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Povera e incinta senza saperlo, così ce l’abbiamo fatta

Sbarcata in Sicilia, volevo solo una vita normale e una famiglia. Poi la sorpresa: con aiuti seri John è nato

Mar 26 Set 2017 | di Patrizia Lupo | Bambini
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Quando sono sbarcata in Sicilia 7 anni fa non avevo niente, solo voglia di lavorare e fare una vita normale, avere una famiglia. Ho conosciuto Daniel, anche lui senza niente come me. Abbiamo iniziato ad aiutarci, poi a vivere insieme. Uscivamo la mattina per andare a vendere  fazzoletti o biancheria. Un giorno ero sola e  sono svenuta per la strada. Delle persone gentili mi hanno aiutato e un’ambulanza poi  mi ha portato in ospedale. 

Ero incinta e non lo sapevo. è stato un momento brutto per me. Desideravo un figlio, ma come potevamo tenerlo senza soldi e nessuna sicurezza? Già era difficile trovarli per l’affitto, per mangiare. Ho cominciato a piangere. Daniel non sapeva cosa dire. In quella stanza d’ospedale ci sentivamo ancora più soli. Avevo un’amica, lei era brava. Per telefono le ho raccontato cosa era successo e che non potevo tenere il bambino. Lei mi ha detto di aspettare, di  non fare l’aborto perché conosceva un’associazione dove aiutavano le mamme in difficoltà come me. Ne ho parlato a Daniel che mi ha detto di provare a vedere e se ci aiutavano potevo tenere il bambino. Uscita dall’ospedale sono andata al Segretariato Sociale per la Vita e ho raccontato la nostra storia:  avevamo bisogno di tutto per far nascere nostro figlio.  

Mi hanno detto subito di non preoccuparmi che ci avrebbero aiutati loro. Mi hanno offerto il Progetto Gemma, un aiuto  economico  di 18 mesi  per  le spese del bambino; mi hanno detto degli aiuti economici dello Stato che potrei avere appena ottenuto il permesso di soggiorno; che potevano aiutarci anche per ecografie, corredino, ecc. Sono andata via felice perché avrei potuto avere il mio bambino. Da quel giorno è iniziata una storia diversa, fatta di cose belle e non solo di sacrifici. 

John, mio figlio, adesso ha 2 anni, è forte e pieno di energia. Siamo riusciti a sistemare tante cose, anche  il permesso di soggiorno. Ora abitiamo in una casa vera e da poco è nata la seconda figlia. Abbiamo raggiunto anche un traguardo importante: il matrimonio, una sorpresa per me, perché lui non me ne aveva mai parlato. E in tutto questo loro, gli Amici del Segretariato che ci hanno sempre accompagnato. Grazie!


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