo accade tutti i giorni: ai concerti, la mattina a casa, in macchina, per strada, in ufficio, quando fotografiamo i nostri figli di notte e li mostriamo al mondo: ma secondo voi loro sono d'accordo?

Una volta ho fatto un esercizio e da allora è una costante della mia vita: non mi sono connessa ai social per un'ora, poi, due, poi tre… E il risultato è stato sorprendente!

Fatelo anche voi: obbligatevi a non usare i social per un determinato periodo di tempo ogni giorno. E provate ad allargare sempre più questa forbice. Non crederete a ciò che accadrà: si dilaterà il tempo e quello che di solito usate per postare ciò che in realtà non vivete, lo vivrete e avrete voglia di condividerlo davvero con voi stessi o con chi vi è accanto.

E se qualcuno vi domanderà “ma che fine hai fatto? Sei sparito da Facebook!”, rispondete: “Sto vivendo!”.


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