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Facciamo ecologia in città

A Tel Aviv, Berlino e Palermo si prova a vivere green, nonostante l’asfalto e il cemento

Mer 26 Lug 2017 | di Fabiana Magrì | Ambiente
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Può sembrare scontato, in realtà è avvenuto solo 10 anni fa: il sorpasso della popolazione che vive nelle città rispetto a quella che vive nelle campagne. Da allora il divario continua ad aumentare. Ecco perché lo studio dell’ecologia urbana ha un’importanza crescente e gruppi di persone che abitano in città cercano di praticare e insegnare gli ideali di una vita sostenibile, anche tra l’asfalto e tra il cemento. A Tel Aviv e a Berlino ci sono due importanti strutture che si possono frequentare, visitare o anche vivere in modalità vacanza/lavoro. E in Italia è stata da poco annunciata la prossima creazione di una "casa dell'ecologia" a Palermo.

CITY TREE A TEL AVIV
Piazzetta Bialik a Tel Aviv è uno degli angoli più riservati della città, una specie di Nothing Hill, dichiarata patrimonio mondiale dall'UNESCO per la sua architettura. Tra la fontana circolare, le villette in stile Bauhaus, la casa museo del poeta Bialik e Beit Ha’ir, la sede storica del municipio di Tel Aviv, al numero 25 interno 8 di piazzetta Bialik c’è anche City Tree, una comunità fondata nel 2006 da Tami Zori. Nell’appartamento vivono fissi tre inquilini, ma intorno si muove una comunità green che arriva da tutto il mondo. Le stanze della casa sono a disposizione per i visitatori, per soggiorni sia brevi sia lunghi, purché si rispettino le regole della casa: la spesa alimentare si acquista solo da produttori locali e gli acquisti di altri prodotti sono quasi completamente azzerati perché si cerca di autoprodurre tutto il necessario. Nel soggiorno della casa si svolgono quotidianamente corsi per imparare il compostaggio domestico, l’autoproduzione di saponi e aceti, il riciclo delle acque, il giardinaggio, una cucina in assoluto regime vegetariano, meglio se vegano, che facilità lo smaltimento dei rifiuti. «Il segreto - spiega Maayan Anavim, israeliana originaria di un kibbutz nel nord del Paese, che vive da quattro anni a Berlino, e quando torna in Israele utilizza la formula di vacanza lavoro presso il City Tree - è chiedersi sempre “cosa mi serve veramente?” e capire a poco a poco di quante cose possiamo fare a meno».

A BERLINO SPAZIO AGLI SCARTI
Maayan è il filo conduttore che da Tel Aviv porta a Berlino, al Kulturlabor Trial&Error. Amante degli scarti, artigiana e designer, Maayan si esprime al meglio quando può lavorare con materiali di recupero. «Mi preoccupo per le nostre risorse. Come possiamo, come società, continuare a garantire l'abbondanza che abbiamo, in modo equo e sostenibile? Per questo abbiamo bisogno di creatività, cura e solidarietà.» Al Kulturlabor T&E Maayan è arrivata nell’estate 2013 ed è stato amore a prima vista. Qui gestisce lo scambio alimentare all’interno dello spazio dedicato allo swap-shop e organizza workshop di riuso. Ma il Kulturlabor T&E, fondato da Ruta Vimba, non è solo un posto per scambiare abiti e altri oggetti. Qui si scambiano soprattutto competenze, conoscenze e si offre uno spazio di co-working in cambio di disponibilità all'apprendimento e alla creatività: workshop e laboratori per imparare il fai-da-te, la riparazione e il riutilizzo degli scarti per trasformare i rifiuti in tesori. 

GREENLAB A PALERMO NEL 2018
GreenLab ai Cantieri è un progetto, finanziato con il bando "Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici" e promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Un grande ambiente da riqualificare, i tre padiglioni dello Spazio Marceau ai Cantieri Culturali alla Zisa, è stata l’occasione per sviluppare il progetto – inaugurazione prevista a settembre 2018 – di un centro di riferimento per l'ambiente e per la cultura ecologica. GreenLab ai Cantieri sarà un polo multifunzionale dedicato ad attività mirate al miglioramento degli stili di vita, ospiterà un centro di documentazione per l'ambiente, uno di educazione ambientale e alla sostenibilità e un laboratorio per ragazzi. I padiglioni saranno attrezzati per organizzare eventi culturali, incontri pubblici, workshop e seminari e ci sarà uno spazio destinato al co-working per la condivisione di professionalità e competenze, nell'ottica della gestione economica e sostenibile di spazi lavorativi e per la promozione della progettazione partecipata.                                                

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