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Il sonno dei bambini: dalle vacanze alla scuola

Fiabe prima di dormire, niente tecnologia, una tisana e un orsacchiotto

Mer 30 Ago 2017 | di Susanna Paparatti | Bambini
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Il ritorno alla normalità, finite le vacanze, impone ai genitori di dover riabituare i bambini ad una vita più regolare, dove le ore di sonno siano  almeno 9 per quelli dell'asilo e 8 per gli altri delle scuole dell'obbligo. Dormire bene ha una funzione determinante per lo sviluppo cognitivo: durante la notte, infatti, se la parte cosciente dell'individuo dorme, il cervello effettua una specie di backup di quanto fatto durante il giorno, riordinando le informazioni recepite, predisponendo al meglio il cervello all'apprendimento successivo. 

Dunque, che si tratti di un rientro in classe o dell'inizio di un percorso scolastico, le indicazioni degli esperti sono molto chiare: è impensabile che i bambini a letto a mezzanotte durante le vacanze il giorno seguente ci vadano senza problemi alle nove di sera. «Si deve tornare alla normalità in modo graduale, occorre trovare regole precise, non certamente vessatorie, che però si rispettino nel tempo – spiega il prof. Alberto G. Ugazio, responsabile dell'Istituto per la Salute del bambino e dell'adolescente dell'ospedale Bambino Gesù di Roma – piccole ritualità da fare assieme la sera prima di andare a letto. Il racconto di una favola o l'orsacchiotto per i più piccoli, tisana o camomilla anche per i più grandi, che non devono mai coricarsi con lo smartphone, sconsigliato almeno sino ai 12 anni, o altri giochi elettronici e Internet non indicati fino ai 10 anni». 

LE ABITUDINI FAVORISCONO IL SONNO
A favorire il sonno dei bambini sono, dunque, l'abitudine e il tempo loro dedicato prima del sonno, ma se le difficoltà di addormentarsi perdurano, appurato che non siano connesse a malesseri fisici, esistono ulteriori piccole accortezze: «Fra queste, evitate di farli addormentare in un posto diverso dal lettino, perché anziché tranquillizzarli ne giustifica le paure – prosegue – come dire che nella loro cameretta vi siano eventuali pericoli. Mai giochi eccitanti sino al momento del sonno: fateli addormentare in un ambiente silenzioso e poco illuminato, magari concedendo un punto luce di riferimento». 



Narrate le fiabe

Come comportarsi se il bambino non vuole dormire da solo? La narrazione di una fiaba quando si è già a letto è sempre un ottimo rimedio, anche al fine di esorcizzare le paure: il genitore, infatti anche raccontando storie apparentemente terribili le scongiurerà, purché sia in grado di far comprendere la netta divisione fra realtà e favola. 

 

Qualora il sonno stentasse ad arrivare, interrompere la lettura pur rimanendo nella stanza sino a quando il bambino avrà preso sonno. Non copriteli o scopriteli in funzione delle nostre esigenze fisiche: si regolano autonomamente. E se durante la notte ci chiamano? Rassicurateli con la vostra voce, ma non alzatevi: il rischio è quello di confermare le loro paure. 
 

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