acquaesapone Genitori&Figli
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

NON CORRERE!

Siamo una generazione di genitori ansiosi: miglioreremo in futuro? Lasceremo i nostri figli liberi di cadere?

Mer 30 Ago 2017 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli

“Non correre". Potrebbe essere eletta come la frase materna più di moda nel 2017. In realtà lo è già da tempo. Per lo meno da quando è iniziata a dilagare sottilmente la deriva ansiosa di noi genitori. Eppure correre e saltare è lo sfogo naturale delle energie di ogni bambino. Certo, il rischio di cadere e farsi una sbucciatura non può essere eliminato dal novero delle possibilità. Ma, a parte casi estremi di sfortuna, è davvero un rischio che è meglio non far correre ai bambini. La nostra ala protettiva diventa sempre più pesante: non correre, non sudare, copriti, non urlare, non saltare, mangia, mangia di meno, mangia bene. Ci sentiamo sulle spalle una responsabilità enorme, un macigno, che è probabilmente una delle principali cause di un continuo calo della fertilità del nostro mondo preoccupato. Chi vorrebbe caricarsi sulle spalle il peso di una vita, essendo convinto che la sua stessa incolumità e il suo sviluppo armonico dipendono totalmente dalla nostra occhiuta sorveglianza? Dal fatto che i nostri saggi insegnamenti vengano ripetuti ancora e ancora, fino ad avvolgere di una impenetrabile coperta il destino dei nostri pargoli?

La tendenza è talmente generalizzata che anche lo Stato sta diventando un padre (o una madre) sempre più presente nelle nostre vite private e sempre più prescrittivo. Non voglio entrare nella diatriba sui vaccini, semplicemente perché non ne ho le competenze. Mi attengo a ciò che dice la scienza: non ci sono prove di una correlazione tra l'insorgere dell'autismo e la vaccinazione. E certamente lo Stato ha il dovere di evitare pericolose epidemie. Personalmente mi lascia perplessa la scelta di imporre ben dieci vaccini per legge, a tutti i bambini, ma capisco pure che il nemico è una certa informazione allarmistica che circola sul web. Il fatto è che il vaccino non è l'unico caso. A Torino hanno deciso di istituire la giornata vegana nelle mense scolastiche. E non ho niente contro il cibo vegano, ma non capisco perchè lo Stato, o in questo caso il Comune, debba decidere anche sul tipo di alimentazione che procuro a mio figlio. Di recente è anche stato approvato un emendamento che obbliga le cause automobilistiche a inserire nelle auto un cicalino, tipo quello del mancato allacciamento della cintura di sicurezza, un sistema che servirebbe a evitare che ci dimentichiamo in macchina i nostri figli. Qui l'intervento dello Stato è meno coercitivo verso le famiglie, ma rivela un crescente atteggiamento paternalistico, ansioso (e ansiogeno) di chi ci governa. Non voglio dire che sia colpa dello Stato se oggi tanti genitori sono così accanitamente preoccupati di controllare ogni gesto dei propri figli, né voglio criticare i singoli provvedimenti. Il giorno che il cicalino salverà anche una sola vita di bimbo dimenticato in auto ci sarebbe di che festeggiare, così è importante non trasformare le nostre scuole in veicoli di contagio. Probabilmente anzi è il contrario: le pubbliche amministrazioni sono fatte da persone, molte delle quali sono genitori. Ansiosi a loro volta. La mia teoria è che sia semplicemente una fase storica. Che magari passerà. Arriverà una nuova generazione più rilassata e serena e torneremo a veder correre liberamente i bambini, pronti a raccoglierli e a consolarli quando cadono. Sono troppo ottimista?          


Condividi su: