acquaesapone Interviste Esclusive
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Cesare Moreno: Io, Maestro di Strada

Per le strade dei quartieri difficili contro la dispersione scolastica

Mer 28 Giu 2017 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 6

Sul muro di una delle Vele di Scampia si legge “La cultura è l’unica arma di riscatto”. L’ha scritta un giorno un ragazzo difficile che, grazie alla lettura, alla scuola, ai libri ce l’ha fatta. Perché con la cultura si combatte la malavita, si preparano i giovani alla quotidianità, si danno loro gli strumenti per scegliere che strada intraprendere, facendolo consapevolmente. C’è chi da anni prova a mostrarla l’altra via ai ragazzi meno fortunati, a quelli nati in quartieri particolari, in quelle strade dove l’odore della vita a volte si fa insopportabile. Lui si chiama Cesare Moreno ed è un maestro di Napoli in pensione che ha dato vita al movimento “maestri di Strada”.

Lui si è sempre occupato di tematiche sociali, finchè ha deciso di seguire alcuni progetti.
«All'inizio mi occupavo di ragazzi che stavano in strada con il progetto “Chance”. Poi, dal 2009, collaboro con diverse scuole per cercare di fare dentro la scuola un lavoro che aiuti a prevenire la dispersione scolastica».

Di quale quartiere sei di Napoli?
«Il mio quartiere è San Giovanni a Teduccio. Ma questo lavoro lo faccio anche a Ponticelli e Barra,  quartieri disgraziati dove sentiamo ripetere sempre la stessa frase e cioè che non c'è lavoro. Lo sappiamo benissimo che il lavoro non c'è, ma la dignità e il rispetto di sé viene prima di tutto. Nel nostro quartiere in tantissimi non troveranno lavoro e quindi dobbiamo lavorare perché abbiano il rispetto di sé. Il problema è che abbiamo un modo di istruire che li porta a non avere rispetto di sé, perché il nostro è un tipo di istruzione che fa a cazzotti con lo stile di vita. Non c'è nessuna forma di dialogo, c'è solo imposizione che spesso diventa umiliazione. Non c'è dialogo, non c'è capacità di ascolto, per questo i ragazzi, soprattutto in adolescenza, sono aggressivi, vivono in ambienti duri, sono poco rispettosi delle regole. Ma una cosa che dimentichiamo spesso è che la scuola deve essere fatta per chi è pieno di difetti, non per chi è già educato».

Come lavorate voi maestri di strada?
«Quello che noi facciamo, in accordo con gli insegnanti e i dirigenti, è andare nelle classi e fare laboratori con una didattica più aperta e accogliente. Inoltre facciamo unità educative anche al di fuori della scuola. Nel pomeriggio i ragazzi frequentano i nostri laboratori che li aiutano a prendere contatto con l'arte, il trucco scenico, con la terra, con il teatro dove portiamo in scena pezzi teatrali basandoci sui classici. Facciamo testi napoletani di tragedie greche… Sono ragazzi ai quali a scuola non si dà un soldo bucato, che non vengono considerati e che poi vanno in scena e sono seri, professionali, credibili. Con il teatro non si mangia, ma ai ragazzi fa bene».

Cosa fa male, invece, ai ragazzi?
«Una cosa che fa male ai giovani è il senso di inutilità. E spesso la colpa è dei genitori, dei parenti, degli amici. Oggi i giovani non hanno una buona accoglienza da parte di tutti, non solo da parte dello Stato. E si sentono inutili».

Lavorate anche d'estate? 
«Qualche volta di più qualche volta di meno. Per questa estate abbiamo organizzato dei campi scuola: sono presidente di una associazione che sta alle pendici del Pollino, in Calabria: ci sono trenta posti letto e lì abbiamo organizzato un campo scuola in modo che possano imparare anche la gestione della vita quotidiana. Questa struttura è nostra e quindi organizzeremo qualcosa anche durante l'anno scolastico».

Ti definisci maestro con i sandali...
«I sandali che indosso sono il simbolo di qualcosa che manca sempre: le Istituzioni sono sempre un po' distratte. Per esempio ci affidano i ragazzi ma poi non hanno i locali per farci lavorare, non abbiamo un posto… Eppure i luoghi ci sarebbero: ci sono molte scuole abbandonate, ma tra burocrazia e politica non riusciamo a riceverle. Lavoriamo in modo molto precario. Quando mi daranno una vera sede, mi rimetterò le scarpe!».

Come ti ha cambiato questa lunga esperienza?
«In realtà questa esperienza ha impedito che il mondo mi cambiasse. Ci sono 40 giovani con me e siamo noi che proviamo a cambiare il mondo. Io ho 70 anni e sono pensionato, ma vado avanti».

C'è una rappresentazione spesso negativa dei giovani. Perché?
«In realtà tutte le cose cattive che hanno i giovani le hanno inculcate i vecchi. Ma se viene fuori qualcosa di poco buono è perché c'è una società che non vuole venirne fuori. Pinocchio non è cattivo: sono cattivi gli altri, che rea l’altro non vogliono cambiare».

E gli insegnanti?
«Gli insegnanti sono allo stremo, sono distrutti da un sistema che chiede cose insensate e che non aiuta ad aiutare i ragazzi. Gli insegnanti non possono fare un lavoro se non gli vengono dati il tempo e gli strumenti per riflettere su questo lavoro. E i corsi di aggiornamento non servono a nulla».

 



Maestri di strada onlus


Cesare Moreno è maestro elementare dal 1983. Dal 1994 al 1996, in qualità di consulente del Ministero della Pubblica Istruzione, ha varato a Napoli il Piano Provinciale di lotta alla dispersione “Qualità della scuola e successo formativo”. È stato tra i fondatori del progetto “Chance”, recupero dei dispersi della scuola media, e suo coordinatore dal 1998 alla chiusura avvenuta nel 2009. 
Ad aprile 2006 è diventato Presidente della Associazione Maestri di Strada ONLUS; a settembre dello stesso anno ha ricevuto la targa del Ministero Della Pubblica Istruzione per i meriti nel campo del recupero degli adolescenti e della formazione degli operatori. 
Oggi la Onlus Maestri di Strada conta sulla collaborazione di quaranta persone. Con i nuovi operatori, Maestri di Strada ha sviluppato la collaborazione con le Agenzie Internazionali che promuovono i diritti dell’uomo (ONU, UNICEF, OMS, UE, Consiglio dell’Europa, IWO), e la realizzazione di progetti integrati con i giovani.
Info: www.maestridistrada.it

Condividi su:
Galleria Immagini