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Acqua, gestirla bene a casa

Gli acquedotti ne perdono il 39% e, ai ritmi attuali di investimento, occorrerebbero 250 anni per sostituire l’intera rete. Ma ognuno di noi può fare la differenza

Mar 26 Set 2017 | di Domenico Zaccaria | Acqua
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Aprire il rubinetto e vedere l’acqua che sgorga copiosamente. Un gesto al quale nemmeno facciamo più caso, tante sono le volte in cui lo ripetiamo nell’arco di una giornata. Ma dare per scontata l’acqua è un errore, perché stiamo parlando di una risorsa preziosa, ma limitata. 

Gli ultimi mesi lo hanno dimostrato: tra invasi a secco e razionamenti, molte zone della Penisola hanno dovuto affrontare l’emergenza siccità, che a inizio settembre è stata bruscamente interrotta (ma non risolta) da piogge torrenziali e alluvioni. 

La situazione dei nostri acquedotti
In media, ogni italiano consuma al giorno ben 245 litri di acqua potabile, il che vuol dire che ogni anno una famiglia utilizza 200.000 litri di “oro blu”. Ma come spiega il “Blue Book” di Utilitalia -  la federazione che riunisce 500 imprese italiane dei servizi idrici, energetici e ambientali – i nostri acquedotti registrano una percentuale media di perdita pari al 39%: ogni 100 litri di acqua immessi, ben 39 si perdono nei tubi. 
Colpa soprattutto dell’elevato grado di vetustà delle reti, se si pensa che il 60% delle infrastrutture è stato messo in posa oltre 30 anni fa (percentuale che sale al 70% nei grandi centri urbani) e che il 25% di queste supera addirittura il mezzo secolo. 
La possibile soluzione è facile da spiegare, ma difficile da mettere in pratica: aumentare gli investimenti; servirebbero infatti circa 5 miliardi l’anno per adeguare e mantenere la rete idrica nazionale, perché, ai ritmi attuali, occorrerebbero oltre 250 anni per sostituire l’intera rete. Già, ma i soldi chi li mette?
 
IN ATTESA CHE GESTORI ED ENTI INVESTANO, L’UTENTE PUO' FARE...
Per migliorare gli acquedotti l’Italia investe in media 33 euro per abitante l’anno, una cifra ben al di sotto del livello minimo europeo: in Francia sono a 88, nel Regno Unito a 102 e in Danimarca a 129 euro. 
Da Nord a Sud sono numerose le situazioni che andrebbero migliorate e razionalizzate, mentre i fondi per gli investimenti continuano ad essere scarsi. E allora, in attesa che Gestori e Autorità intervengano come si deve, è bene partire da noi stessi. Anche i piccoli gesti quotidiani di ognuno di noi possono contribuire a migliorare la situazione: il risparmio idrico può iniziare già in casa con delle piccole, semplici accortezze.

 


Come risparmiare 10mila litri? Un vademecum per l’uso responsabile

• Avvitare al rubinetto  un “frangigetto”: miscelatore acqua/aria che consente di risparmiare 6-8mila litri l’anno.
• Riparare rubinetti o water che perdono. Possono sprecare anche fino a 100 litri al giorno.
• Scarico WC con pulsanti a quantità differenziate (pipì e popò) o direttamente una manopola di apertura e chiusura. Risparmio ottenibile: 10-30mila litri l’anno.
• Preferire la doccia al bagno in vasca. In doccia il consumo è di 40-60 litri, per una vasca è di due o tre volte superiore.
• Quando ci si lavano i denti o ci si rade, evitare di tenere aperto il rubinetto. Risparmio: 5mila litri anno.
• Usare gli elettrodomestici solo a pieno carico. Risparmio: 8-11mila litri anno e si risparmia anche energia elettrica.
• Lavare l’auto solo quando necessario e usando il secchio anziché il tubo. Risparmiare fino a oltre 100 litri di acqua a lavaggio.
• Innaffiare piante e orti di sera, quando le perdite per evaporazione sono ridotte: risparmio di 5-10mila litri l’anno.
  L’acqua della pasta o del riso è ottima per innaffiare. Risparmio: 1.400 – 1.800 litri all’anno.
• Mettere una bottiglia di acqua piena nello sciacquone consente – occupando volume – di scaricare meno acqua: si possono risparmiare più di 10 litri a giorno. 
 

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