acquaesapone Attualità
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Gobba e piede lento: così ci cambia lo smarpthone

Una ricerca spiega gli effetti dello smartphone ossessivo sulla nostra camminata

Mer 27 Set 2017 | di Francesco Buda | Attualità
Foto di 2

Non solo le dita che pattinano velocemente di qua e di là sul display. Il passo si fa più cauto, con il piede rallentato che cerca di 'fiutare' il percorso, come il bastone del non vedente per evitare ostacoli. Lo ha rilevato una ricerca scientifica dell'università britannica Anglia Ruskin: ormai lo smartphone modifica il modo di camminare e di guardare quel che abbiamo intorno. Ne risulta quella postura sbilenca, talora ingobbita, che ormai non è raro vedere in ogni dove. 
 
PASSI RALLENTATI OLTRE IL DOPPIO
Smanettando con il telefonino, si tende a guardare con minore frequenza e le sbirciate al suolo sono più fugaci. I massimi effetti si notano quando le persone scrivono messaggi sullo smartphone: il tempo impiegato a compiere il percorso aumenta del 118% (oltre il doppio!) rispetto a quando non si usa il telefonino. 
Il tempo di osservazione del suolo – sempre quando si cammina scrivendo al cellulare - scende fino al 61%. Il rallentamento della camminata è invece dell'83% quando si parla e basta, del 67% quando si legge sul display. 
 
PIEDI ‘SEGUGI’ E PIÙ IN ALTO
Il piede 'guida' – quello che va avanti - viene portato più in alto durante l'uso dello smartphone, addirittura il 18% in più, anche se il percorso non presenta ostacoli. È quel che mi hanno insegnato in Tanzania nelle camminate africane di notte: vedendo meno, è bene procedere alzando i piedi per evitare eventuali sassi ed altri ostacoli. E in effetti, scrivono gli autori della ricerca “camminando mentre guardano il monitor del telefono, i pedoni non potranno acquisire un'informazione visiva dalla fovea dell'ambiente circostante per condurre la locomozione”. La fovea è la parte centrale dell'occhio che fornisce il massimo livello di acuità visiva. Come per chi ha poca testa, anche qui, usando meno gli occhi, bisogna usare di più i piedi. Intanto qualcuno può avvisare gli incollati allo smartphone in pericolo... con un messaggino, ovviamente! 




Corsie preferenziali

Lo smartphone walking, il camminare usando il telefonino, sta diventando un problema per la sicurezza stradale. Uno studio della Stony Brook University rileva che negli Stati Uniti le visite al pronto soccorso dovute allo smartphone walking sono raddoppiate rispetto al 2010. A camminare con gli occhi sul cellulare è il 53% degli italiani, stando a un’indagine dell'agenzia 'Found!' su Milano, Roma, Napoli, Torino e Palermo. Che fare? Durante l'esplosione del videogioco Pokémon GO, negli Usa sono spuntati i cartelloni con su scritto “Non giocare a  Pokémon mentre guidi”. L'amministrazione di Chongqing, metropoli cinese, ha riservato delle corsie preferenziali per chi cammina con gli occhi attaccati al telefono. Lo stesso ha fatto ad Anversa, in Belgio, un negozio di cellulari. 

Condividi su: