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Casalinghe: una specie in via di estinzione

Secondo l'Istat in 10 anni sono diminuite di mezzo milione e tra 30 anni non esisteranno più... forse

Mer 30 Ago 2017 | di Barbara Savodini | Attualità
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Le casalinghe italiane sono esemplari in via d’estinzione? E con loro sono destinati a sparire il ragù sobbollito per tre ore e il sugo al cinghiale, il bucato splendente e le camicie inamidate? Si tratta di una proiezione ancora piuttosto prematura, ma a giudicare dalle statistiche Istat sembra proprio di sì. Nell’arco di appena dieci anni si è ridotta di mezzo milione di unità la categoria delle massaie, la cui età media è oggi di 60 anni. Tra un quarto di secolo, insomma, c’è da aspettarsi che il totale delle donne esperte in faccende domestiche scenda da 7milioni a poche migliaia di sopravvissute. Per trovarne una sembra proprio che bisognerà andare a scovarla nei paeselli del sud Italia, dove vive oggi gran parte di quella piccolissima percentuale, circa l’8,5%, di ragazze under 34 disposte a mettere da parte la carriera per fare figli e occuparsi della casa. 

7 ORE AL DI'… GRATIS
Bella la vita per chi non lavora: tv, divano, mare d’estate e chiacchiere con le amiche. Ma è davvero questa la quotidianità della casalinga? Secondo l’Istat no! Sono sette le ore di lavoro gratuito al giorno e nel 2014 donne e uomini hanno effettuato 71 miliardi e 353 milioni di ore di lavoro non retribuito per attività domestiche, cura di bambini, adulti e anziani della famiglia, volontariato, aiuti informali e spostamenti legati allo svolgimento di queste mansioni (le ore di lavoro retribuito contate nello stesso anno sono state 41 miliardi e 794 milioni di ore). Senza contare che le colonne portanti della famiglia lavorano sodo, ma non vanno mai in ferie, neppure a Natale, quando c'è il cenone da preparare, a Pasqua o a Ferragosto. Le signore di casa cucinano, lavano e stirano per un terzo della loro esistenza, ma crescono anche i figli e accudiscono gli anziani in un’era in cui nessuno sembra più avere tempo per chi, dopo aver lavorato tutta una vita, ha bisogno di sostegno fisico e affettivo. 

SODDISFATTE?
Per quanto riguarda la soddisfazione, il 35,3% delle casalinghe dà una valutazione elevata del grado di soddisfazione per la propria esistenza. Ma tra le occupate la quota di chi esprime un giudizio positivo è di quasi 10 punti percentuali in più (45,1). Sono le casalinghe più giovani a registrare i livelli maggiori  (il 41,7% nella fascia 15-34 anni) di soddisfazione, con le casalinghe di 35-54 anni che non si discostano di molto. 
Per quanto riguarda l’aspetto culturale le casalinghe fruiscono meno di cultura sia a causa della più bassa istruzione, sia per le più difficili condizioni economiche. Solo il 27,3% è andata al cinema almeno una volta nel 2016, il 30% ha letto almeno un libro e  il 15% ha visitato musei e mostre. Poco più della metà delle casalinghe non ha mai avuto un lavoro retribuito e più di 700mila si trova in condizioni di povertà assoluta, cioè non possiede un reddito sufficiente a garantirsi l’acquisto di beni e servizi essenziali per una vita dignitosa. Il tasso d’indigenza è più del doppio rispetto a quello delle donne occupate.
 
MENO STRESS E PIÙ SALUTE
Eppure godono di ottima salute. Nel 2016, al quesito “Come va in generale la sua salute?”, il 48,2% delle donne intervistate ha risposto di stare “bene o molto bene”. La fatica fisica, insomma, forse è pari se non superiore a chi lavora e magari si fa aiutare da domestiche o tate, ma, con livelli inferiori di stress, a giovarne è soprattutto il fisico. Ma i tempi, purtroppo, stanno cambiando e a spingere un vero e proprio esercito di casalinghe fuori dalle mura domestiche è stata sicuramente la crisi. La società, però, in particolare nel centro sud, ancora non si è del tutto adeguata alla donna in carriera e così molte madri si trovano a dover lavorare, accudire i figli, pensare alla casa e badare agli anziani contemporaneamente, potendo contare soltanto in minima parte sull’aiuto degli uomini.  
 
QUELLA DEL FUTURO È STRANIERA
Che le casalinghe stiano per sparire, però, non è del tutto vero. Secondo l’Istat, infatti, è soprattutto la massaia italiana che a breve sarà una rarità. In molte comunità straniere, invece, che la donna stia a casa a badare i figli è ancora la regola. È infatti merito soprattutto delle famiglie albanesi e marocchine se al nord la figura della casalinga non si è ancora del tutto estinta. Basti pensare che nelle regioni settentrionali sono circa 560mila le massaie straniere, pari al 7,6% del totale.  Quando anche l’ultimo zoccolo duro sarà effettivamente in età di pensionamento, al nord le casalinghe italiane potranno considerarsi completamente estinte. Le conseguenze? In primis, sicuramente la denatalità, perché per una professionista in carriera fare più di un figlio è assai complicato. In secondo luogo, la perdita di tutto un bagaglio di tradizioni, che da generazioni si tramanda di madre in figlia.     



CASALINGHE DA SERIE TV

La vita tra casa e figli è noiosa? Non si direbbe dalle serie tv di maggiore successo degli ultimi tempi, in cui le protagoniste sono proprio delle moderne e strepitose casalinghe. Le intricate avventure di un gruppo di mogli che rinunciano alla carriera per badare alla famiglia non è soltanto la trama si una serie cult degli anni duemila, “Desperate Housewives”, ma anche di “Big Little Lies”, grande successo del 2017. Tra gossip, intrighi, impegni, amori e passioni, le produzioni per il piccolo schermo incentrate sulla straordinaria vita delle donne di casa è diventato un tema piuttosto ricorrente. 



CASALINGA 2.0

Che non lavorino non vuol dire che abbiano meno dimestichezza con i social o con il web, anzi, le poche casalinghe giovani sopravvissute hanno studiato il modo di veicolare il proprio bagaglio di conoscenze al prossimo. Come? Tramite i tutorial su faccende apparentemente semplici che però le ragazze di oggi dimostrano di non saper fare. Pulire i carciofi, cucire, preparate ricette elaborate, stirare le camicie, utilizzare il ferro a vapore: tutto diventa facile se c'è qualcuno che ti svela i segreti del mestiere in un video. È così che, nella paradossale società contemporanea, chi sa pulire le verdure bene e velocemente può conquistare, grazie a Youtube, più notorietà di aspiranti attori e cantanti. 



LE ASSOCIAZIONI DI CASALINGHE 

Che la casalinga stesse lentamente scomparendo era noto già diversi decenni fa, tant'è che negli anni si sono moltiplicate le realtà associative finalizzate alla tutela di questa importantissima figura. Da 35 anni, per esempio, esiste il Movimento italiano casalinghe, fondato a Brescia da Santina Gallinari Leonzi, con l'obiettivo di salvaguardare i valori della categoria. Ma non solo, esiste anche Federcasalinghe e l' U.e.CA. Unione europea casalinghe, la quale sostiene in particolare le donne lavoratrici che vorrebbero avere più tempo per la famiglia. 

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