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L’anima calda dell’Iran

Viaggio in un Paese che non ti aspetti: l’ospitalità, la modernità e la cultura millenaria della Repubblica islamica che affonda le sue radici nelle vestigia di Persepoli

Mer 30 Ago 2017 | di Daniele Castri | Mondo
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Se vi dicessi che l’Iran è un paese straordinariamente sicuro e ospitale, voi ci credereste? Eppure è così, esattamente il contrario di quanto ci raccontano tv e giornali. Il popolo iraniano ha un’anima calda che ti stringe in un abbraccio forte e sincero. Lo testimonia la serenità con cui i cittadini di ogni età e condizione sociale vivono gli spazi pubblici, principalmente giardini e parchi, sempre curati e fioriti. Per ogni iraniano e iraniana che si rispetti tutte le occasioni sono buone per adagiarsi a terra su un tappeto persiano e consumare un pasto o una merenda con i parenti, bere un tè con i compagni di scuola o università, fumare il narghilè con gli amici, scambiare due chiacchiere in lingua inglese con i turisti. Una dimensione di convivialità particolarmente diffusa nei giorni di festa e nei pressi delle fonti d’acqua. Nugoli di bambini e bambine animano con un vociare festoso e allegro le aree verdi situate attorno a fontane e fontanelle e sulle sponde di ruscelli, fiumi e laghi. L’Iran è una nazione lontana dal fanatismo e dal fondamentalismo religioso, ma soprattutto dal terrorismo islamico. Un’impressione che ho maturato nel corso di un viaggio di due settimane che ad aprile scorso mi ha permesso di attraversare il Paese.


FORME GEOMETRICHE
Oltre ad essere un Paese ricco umanamente, l’Iran è anche ricco di bellezze architettoniche e paesaggistiche. Incantano gli occhi e lo spirito l’esplosione dei colori e delle forme geometriche che infiammano ogni angolo delle grosse e famose città come dei piccoli e sconosciuti villaggi di frontiera. Cupole d’oro e preziose maioliche adornano le moschee, i luoghi di preghiera dell’Islam, e i minareti, i ‘campanili’ da cui in passato i muezzin cantavano la preghiera. Volte di ceramica e raffinati bassorilievi decorano gli hammam, la declinazione mediorientale delle nostre terme. Sofisticate architetture profilano i badgir o torri del vento, che catturano l’aria fresca per incanalarla nelle case, un’aria condizionata ante litteram. La forza delle braccia degli operai e la sapienza degli ingegneri idraulici hanno scavato nella nuda roccia e terra i quanat, i poderosi canali sotterranei che trasportano l’acqua fresca delle montagne fin dentro i centri abitati delle aree desertiche e urbane. 

L’ANTICO GIOIELLO DI PERSEPOLI
La cultura iraniana è tanto viva quanto antica e affonda le sue radici nelle vestigia di Persepoli, un gioiello dell’archeologia mediorientale, prima ancora che la capitale dell’antico impero persiano. Vi si accede dalla ‘Porta di tutti i popoli’, eretta su 4 colonne alte 16 metri sotto cui passavano i dignitari delle delegazioni straniere che così accedevano alla Sala delle Udienze. Un concentrato di meravigliosi portali, colonnati, cortili, porticati e scalinate che testimoniano la grandezza e potenza di un regno distrutto per ben due volte, prima da Alessandro Magno e poi dagli Ottomani, ma sempre risorto dalle sue ceneri. Il potente impero persiano risale al V secolo a.C. ed era costituito da una confederazione di 27 nazioni in cui ciascuna manteneva le proprie libertà culturali e identità nazionali. Per questo Persepoli rappresenta ancora oggi per il popolo iraniano un inno alla convivenza pacifica dei popoli e delle culture. 

L'ORO VEGETALE
La Repubblica islamica ha anche eccellenti risorse naturali ed economiche. Basti pensare al ritorno iraniano nel mercato petrolifero internazionale, ma anche allo zafferano (chiamato l’oro vegetale), le spezie, i fichi e i pistacchi che esporta in tutto il mondo. Un tempo l’antica Persia era attraversata dalla Via della Seta, che collegava l’Oriente con l’Occidente per lo scambio di merci e divenuta Patrimonio dell’Umanità. Il commercio nelle città iraniane si svolge quasi interamente all’interno dei bazar, strutture labirintiche organizzate per categoria merceologica, in cui si trovano negozi e bancarelle d’ogni genere al riparo dal sole cocente e dal caldo. Vere perle sono rappresentate dagli antichi caravanserragli, ‘oasi’ in cui sostavano le carovane in viaggio sulla Via della Seta, oggi convertiti in cafè alla moda, motel, giardini pubblici o in mercati e gallerie dell’arte. Queste strutture ospitano spesso le opere artistiche e artigianali locali: miniature, tappeti, dipinti, ceramiche, oggettistica di vetro e vestiti e biancheria tessuti a mano con il cotone o con la lana.

L'IRAN CONVIENE
La più importate risorsa e ricchezza dell’Iran è il turismo, divenuto negli ultimi anni uno degli introiti economici più rilevanti per il Paese. L’antico impero persiano è un concentrato di paesaggi mozzafiato: dal deserto alla montagna, dalla pianura alla collina, dal mare al lago. Un territorio molto ampio costellato di numerose strutture ricettive. L’accoglienza, l’ospitalità e la cordialità sono di casa, il cibo è sempre genuino e preparato sul momento. 
Il World Economic Forum, l’accreditata fondazione svizzera senza fini di lucro esperta di economia internazionale, ha evidenziato che l’Iran è uno dei Paesi più convenienti al mondo dal punto di vista economico per i turisti e viaggiatori: più di Grecia, Spagna, Portogallo, Russia, Egitto, Stati Uniti e Turchia. 
La domanda, quindi, è solo una: quando andrete in Iran?                                             

 


Le città
Indimenticabili le città. La capitale, Teheran, con la sua atmosfera cittadina, i grandi parchi verdi, il museo dei gioielli e quello antropologico. Esfahan con la maestosa piazza ‘Naqsh-e-Jahan, la Metà del Mondo, patrimonio dell’Umanità Unesco, su cui si affacciano splendidi edifici religiosi e laici. Kashan con le sue alavi, le case tradizionali. Yazd, la città del culto zoroastriano, con il tempio del fuoco e i monolitici bagdir. Shiraz, culla della cultura persiana, che ospita le tombe dei grandi poeti Hafez e Sa’di e la bellissima Nasir al Molk, con le sue vetrate colorate e il frequentatissimo mausoleo. Qom, la città santa in cui è nato Komeini, padre della rivoluzione del 1978-1979, con la moschea della cupola in oro. Kerman l’avamposto da cui partire per l’esplorazione di Kalut, Mahan, Rayen e le regioni desertiche orientali. Ma molti altri sono i villaggi e le cittadine che meriterebbero una lunga descrizione.

 


I parchi scientifici
Sono 39 i ‘parchi scientifici iraniani’, ovvero le Università, in cui studiano 4,5 milioni di studenti, per la maggior parte donne, di cui oltre 100mila dottorandi. Il popolo iraniano è quello meglio istruito in Medioriente, con un tasso di alfabetizzazione tra i più alti al mondo. Il Governo iraniano è particolarmente impegnato nella ricerca scientifica, soprattutto nei settori della biomedicina, biotecnologia, bioingegneria, archeologia, fisica, astrofisica e astronomia. Sono molto intense le partnership scientifiche e i programmi congiunti di studio e collaborazione con l’Unione Europea, in particolare con l’Italia.

 


L’Iran diviso in due
In bilico tra una cultura millenaria e le legittime ambizioni moderniste, la Repubblica islamica è una teocrazia in cui purtroppo i diritti umani non sono sempre salvaguardati e che risulta divisa in due grandi blocchi politico-religiosi. Il primo, più conservatore, fa capo alla guida religiosa suprema, Ali Khamenei. Da lui dipende il sistema giudiziario, il controllo dei media e di internet e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione, noti anche come i pasdaran: sono costoro i responsabili di certi arresti dei dissidenti e oppositori politici. In particolare, è responsabile, attraverso il Consiglio dei Guardiani, della scelta dei candidati alle elezioni politiche nazionali, locali e comunali. Il secondo blocco, invece, fa capo al Governo guidato dal moderato Hassan Rouhani. È stato il principale artefice delle grosse innovazioni culturali degli ultimi anni e soprattutto delle aperture politico-istituzionali verso il mondo occidentale. A maggio scorso ha vinto le elezioni politiche nazionali, che hanno spalancato le porte al suo secondo mandato della durata di 4 anni. 

 


Le donne e lo hijab
In Iran tutte le donne devono indossare un velo che copre i capelli e il collo. Un obbligo che pende purtroppo anche sulle turiste. Le iraniane, specie quelle più istruite o che vivono nelle grosse città cosmopolite, lottano da tempo per ottenere sempre maggiori libertà personali, nonostante i limiti e le regole imposte dalle autorità religiose. Da tempo, molte ragazze e donne indossano sciarpe colorate e sistemano il proprio velo sempre più indietro, verso la nuca, in modo da mostrare bene il viso e parte dei capelli. 
 

 


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