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Il reflusso gastroesofageo

I sintomi, le cause e le terapie di una malattia molto diffusa nei Paesi occidentali

Mer 30 Ago 2017 | di Maria Giovanna Graziani | Salute
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La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è una condizione che si sviluppa quando il reflusso del contenuto gastrico in esofago causa sintomi invalidanti e/o lesioni della mucosa esofagea. 

La diffusione della malattia è molto elevata nelle popolazioni dei Paesi occidentali. La sua prevalenza (definita dalla presenza di bruciore retrosternale e/o rigurgito acido almeno una volta a settimana) è intorno al 20% in Nord America e solo leggermente inferiore in Europa.

Non vi sono importanti differenze di sesso nei pazienti con MRGE, mentre la frequenza della malattia aumenta in maniera quasi esponenziale al di sopra dei 45-50 anni di età, sebbene si possa evidenziare in soggetti di età pediatrica e in giovani adulti. 
L’incremento legato all’età è dovuto a varie cause e, tra esse, annoveriamo la tendenza all’aumento di peso nelle persone anziane (è ben conosciuto che le persone obese portano a esaltare tutti i meccanismi dismotori alla base del reflusso patologico) e il consumo cronico e quotidiano, proprio degli anziani, di farmaci quali calcioantagonisti, nitroderivati e benzodiazepine, che riducono la tenuta dello sfintere esofageo inferiore, che è la barriera più importante per la prevenzione del reflusso. Inoltre, al di sopra dei 50 anni di età circa, la metà delle persone è portatrice di un’ernia iatale, che, pur non identificandosi con la MRGE, certamente favorisce lo sviluppo della malattia, specie se la lunghezza dell’ernia è superiore a 2 cm e se vi è un’alterazione anatomico-funzionale importante della giunzione gastroesofagea. Anche alcuni elementi dietetici (cibi grassi, cioccolato, carminativi...) vanno a ridurre la pressione dello sfintere esofageo inferiore, ma essi si limitano ad accentuare un’anomalia fisiologica già presente per altre ragioni e non sono la causa prima della malattia da reflusso.
 
I SINTOMI
Lo spettro clinico della MRGE è caratterizzato dalla comparsa di sintomi molto caratteristici, quali il bruciore retrosternale e il rigurgito diacido in bocca, che il paziente avverte come liquido di sapore acido o amaro. La classificazione di Montreal del 2006 ha distinto tra sindromi esofagee, in cui i sintomi o le lesioni mucose sono generati o propri dell’organo della digestione, e sindromi extraesofagee, in cui i sintomi e le eventuali alterazioni mucose associate fanno pensare ad altri organi, in genere respiratori, e difficilmente sono accompagnati da sintomi tipici del reflusso. 
 
La maggior parte dei pazienti con reflusso patologico appartiene a due categorie:

• GERD (Gastro Esophageal Reflux Deasease), una condizione morbosa cronica, recidivante, caratterizzata da reflusso gastroesofageo, da un peggioramento della qualità di vita e con lesioni mucose esofagee endoscopicamente evidenziabili.
 
• NERD (Non erosive Reflux Deasease) una condizione morbosa cronica, recidivante, caratterizzata da reflusso gastroesofageo, da un peggioramento della qualità di vita e senza lesioni mucose esofagee endoscopicamente evidenziabili. I pazienti con NERD risultano essere un numero cospicuo, fino ad arrivare a costituire più del 70% di tutti coloro che hanno un reflusso, secondo quanto evidenziato dagli ultimi studi in Italia.
 
TERAPIE
Attualmente la diagnosi di MRGE deve essere effettuata sulla base degli elementi clinici, senza l’ausilio di alcuna metodica strumentale. Un breve ciclo di terapia con alginato o inibitori di pompa protonica (PPI) può essere utile per la diagnosi di questa malattia, quando ovviamente la risposta sia positiva. Nei casi difficili, invece, come nei pazienti cosiddetti “refrattari”, è bene ricorrere a indagini strumentali e, in particolare, all’endoscopia del tratto digestivo superiore e alla pH-impedenziometria delle 24 ore. In ambedue le forme con cui si presenta endoscopicamente la MRGE (erosiva e non erosiva) uno degli scopi predominanti della terapia è quello di indurre la regressione dei sintomi. Gli inibitori di pompa (PPI) sono ben conosciuti come farmaci di prima scelta nella cura della MRGE ed è risaputo che essi sono in grado di controllare i sintomi tipici del reflusso in una percentuale pari all’80-90% dei pazienti entro 4-8 settimane, apportando un beneficio celere sia sui sintomi diurni che notturni.

 


Il reflusso e gli effetti collaterali

Spesso i pazienti con sintomi tipici del reflusso gastroesofageo soffrono anche di altri disturbi come raucedine, disfonia, asma, tosse cronica, laringiti o faringiti. 
In questi casi il reflusso acido riesce a risalire verso l'alto fino a raggiungere la gola, dove viene nebulizzato dall'aria respirata. Queste minuscole goccioline attraverso l'inspirazione possono arrivare nei polmoni dove provocano problemi specifici, come tosse e asma

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