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L’amore al tempo di Tinder

Oltre 9 milioni di persone al giorno si incontrano in Italia grazie al dating online, ma la realtà è diversa dalle proiezioni virtuali...

Mer 26 Lug 2017 | di Barbara Savodini | Attualità
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Sono davvero finiti i tempi del colpo di fulmine? Quelli in cui si attende di trovare l’anima gemella al lavoro, durante la pausa caffè, oppure giocando a racchettoni in riva al mare? Stando ai numeri sul dating online, il romanticismo vecchio stampo sembra essere in via di estinzione, ma, per fortuna, almeno in Italia, sopravvive ancora qualche inguaribile tradizionalista. Per tutti gli altri aspettare il partner è ormai fuori moda: a dimezzare i tempi ci pensano Tinder o una delle altre 5.000 piattaforme esistenti, sulle quali l'anima gemella si sceglie proprio come in un vero e proprio supermarket dell’amore. Sempre che ancora di amore si possa parlare. Sì perché è vero che qualcuno, dopo il primo approccio online, poi finisce davvero per convolare a nozze, ma c’è anche chi si iscrive postando foto con moglie e figli con l’obiettivo di andare dritto al sodo, evitando equivoci e perdite di tempo. Il fenomeno, già esploso all’estero dove il dating online non è più un tabù da anni, sta crescendo in maniera esponenziale anche nel nostro Paese. 

TRIONFO DELLA SUPERFICIALITÀ 
Il motivo per cui, assieme ai milioni di utenti che lo utilizzano quotidianamente, Tinder ha anche tanti detrattori è dovuto soprattutto alle modalità con cui si sceglie il potenziale partner. Subito dopo l’iscrizione, vengono infatti proposti a chi cerca un appuntamento una serie di profili: per scartarli basta uno swipe verso sinistra, per mandare un avviso di gradimento bisogna invece fare lo stesso movimento con il dito verso destra. Insomma, proprio come si fa con le mele o con le zucchine al supermercato quando si pensa tra sé e sé: “Questa è rovinata non la prendo, quest'altra ha un bell’aspetto la metto nel carrello”. Purtroppo, però, chi fa la spesa sa che spesso alla perfezione estetica di frutta o verdura non corrispondono qualità e dolcezza. Ma, a dire il vero, c’è anche un altro aspetto, tecnico in questo caso, che proprio non va giù a chi ha provato a utilizzare Tinder. Alcuni, infatti, pur scorrendo in continuazione con il dito verso destra, non riescono mai a combinare con nessuno (per cominciare a chattare bisogna aspettare che qualcuno contraccambi il proprio apprezzamento). Com’è possibile? Tutta colpa di un algoritmo che dà dei voti alle fotografie e incrocia solo quelle di pari livello. Alla fine della fiera se sei brutto e “approvi” solo foto di strafighi hai pochissime possibilità di combinare un incontro. 

CHI È IL PIÙ BELLO DEL REAME?
Insomma, è colpa di questo sistema perverso se più di qualcuno finisce per rimanere ghettizzato  in una vera  e propria “apartheid digitale”. Se nella vita reale la bellezza è soggettiva, nel mondo virtuale è il risultato di una serie di parametri e di capacità gestionali del proprio profilo. I brutti, in pratica, non sono veramente tali, sono soltanto poco abili a ritoccare le proprie fotografie, a sceglierle e a combinarle per creare un profilo da vera star. In definitiva, i più apparentemente belli “quagliano” in fretta mentre i brutti digitali finiscono per restare nel mondo dei single. Ma, senza andare a scomodare il dating online, crearsi una falsa personalità a suon di scatti ritoccati e frasi fatte non è in fondo ciò che fanno in tanti anche su Facebook o Instagram? 

SESSO FACILE E PERFEZIONE ESTETICA
La fase della ricerca può durare giorni oppure pochi minuti: c’è chi scorre foto all’infinito e fa piovere approvazioni in attesa che qualcuno avvii la conversazione e chi è molto più selettivo e passa in rassegna interi book, escludendo fisici non perfetti, abbigliamento trasandato o eventuali difetti estetici. Insomma, difficile dare torto a chi vede in Tinder l’apoteosi della superficialità. Per fortuna c’è anche chi si iscrive solo per curiosità o chi, dopo il primo approccio online, riesce davvero a instaurare rapporti sinceri e duraturi. Del resto, se così non fosse, a fronte di nove milioni di interazioni al giorno di questo tipo solo in Italia, sarebbe giunto il momento di cominciare seriamente a preoccuparsi. C'è da dire che in molti casi Tinder funziona perché è estremamente facile e intuitivo. Se si ha solo voglia di conoscere persone nuove e prendere un caffè, grazie alla localizzazione è semplice trovare qualcuno disponibile, anche a pochi quartieri di distanza. E per andare in vacanza da soli il compagno si può cercare durante il viaggio e trovarlo “pronto all'uso” già all'arrivo. Certo, niente a che vedere con la magia dell’amore, le farfalle nello stomaco o gli occhi a cuoricino.                                               

 


IL VOCABOLARIO DI TINDER

Elo Score: Così è stato denominato l'algoritmo di Tinder che attribuisce un voto segreto a ciascun utente in base al profilo.
Tinder Plus: è la versione premium della app dedicata solo agli over 30.
Passport: è la funzione di Tinder che ti consente di modificare la tua posizione in viaggio.
Rewind: è la funzione di Tinder che ti consente di ripescare una “figurina” scartata.
Match: è il termine che si usa su Tinder per indicare le “approvazioni” reciproche.
Swipe: è il movimento che si fa sullo schermo del telefono per scartare o selezionare possibili partner.
Right swipe: l'apprezzamento di un utente verso un altro utente.
3inder: è l'opzione per chi punta a incontri a tre.


 

I NUMERI DI TINDER


2012 l'anno in cui è stato lanciato Tinder
   
6 il numero massimo di foto che si possono caricare sul proprio profilo
   
500 i caratteri a disposizione per descrivere se stessi
   
26 milioni gli incontri giornalieri a 3 anni dalla nascita
   
9 milioni gli italiani che hanno scelto questo metodo per contattarsi
   
22 milioni di euro il giro d'affari raggiunto in 3 anni
   
196 i Paesi in cui è utilizzato

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