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Cuciniamo con i figli

Volete farli mangiare bene? Coinvolgeteli nella preparazione dei piatti: sarà divertente e utile

Mer 26 Lug 2017 | di Susanna Paparatti | Attualità
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Il periodo delle vacanze, quando si è più rilassati e si trascorre maggior tempo con i figli, è l'occasione ideale per costruire le basi o rimettere in linea strategie per una sana e consapevole alimentazione dei bambini, senza mai tralasciare l'aspetto ludico. 
I disturbi legati al cibo sono in crescita e diversi sono i motivi: il poco tempo destinato alla tavola quale momento di aggregazione familiare, lo scarso coinvolgimento dei genitori, lo spirito d'emulazione imperante fra i piccoli  o nei confronti degli adulti, non sempre volto verso materie e cibi politicamente corretti. «Il problema è la selettività dei bambini che spesso  non vogliono mangiare frutta, verdura, pesce, legumi e anche carne - spiega il dottor Giuseppe Morino, responsabile di educazione alimentare all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù -. Il periodo del 'no' si evidenzia attorno ai due anni e i motivi possono essere diversi: fattori esterni, il cambiamento della casa, la perdita di una persona cara. Poi si aggiunge la preferenza verso alcuni colori, ovvero per il cibo che ha quella determinata 'tinta'  per la quale, fra il primo e secondo anno di vita, si potrà intraprendere un percorso che ne ampli gli orizzonti». 
Quante volte i bambini mangiano il pomodoro sulla pizza e non sulla pasta, i piselli nel sugo e non come contorno? Come sempre la soluzione è nell'esempio dato dai genitori che devono occuparsi dell'alimentazione come uno degli aspetti legati alla crescita, non basta nutrirli, occorre farlo bene e la vacanza è ideale per iniziare la condivisione e la conoscenza degli alimenti. 

Come procedere?
«Da uno a due anni ci si dedicherà al colore, permettendo al bambino di toccare il cibo anche con le mani, per una esperienza tattile, bandita la tv in contemporanea. Dai due ai quattro anni l'età è perfetta per  il coinvolgimento – prosegue Morino -, si potrà preparare con loro la tavola, prediligendo colori forti che piacciono loro, scegliendo un piatto al giorno da fare assieme, senza imposizioni, ma, una volta in tavola, si dovrà far capire che la proposta non può essere modificata». 
 
Parola d'ordine: creatività
La parola d'ordine è la creatività che stimoli il bimbo, magari partendo proprio con le pietanze che ama meno. Si potrà iniziare con la colazione spesso ignorata, portando in tavola la frutta a pezzi, evitando la macedonia che omologa i sapori. Sempre la frutta, specialmente quella estiva, che si presta per gusti e varietà cromatica, potrà essere tagliata in forme divertenti e consumata come merenda, all'occorrenza invitando altri amichetti come per un appuntamento di giochi. Lo spirito d'emulazione non si farà attendere. Per chi volesse, in libreria si trova ampia scelta dedicata al tema, con ricette semplici da fare assieme, grandi e piccini, anche con varianti senza glutine.                                               

 


AD OGNI ANNO IL SUO METODO

1–2 anni: COLORE: Permettere al bambino di toccare il cibo anche con le mani, per un’esperienza tattile. No alla tv accesa in contemporanea

2-4  anni: COINVOLGIMENTO: Preparare insieme la tavola, prediligendo colori forti, scegliendo un piatto al giorno da fare assieme, senza imposizioni, ma con fermezza: non modificare quanto stabilito una volta seduti a tavola

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