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Una App per i sordi

Ha genitori sordi la ragazza che ha inventato la tecnologia per aiutare chi non può sentire

Mer 30 Ago 2017 | di Valeria Moi | Attualità
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Nella vita, spesso, i problemi possono diventare risorse, basta guardare nella giusta direzione, avere il guizzo di genialità e provare a trasformare una sofferenza in un punto di forza. è capitato anche ad Alessandra Farris, cagliaritana, CEO di IntendiMe, che ha ideato, insieme al suo team, una soluzione che migliora la vita dei sordi, vincendo il "Premio popolarità" nell'ambito del concorso "Donna dell'anno", indetto dal Consiglio regionale della Val d'Aosta, e anche la sessione ICT del Premio Nazionale per l’Innovazione.

Come si caratterizza il sistema e qual è stato il punto di partenza della App IntendiMe?
«Tutto nasce dall’osservazione del problema: entrambi i miei genitori sono sordi e l’obiettivo era quello di trovare una tecnologia capace non solo di “far sentire” i suoni quotidiani in un’ottica diversa, ma anche di “farsi sentire” attivando delle chiamate di emergenza. Le persone non udenti desiderano essere autosufficienti, a loro pesa non essere indipendenti nelle piccole cose come ad esempio dover chiedere di far attenzione se suona il corriere con un pacco o il timer della cucina. Quindi, la App si basa sull’interazione di tre dispositivi: un sensore universale capace di rilevare sia il suono di oggetti come il citofono o il campanello, sia i segnali di pericolo come l’allarme anti incendio; uno smartwatch che, vibrando e illuminandosi, avvisa in tempo reale la persona sorda della fonte sonora identificata, indicandola nel display, a cui è stato assegnato precedentemente un nome; un’app mobile con cui è possibile scegliere e modificare le impostazioni». 

Come è nato il vostro team e qual è il suo punto di forza?
«Abbiamo iniziato come un gruppo di studenti dell’Università di Cagliari, partecipanti al Contamination Lab, un percorso d’eccellenza e promozione dell’imprenditorialità, terminato il quale, abbiamo ottenuto un piccolo finanziamento a cui sono seguiti alcuni premi in denaro che ci hanno permesso di finanziare ricerca e sviluppo. Nel team che ho l’onore di rappresentare, occupandomi della comunicazione e della promozione imprenditoriale, non ci sono “prime donne”, tutti sono fondamentali. Giorgia Ambu è la business developer, mentre Antonio Pinese, informatico, e Leonardo Buffetti, ingegnere elettronico, sordo dalla nascita, curano la parte tecnica. Questo testimonia che il nostro punto di forza è la profonda conoscenza personale della sordità».

Che importanza assume la tecnologia nella tua vita?
«La tecnologia ha il dovere di semplificare la vita delle persone e il suo ruolo sociale è inteso come accessibilità.  Noi vogliamo aiutare le persone permettendo di rilevare i suoni ovunque si trovino, non solo nell’ambiente domestico o a scuola o negli uffici, ma anche all’aperto!».   

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