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Dalla pubblicità all’informazione

I prodotti più venduti sono sempre i migliori? Oppure vince chi è più furbo?

Ven 25 Ago 2017 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Ogni giorno, per lavoro, incontro piccoli e grandi imprenditori. Li aiuto a incassare di più e a crescere grazie alla pubblicità professionale. In circa 20 anni ne avrò conosciuti almeno 1000 e tutti, ma proprio tutti, si lamentano non solo delle tasse e della burocrazia, ma anche della concorrenza sleale presente nel loro settore. 

Mi raccontano delle pratiche, a loro avviso scorrette, che alcuni dei loro concorrenti attuano a danno dei clienti. Pratiche che incidono pesantemente sui loro affari e sulle loro prospettive future. Questo avviene in ogni settore. I migliori imprenditori, quelli più seri e che offrono prodotti superiori, sono quelli che più subiscono questi comportamenti. Li comprendo davvero bene, perché anch’io sono un imprenditore e so quanta sofferenza personale ed economica può accumularsi dietro questo argomento. La soluzione a questo problema non è semplice ed è diversa caso per caso. Ma in linea di massima si può sintetizzare in una parola: informazione. Le persone, prima di acquistare, devono informarsi il più possibile per scegliere meglio. Ma gli imprenditori sani devono produrre più informazione professionale, cioè efficace.

Infatti, ai miei clienti brillano gli occhi nel vedere i risultati quando li aiuto a comunicare meglio. E per fare questo non basta più la pubblicità. Occorre argomentare con articoli sui giornali, newsletters cartacee, on line e anche video in cui diamo ai potenziali clienti gli strumenti per decidere. Perché, in fondo, è anche responsabilità mia se i clienti continueranno a farsi infinocchiare dai concorrenti più spregiudicati. Ho l'obbligo morale di fare di tutto per informarli al meglio per non lasciarli in pasto agli squali.


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