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“Social zero” per 7 giorni

Gli alunni di un Istituto di Prato hanno rinunciato a Facebook e Instagram per una settimana: ecco il risultato

Mer 28 Giu 2017 | di Barbara Savodini | Attualità
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Una settimana di depurazione totale, come si fa dopo una grande abbuffata, per riscoprire le relazioni vere, le attività all’aria aperta e i rapporti umani. È la semplice idea venuta a Marcello Contento, professore siciliano di economia aziendale che ha deciso di mettere alla prova i suoi alunni dell’ITEPS “Paolo Dagomari” di Prato con il progetto “Social Zero”. L’obiettivo? Resistere senza smartphone sette giorni. Ci sono state lievi crisi d’astinenza, un piantarello, qualche disagio ma dopo 24 ore il peggio era già passato e, a detta di tutti, è stata la settimana più bella dall’inizio della scuola. Anche il promotore del progetto ha dovuto rinunciare al suo smartphone e ai social per dare il buon esempio. Non lo hanno fatto, invece, gli altri docenti il cui supporto è stato fondamentale per documentare, su Facebook, tutti gli “effetti” dell’esperimento!

Gli effetti della consegna
A sottoporsi al test sono state le classi 2F e 2G: staccarsi dal cellulare, per molti ormai una vera e propria protesi, non è stato facile, ma il secondo giorno le impressioni erano già oltremodo positive. “Stare senza telefono mi ha permesso di pensare – è stato il commento a caldo di Klarisa - quindi per ora la sfida sta andando bene”. “Sono stata benissimo – ha realizzato Adele -, ho potuto fare cose alle quali prima non avevo tempo di dedicarmi, il telefono crea dipendenza”. Molti altri hanno parlato di strane sensazioni, di agitazione e di un forte desiderio di scoprire se qualcuno li stava cercando. “Mi tocco le tasche e non lo sento”, ha riferito Rossella. Stare senza social e senza smartphone, insomma, all’inizio ha comportato vere e proprie crisi d’astinenza. Il “dramma”, però, è durato poco. 

Ritorno alle origini
Non dovendo dare conto a social e chat, i ragazzi hanno conquistato tantissimo tempo libero e così, sia durante le ore di lezione che in serata, hanno organizzato molte attività interessanti. Tra una visita in una fattoria didattica, dove i giovani hanno passeggiato tra le spighe di grano, raccolto more e lamponi e persino salvato un riccio, e un’escursione alla scoperta dei  musei di Firenze, la settimana è volata. Non sono mancate sedute di poesia tra i prati, cruciverba, sudoku e persino un aperitivo no social al quale ha partecipato mezza Prato. Molti hanno riscoperto la gioia di parlare a tavola, altri si sono cimentati nella preparazione di gustosissime torte, qualcuno ha ammesso di avere più tempo per studiare, ma c’è anche chi ha riscoperto il piacere di leggere un buon libro o passeggiare nella natura.

Il settimo giorno
La tecnologia, è la morale del progetto, serve ma è giusto utilizzarla con moderazione e all’occorrenza. Una lezione arrivata dritta al cuore di tutti i protagonisti come dimostrano le numerose relazioni conclusive dei protagonisti.  “Mentirei - annota Stefania su un foglio di carta bianca - se dicessi che il telefono non mi è mancato neanche un po’, ma posso dire per certo che sentirò più la mancanza dei pomeriggi trascorsi in compagnia di persone bellissime”. E così, quando è arrivato il giorno di riprendere possesso del proprio smartphone, tanti non erano neppure più interessati a scoprire le migliaia di notifiche arrivate su WhatsApp, Facebook, Snapchat e, soprattutto, Instagram, il più amato di tutti.  Chissà che altre scuole non vogliano seguire l’esempio di Prato...


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