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Diffidate dagli influencer

Interviene anche l’Antitrust per regolare gli ‘spot’ di chi parla sul web dietro compenso (senza dirlo). Basterà a frenare il fenomeno?

Mer 30 Ago 2017 | di Armando Marino | Soldi

 E pensare che qualcuno ancora predica che con l'avvento del web le persone si sarebbero sempre più isolate e non si sarebbero parlate più tra loro. E invece è successo tutto il contrario: la Rete è strapiena di chiacchiere, in grandissima parte inutili. In sostanza si è solo replicato in chiave globale quello che è sempre successo dall'alba dei tempi: troppo spesso ci piace parlare anche quando in fondo non conosciamo così bene l'argomento da aver maturato un'opinione sensata. Ne è nato un rumore di fondo che a volte diventa fastidioso. Ma alla fine basta ignorarlo, nella maggior parte dei casi. C'è però un fenomeno parallelo che sta sconfinando dall'ambito della semplice chiacchiera. Alcune persone che parlano e straparlano sui social network hanno avuto l'abilità di crearsi un giro di fedeli ascoltatori che pendono dalle loro labbra e poco importa se abbiano cose interessanti da dire o meno. La cosa importante è che molte aziende hanno capito che questo ascolto privato costante crea un certo rapporto di illusoria confidenza. La chiacchiera sul social diventa potente come la più potente delle pubblicità: il passaparola. Se un amico fidato ci dice che ha comprato un divano e che è veramente comodissimo, quando toccherà a noi comprarlo ci ricorderemo del consiglio più di quanto ci ricordiamo di uno spot in televisione. Sul web alcuni personaggi con un'audience di migliaia di persone sono così diventati "influencer". Le aziende mandano loro prodotti in regalo, in alcuni casi soldi veri e propri, in cambio di recensioni favorevoli nelle loro chiacchierate sul web. Il problema è che raramente l'influencer avvisa il suo pubblico che è pagato per dire quello che dice sul tal prodotto. Cosa che invece è vietata nei media tradizionali, anche se qualcuno lo fa lo stesso, ma rischiando sanzioni. Di recente l'Antitrust è intervenuta diffidando alcuni grandi influencer, avvisandoli che devono avvertire i fan se le loro recensioni o il semplice video in cui indossano il costume da bagno con marchio bene in vista, avviene dietro compenso. Basterà a frenare il fenomeno? No, ovviamente, perché gli influencer sono tanti, i controlli sono blandi e le sanzioni rare. Non ci resta che difenderci da noi. Meglio diffidare da certi consigli e pure dagli "amici" influencer.                                                            

 

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