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Nuove cure? Con la medicina antica!

Erbe, omeopatia, agopuntura e altre tecniche della medicina cinese sono in continua diffusione. Ottime esperienze in Italia

Mer 27 Set 2017 | di Francesco Buda | Salute
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Curare con piante ed erbe, omeopatia, agopuntura? O con altre tecniche della medicina tradizionale cinese, ad esempio premendo le dita o picchiando un semplice martelletto su certi punti del corpo? 
Roba da apprendisti stregoni o di nicchia, si potrebbe sospettare. No: sono conoscenze e tecniche scientificamente confermate, capaci di far star meglio e far risparmiare tutti perché costano pochissimo. Tanto che l'Organizzazione mondiale della sanità vuole che le terapie cosiddette non convenzionali, integrate o complementari siano inserite nei sistemi sanitari nazionali. Perciò da 15 anni l’OMS ha una precisa strategia per approfondirle e diffonderle il più possibile in tutto il mondo. 
Non chiamiamole alternative: non sono in contrapposizione alla 'nostra' medicina, ma la integrano e completano. Ciò, in grande alleanza con il paziente mediante l'autocura, ossia la persona che si coinvolge per amarsi e darsi una mano con sani stili di vita, fondamentalmente mangiando bene, facendo movimento migliorando il rapporto con se stessa.  
 
ITALIA: ECCELLENZE DA SCOPRIRE
Il nostro Paese vanta eccellenze in questo campo, ammirate anche all'estero. In Toscana certe pratiche sono persino inserite tra i LEA, i livelli essenziali di assistenza: le passa cioè la mutua, pagando solo il ticket o anche gratis nei casi di esenzione totale per basso reddito e per certe patologie come il cancro. È il caso di fitoterapia (curare con le piante), omeopatia, medicina manuale e varie tecniche della medicina tradizionale cinese, come agopuntura, coppettazione (applicazione di coppette di vetro con effetto ventosa su determinate zone del corpo), moxibustione (riscaldamento di zone del corpo attraverso la combustione di erba artemisia), il martelletto 'fior di prugna' ed altre ancora. Innumerevoli sono i campi di applicazione, sicura ed efficace per tutti, bimbi compresi. «Sono terapie utilissime, ad esempio in àmbito femminile, ostetrico e ginecologico, ma non solo», ci dice la dottoressa Sonia Baccetti, responsabile regionale della attività di medicina complementare della Toscana. Tra i primissimi medici italiani ad importare la medicina tradizionale cinese, nella Asl di Firenze ha fondato 22 anni fa il Centro “Fior di Prugna”, unico nel suo genere al livello europeo. Con la medicina tradizionale cinese trattano: disturbi dell'apparato genitale, respiratorio e uditivo, gastrointestinali, psichici di lieve e media entità, urinari, malattie cutanee e ad ossa e muscoli. Ma pure problemi legati alla gravidanza e al post partum, la cefalea, il tunnel carpale ed altro… persino la dipendenza da fumo. 
Altra eccellenza è il Servizio di terapie integrate del Centro di senologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, in collaborazione con l'Associazione ricerca terapie oncologiche integrate (ARTOI).  «Alle nostre pazienti oncologiche offriamo gratuitamente, grazie ai fondi della Susan Komen Italia onlus, fitoterapia, sostanze naturali, omeopatia, qi gong, rfilessologia plantare, arteterapia, mindfulness e musicoterapia per gli effetti collaterali delle terapie antitumorali (vampate di calore, prostrazione, insonnia) - racconta il dottor Stefano Magno, chirurgo oncologico del Gemelli – e sempre gratis, ma a spese della sanità pubblica, offriamo agopuntura e fisioterapia».
 
STIMOLARE LA PARTE SANA
«Negli Stati Uniti 62 persone su 100 vi fanno ricorso, da vent'anni l'agopuntura ed altre pratiche 'non convenzionali', scientificamente validate, vengono applicate in tutti i maggiori centri oncologici e qui stiamo ancora a discutere se vadano praticate o no!», taglia corto il dottor Magno, che è anche agopuntore. «Se c'è un tumore lo tolgo, levo ciò che non funziona, la parte malata, mentre con le medicine complementari stimolo la parte sana. Così riduco gli effetti collaterali dei farmaci e ne miglioro l'efficacia, favorendo un più rapido e completo recupero psico-fisico», aggiunge il chirurgo, che è anche responsabile scientifico del master di Terapie integrate per le patologie oncologiche femminili al Gemelli. 
«Questa è la medicina con la M maiuscola, che si completa e si dà una mano con più tecniche terapeutiche che vengono in aiuto l'una dell'altra, per la salute dei cittadini», spiega ad Acqua & Sapone la dottoressa Simonetta Bernardini, altro pezzo da novanta del settore, responsabile scientifico del Centro di Medicina integrata dell'ospedale di Pitigliano (GR), il primo del genere in Europa. «La medicina ortodossa o convenzionale è la più adatta alle situazioni acute (malattie chirurgiche, infezioni batteriche acute) – precisa la dottoressa Bernardini -, ma rivela tutti i suoi limiti davanti alle malattie croniche. Perché si chiamano così? Perché la medicina convenzionale non sa risolverle e si dice cronico per dire non guaribile e quindi si consegna la malattia al malato e a vita!».   
 
LA PERSONA NEL SUO INSIEME
«Si tratta di abbassare l'alterigia: non esiste una medicina unica, come non esiste un pensiero unico!», aggiunge l'esperta, che è pediatra, specializzata in endocrinologia e formatrice. «Noi cerchiamo di vedere corpo e spirito insieme, la medicina tradizionale cinese, ad esempio, c'insegna che nella persona esistono delle energie e a prenderci cura della persona lavorando su di esse», ci dice l'altra pioniera, Sonia Baccetti. Un sapere con il suo saper-fare che include e accoglie. Qualcosa di molto femminile, potremmo dire. Non a caso, le donne che fanno ricorso alle medicine complementari sono più degli uomini, il triplo negli Stati Uniti, ci dice una recente ricerca. «La medicina integrata è una medicina centrata sulla persona e non sulla malattia, con un'alleanza in cui si ascolta il paziente», sintetizza il dottor Magno. Un antidoto a quella mentalità sanitaria che riduce la persona ad utente e macchina da aggiustare a pezzi… riducendo il medico a meccanico. 
 
EFFICACI E PER TUTTI
«La nostra esperienza dimostra che quando le medicine complementari sono disponibili per tutte le categorie sociali, quelle più fragili e più bisognose di cure se ne avvalgono di più. Gli adulti qui vengono aiutati soprattutto per patologie osteo-muscolo-scheletriche, disturbi della sfera genitale maschile e femminile, disturbi psichici e del tratto digerente», racconta la direttrice del Fior di Prugna. Qui curano anche i più piccoli: coliche gassose del lattante, disturbi gastro-enterici, enuresi (la pipì a letto), agitazione e turbe del sonno, patologie cutanee, malattie da raffreddamento. «All'ospedale di Pitigliano – aggiunge la dottoressa Bernardini - se vogliono, possono essere curati anche con agopuntura e omeopatia i ricoverati per patologie respiratorie, gastrointestinali, dermatologiche, allergie, asma, malattie reumatiche, dopo traumi e ictus, nell’ambito della  riabilitazione ortopedica e neurologica, dolore cronico, per contenere gli effetti collaterali della chemioterapia in oncologia e nelle cure palliative. All'ospedale di Manciano, sempre in provincia di Grosseto, abbiamo visto migliorare e di molto i pazienti con ictus o emorragia cerebrale o dopo protesi di anca e ginocchia e abbiamo anche visto che si riduce il consumo di famaci antidolorifici, grazie all'aiuto di omeopatia e agopuntura. La medicina integrata, con agopuntura e omeopatia, certamente è utile anche nella menopausa, in particolare quella indotta da un evento tumorale». 

SEMPLICI, ACCESSIBILI E POCO COSTOSE
«Le posso garantire – continua la dottoressa Bernardini - che i miei piccoli pazienti allergici saranno adulti sani, poiché l'omeopatia è in grado di guarire l'asma allergica o anche la dermatite atopica o la più semplice oculorinite allergica. Eppure queste sono malattie definite croniche, quindi non guaribili secondo i canoni della medicina ortodossa. Sono terapie davvero a costo bassissimo: con soli 4mila euro l'anno, all'ospedale di Pitigliano acquistiamo tutti i medicinali e gli strumenti di agopuntura utili per un anno di terapia ad almeno 500 persone ricoverate e a non meno di 3.000 trattamenti di agopuntura. Presto avremo in tutte le Asl toscane un servizio di oncologia che si avvarrà anche delle medicine complementari per ridurre gli effetti collaterali di farmaci antitumorali e radioterapia. La medicina integrata costa di meno poiché fa risparmiare prima di tutto il cittadino, facendolo stare meglio, e usa meno farmaci per la sua cura; e poi - conclude la dottoressa Bernardini - ci risparmia anche il sistema sanitario poiché meno farmaci si traducono in una riduzione della spesa sanitaria, ma anche meno comorbidità, ossia varie malattie insieme nella stessa persona». A febbraio 2013 tutte le 20 Regioni italiane hanno siglato un accordo con lo Stato che regolamenta le medicine complementari, per diffonderle con snellezza e in tutta sicurezza. Il percorso è ancora in gestazione, con esperienze a macchia di leopardo. Cosa aspettiamo a diffonderle?

 


Partorire con energia... ed evitare inutili sofferenze

La medicina integrata può dare un grossa mano anche in gravidanza e per un parto sano, naturale, soddisfacente e meno doloroso, promuovendo le potenzialità della donna e l'allattamento al seno. Il centro Fior di Prugna di Firenze con il corso di formazione “Partorire con energia” insegna alle ostetriche toscane le tecniche di medicina tradizionale cinese, l’uso dei farmaci omeopatici e fitoterapici (da erbe e piante). Si possono anche evitare parti complicati e scongiurare il cesareo grazie a certe tecniche cinesi: agopuntura, moxibustione (riscaldamento di zone del corpo attraverso la combustione di erba artemisia). «La tecnica migliore – spiega la dottoressa Sonia Baccetti - è riscaldare tra la32esima e 37esima settimana l'angolo ungueale (vicino l'unghia, ndr) del quinto dito di entrambi i piedi». 

 

In particolare, quando il feto è in posizione podalica, cioè coi piedi anziché la testa verso l'utero, il bebè viene fatto spostare in posizione cefalica (testa verso l'utero) senza alcuna pratica invasiva. «Io uso molto e con grande efficacia l'agopuntura per ridurre il dolore nelle mastiti dopo il parto, senza escludere l'antibiotico», sottolinea il dottor Stefano Magno del policlinico universitario Gemelli di Roma. 

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